venerdì 8 settembre 2006

Dossier/ TLC revolution 1: il punto

di M. Favara Pedarsi - La rete infrastrutturale è nelle mani di un solo operatore ma le ipotesi di separazione gestionale o strutturale non reggono. Una disamina delle TLC italiane già all'attenzione del ministro Gentiloni

Dossier/ TLC revolution 1: il punto Osservo prima di tutto che nel caso di una separazione verticale del mercato TLC italiano, permarrebbe il problema odierno di avere un solo operatore con una rete capillare; in una separazione verticale il parallelepipedo diventerebbe così una piramide capovolta: alla base, anche se gli altri grandi operatori si impegnassero sulle costose opere di cablaggio dell'Italia e senza distinzione in zone proficue e zone dove non conviene cablare, rimarrebbe per lunghissimo tempo un solo operatore a gestire il livello fisico.

Nella migliore delle ipotesi dunque, contravvenendo all'idea base della separazione verticale di avere un buon numero di operatori ad ogni livello del mercato, nel tentativo di tenere in piedi la piramide sulla sua punta riusciremmo soltanto a creare un equilibrio instabile a costo di un enorme dispendio di energie e tempo.

Osservo poi che l'utenza è stanca degli operatori esistenti, figuriamoci se è contenta di vederli moltiplicare: prova di questo ne è il fatto che su tutto il territorio italiano decine di reti collaborative non profit, in barba alla legge, hanno di fatto sostituito gli operatori commerciali nelle case di un numero crescente di cittadini-consumatori.Altro mio dubbio riguarda la velocità con cui la creazione posticcia di una separazione strutturale verticale possa portare ai sperati benefici per la salute del mercato TLC: partendo dall'azione legislativa, per arrivare al concretizzarsi dell'azione liberalizzante della verticalizzazione, ammesso e non concesso che si realizzi, potrebbe facilmente passare un decennio e trovarci per quella data più indietro perfino della stessa Cina.

Al di là però dei miei dubbi osservo anche che Lavoisier a riguardo della sostanza non mente: nel caso di una separazione verticale, per il cittadino-consumatore non vi è vantaggio sostanziale perché la quantità di soldi che oggi spende non cambia, ma si trasforma in soldi che distribuisce ad un numero maggiore di operatori.

Insomma, sono molto scettico sul fatto che una volta saltata 20 anni fa la tappa fondamentale della separazione orizzontale, si possa realizzare oggi una separazione verticale tempestiva, efficace e conveniente per tutti: grandi operatori, piccoli operatori, cittadini-consumatori, e sistema Italia. Per lo meno non con la sola azione legislativa e una sola rete di proprietà di un solo operatore.

La prossima settimana, sempre su queste pagine, rielaborerò l'intera questione da un punto di vista alternativo; sono infatti fermamente convinto che una via di uscita altamente efficace ed efficiente sia già a nostra disposizione: serve soltanto il coraggio di aprire gli occhi.

Michele Favara Pedarsi
87 Commenti alla Notizia Dossier/ TLC revolution 1: il punto
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  • Citando un noto spot di una famosa casa produttrice di computer (che si può trovare anche in un frutteto:)), dico che solo chi pensa di poter cambiare le cose alla fine le cambia davvero.

    Lo sterile accanimento contro monopoli, Afef, Costanzo, e lo stesso Berlusconi, sarebbe assolutamente insignificante se nessuno proponesse un'alternativa valida al marcio sistema attuale delle TLC.

    Aspettando con ansia la soluzione che l'Autore ci annuncia, spero che lo spot di cui sopra possa arricchirsi di una personalità.

    Con stima,

    R.R.
    non+autenticato
  • Attualmente il paese con la rete a banda larga più veloce e capillare del mondo è la Corea del Sud. Se c'è un modello da studiare è quello coreano, altro che la Gran Bretagna degli anni '80.
    Mi piacerebbe leggere su PI una serie di articoli che studi il caso della Corea e proponga una strada per replicare in Italia il suo successo.
    non+autenticato
  • io scrivendo una tesi sulla neutralità della rete, puuoi darmi qualche fonte sul modello coreano...grazied
    non+autenticato
  • o le cose cambiano o presto metteremo un antenna sul tetto e ci gestiremo da soli, le tecnologie ci sono e non abbiamo bisogno di qualcuno che ci tenga per il colletto o che ci schiavizzi, l'accesso alle informazioni non puo essere un diritto di pochi privilegiati. Adesso basta ! E' ora di reagire.
    Autogetitevi come faremo noi, condivisione della connessione per tutti via wireless, mesh e tutto quello che puo essere utile.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > o le cose cambiano o presto metteremo un antenna
    > sul tetto e ci gestiremo da soli, le tecnologie
    > ci sono e non abbiamo bisogno di qualcuno che ci
    > tenga per il colletto o che ci schiavizzi,
    > l'accesso alle informazioni non puo essere un
    > diritto di pochi privilegiati. Adesso basta ! E'
    > ora di
    > reagire.
    > Autogetitevi come faremo noi, condivisione della
    > connessione per tutti via wireless, mesh e tutto
    > quello che puo essere
    > utile.

    Non li "avvertire" fallo e basta! mi pare la cosa migliore!
    OcchiolinoOcchiolinoOcchiolino
    non+autenticato
  • Ho lasciato in effetti spazio ad equivoci di questo tipo. In quell'anno infatti vi fu sia la privatizzazione di BT in UK, sia la separazione della rete di AT&T in USA (gennaio 1984). Purtroppo, vista la mole di informazioni che volevo includere, non avevo spazio per riassumere degnamente entrambe le cose come avevo fatto in prima stesura e ho finito per fare un mix poco ortodosso.

    Tuttavia credo che ai fini dell'articolo per fortuna non ci siano stravolgimenti: la separazione è materia vecchia e la situazione inglese presenta diversità sostanziali rispetto a quella italiana. Prima tra tutte l'assenza in Italia di una autorità di controllo solida ed efficace su cui fare affidamento.
    In ogni caso grazie della precisazione e spero che, vista la competenza, vorrai lasciare un commento alla fine dei 3 appuntamenti programmati!

    ciao

    Michele F.P.


    - Scritto da:
    > la trovate qui:
    >
    > http://blogs.it/0100206/2006/09/08.html#a5791
    >
    >
    > Beppe Caravita
    non+autenticato
  • Proprio per nulla!
    Invece di sorvolare... proviamo a vedere che differenza ci sia tra le telecomunicazioni e le cosidette telco's....

    Il "sorvolo" di questo punto rischia di essere critico e di non fare comprendere il come e il perchè della particolare situazione italia.

    Anzi l'itaia è piena di gente che "sorvola" non se ne sente alcuna mancanza.

    Quello che manca è una reale liberalizzazione dei mercati (chi deve crepare crepi pure) quanto al "riacquisto" cerchiamo di essere un pelino più seri il debito ASTRONOMICO di telecom è già fin troppo distribuito sulle spalle dei cosidetti "risparmiatori"...
    Oggettivamente siamo in una situazione in cui telecom ha comprato (non con i suoi soldi ma coi nostri facendoseli "prestare" da noi) ciò che era già nostro (e con questa fanno 2 volte che paghiamo la cosiddetta infrastruttura) vogliamo ricomprarla (magari con tanto di debito) che così facciamo 3?....

    Quante volte dobbiamo comprarla sta benedetta "preziosa" (fatta di tecnologie e centraline obsolete) infrastruttura?

    E se invece di "comprare" lasciassimo a ciascuno ciò che ha e permettessimo a chiunque (comuni compresi) di fare e affittare o vendere una infrastruttura magari con tecnologie nuove e poco costose wirepoco costose (wireless) ?
    e se permettessimo ai grandi operatori (che hanno km di cavi (eni ferrovie ecc.) di offrire il trasporto intercity ?

    Forse non piacerebbe al tronchetto? e neppure al berlusca?... peccato! crepino pure!
    non+autenticato

  • - Scritto da:

    >
    > Forse non piacerebbe al tronchetto? e neppure al
    > berlusca?... peccato! crepino
    > pure!

    Veramente non pacerebbe ad Afef, quindi le cose rimangono come sono... Con la lingua fuori
    non+autenticato
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