Cina, più trasparenza sui rifiuti hi-tech

Il governo vara tre nuove direttive per ridurre l'inquinamento: i produttori di hardware dovranno rispettare limiti precisi sull'uso di componenti tossici ed indicare la possibilità di riciclare un prodotto

Pechino - Le istituzioni della Repubblica Popolare Cinese hanno iniziato ad affrontare il problema dei rifiuti elettronici, estremamente complesso e causa di durissime ripercussioni ambientali su scala globale. Il governo, secondo le rivelazioni di China Tech News, ha creato tre nuove direttive per limitare l'uso di componenti tossici nell'industria elettronica, nonché per incentivare il recupero ed il riciclaggio dell'hardware usato.

La prima delle tre norme obbligherà i produttori a segnalare, grazie all'uso di speciali bollini, tutti quei dispositivi elettronici potenzialmente dannosi per l'ambiente e per l'uomo. Ciascuna confezione contenente il manuale d'uso dell'apparecchio dovrà inoltre avere un foglio che indichi chiaramente l'idoneità del prodotto. I processi produttivi dovranno perciò rispondere a precisi standard e limiti nell'uso di sostanze pericolose, ancora da stabilire ed attualmente al centro di dibattito politico.

Si tratta di un importante passo in avanti per la Cina, da poco entrata nell'Organizzazione Mondiale del Commercio: attualmente, la Cina è infatti il più grande produttore mondiale di hardware. Finora, l'assenza di controlli nazionali sui livelli di tossicità dei prodotti digitali, accompagnata dalla crescente richiesta interna di beni elettronici, aveva fatto venire i brividi a molti ambientalisti in tutto il pianeta - vista soprattutto la rilevanza industriale e demografica della Repubblica Popolare.
Anche l'Unione Europea ha recentemente adottato simili direttive per salvaguardare la Terra dai danni della società dell'informazione. Le attuali "contromisure" europee contro la proliferazione dei rifiuti tecnologici vanno dalla certificazione Eco-Label fino alla direttiva WEEE, che mira ad abbattere il consumo energetico di tutto l'hardware elettronico prodotto in Europa.

La Cina ha inoltre realizzato una legge per mettere al bando la produzione di monitor CRT a partire dall'ottobre del 2007. Secondo Elizabeth Grossman, autrice del libro "High Tech Trash", i prodotti più inquinanti di tutto il mercato tecnologico sono i monitor CRT. In Italia le direttive comunitarie per abbattere il problema dei rifiuti elettronici sono state recepite ma la loro attuazione è stata posticipata ad anno nuovo.

Tommaso Lombardi
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