Intel, più di diecimila licenziamenti

Tagli al personale ed ammortizzamento delle spese aziendali: il rilancio per Intel inizia così. Il CEO Paul Otellini: è un processo che continuerà anche nei prossimi anni, essenziale per diventare più efficienti

Santa Clara (USA) - Il CEO di Intel, Paul Otellini, ha dato inizio ad una fase di tagli alla spesa per rilanciare il chipmaker sul mercato internazionale. La forza lavoro di Intel, forte di oltre 100mila persone in tutto il globo, verrà ridimensionata a partire dal prossimo inverno: entro metà del 2007, Otellini prevede il licenziamento di 10.500 impiegati.

La pioggia di licenziamenti s'abbatterà già dall'inizio del 2007 sul folto gruppo di manager, addetti al marketing ed informatici che Intel mantiene nei suoi stabilimenti produttivi sparsi per il pianeta, dall'Asia al Medioriente. Entro il secondo semestre del 2007 sarà il turno dei compartimenti produttivi e manifatturieri di Intel: i dati ufficiali prevedono la liquidazione di almeno 3mila operai.

Secondo molti osservatori, la necessità dei tagli deriva dall'ultimo bilancio aziendale di Intel, al di sotto delle aspettative degli investitori. La necessità di ridurre i costi operativi è evidente anche nelle parole di Otellini: "Questo processo continuerà anche nei prossimi anni", ha detto il CEO, "perché anche se si tratta di scelte difficili, sono essenziali per dare più efficienza e dinamismo ad Intel". La manovra, riferiscono i portavoce dell'azienda, creerà un risparmio di circa 2 miliardi di dollari nel 2007 e di 3 miliardi nel 2008.
Intel deve cogliere la sfida di AMD, con la quale spartisce il ricco mercato globale delle CPU. La competizione con AMD è peraltro molto impegnativa: gli analisti di iSuppli hanno recentemente registrato un calo del 12,8% nei ricavi ottenuti da Intel. I dati riguardano l'ultimo quadrimestre, caratterizzati dalla presentazione di nuovi prodotti da parte di entrambi i chipmaker, come i nuovi Intel Celeron D e i nuovi AMD Opteron.

Se fino a qualche anno fa Intel poteva contare sul 90% del mercato globale dei processori, oggi - come scrive The Register - l'avanzata di AMD ha ridimensionato la fetta di mercato dell'azienda a poco più del 70%. I problemi di Intel, sostiene l'ezine inglese, sarebbero ascrivibili all'insufficiente dinamismo del CEO Craig Barrett, adesso rimpiazzato da Paul Otellini.

Il ridimensionamento delle risorse umane, negli ultimi tempi, è un fenomeno che interessa un numero sempre maggiore di grandi aziende informatiche. HP ha recentemente comunicato l'inizio di una stagione di tagli al personale ed anche IBM sembra condividere questa strategia aziendale.

Tommaso Lombardi
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