Gli USA e le intercettazioni antimostro

L'idea è di rendere più semplice per le polizie americane e per le forze federali inseguire online chi cerca minori da molestare. Polemiche e rischio privacy

Washington (USA) - Un bambino in rete va protetto e vanno combattuti coloro che approfittano di internet per cercare di entrare in contatto con minori da molestare. C'è questo dietro la proposta di una nuova legge americana pensata per facilitare le indagini online da parte della polizia federale e di quelle locali negli USA.

Al centro della proposta di legge (H.R 3833), che alla Camera dei Rappresentanti è già passata con una maggioranza schiacciante, c'è l'idea di consentire agli investigatori di agire con intercettazioni elettroniche nei casi in cui si ritengano potenzialmente pericolosi certi comportamenti e dunque degni di essere indagati.

Le intercettazioni in questo senso verrebbero attivate "automaticamente" su quegli individui che vengono sospettati dalla polizia di scambiare immagini pedopornografiche, di incitare minori alla prostituzione o di viaggiare per raggiungere minori con cui intrattenere rapporti sessuali.
A fronte di questa legge si levano le proteste dei molti difensori della privacy e della libertà di espressione. Il deputato Robert Scott si è opposto, per esempio, sostenendo che già oggi con la normativa vigente, alla polizia viene data ampia libertà di azione con il risultato che spesso vengono intercettate comunicazioni del tutto innocenti. "Perché sia lecito - ha affermato Scott - deve essere necessario. Non basta il fatto che possa aiutare nelle indagini".

Dalla parte di Scott anche la ACLU, l'associazione per i diritti civili, che teme una nuova deriva anti-privacy.