La RIAA vuole chiudere AudioGalaxy

Parte una denuncia per uno dei sistemi di file-sharing più celebri e che più aveva lavorato sui filtri contro lo scambio di musica protetta

Roma - Non contenta di aver fatto chiudere Napster e di inseguire a colpi di denunce i giganti del settore come Morpheus e Kazaa, l'associazione dei discografici americani, RIAA, ha deciso di procedere nella propria crociata chiedendo anche la chiusura di AudioGalaxy (Satellite), uno dei più celebri e pionieristici sistemi di condivisione e scambio file sulla rete.

Gli avvocati dell'associazione, a cui si sono aggiunti anche quelli dell'Associazione nazionale degli editori musicali americani, hanno depositato una denuncia formale presso il tribunale federale di New York. Nella denuncia si legge che AudioGalaxy ha sì tentato di imporre dei filtri contro lo scambio di musica protetta operata dai suoi utenti ma che questi filtri non si sono mostrati grandemente efficaci.

Con i toni a cui la RIAA ci ha abituato, il vicepresidente dell'associazione Matt Oppenheim ha dichiarato che "se loro avessero dimostrato la capacità di imporre dei filtri ora non saremmo qui. Un programmatore al primo anno avrebbe potuto fare meglio di quanto abbiano fatto loro".
Sebbene AudioGalaxy oggi non sia utilizzato quanto alcuni dei "grandi" del file-sharing come Kazaa, il suo sistema è comunque frequentatissimo e chiunque ci si colleghi può facilmente individuare online enormi quantità di brani musicali.

La RIAA ha elencato nella sua denuncia quasi 500 brani la cui circolazione su AudioGalaxy non sarebbe in alcun modo impedita dai "filtri" creati dall'azienda. E sul piano tecnico l'associazione dei discografici sembra proprio aver ragione: non è davvero difficile scaricare sul proprio computer pressoché qualsiasi brano musicale tra i più noti o tra i più recenti.
TAG: mondo
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