Dalai Lama: internet non risolve

L'importanza delle reti di comunicazione è la circolazione delle informazioni. Ma è un errore riporre le proprie aspettative di felicità nella tecnologia

Melbourne (Australia) - "Io credo fermamente che lo scopo principale della nostra vita sia condurre una vita felice, sia la felicità e sia la gioia. Molti dei problemi accadono perché manca la conoscenza e si ignora la realtà, e si coltivano troppe aspettative". Così il Dalai Lama, la massima autorità religiosa tibetana, da decenni in esilio, ha abbracciato i 18mila che a Melbourne, in Australia, hanno affrontato la ressa per poter avere un contatto con lui.

Il Dalai Lama, che incontrerà i massimi vertici della politica australiana nonostante la feroce opposizione del regime cinese, ha accennato anche alla diffusione delle nuove tecnologie e di internet nel mondo, non senza una punta di preoccupazione.

"La scienza, la tecnologia e altri risultati materiali nel mondo sviluppato portano la gente a ritenere che i propri problemi spariranno. Ma sappiamo che questo non accadrà".
Il Dalai Lama, che pure ritiene essenziale la rete di comunicazione per la diffusione della cultura e delle idee, ha criticato anche in questo caso l'abitudine a delegare al mondo esterno le aspettative personali. In questi casi, ha spiegato, "è l'intelligenza la vera fonte di potere".

Accennando alle opportunità della circolazione delle informazioni, Tenzin Gyatso ha anche spiegato che una sua conseguenza sta nel fatto che "la capacità di visione dell'uomo sta migliorando e questo porterà ad un mondo più pacifico".

Come noto Gyatso, 14esimo Dalai Lama del Tibet, a cui nel 1989 è stato consegnato il Premio Nobel per la Pace, oggi ha 66 anni e vive in esilio forzato dall'età di 24 anni. La Cina lo considera una minaccia per la propria unità nazionale, costruita anche sull'annessione militare del Tibet.
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