I blogger e le responsabilità per quanto pubblicano

di Luca Lodi (Loud Reasons) - Un post in un weblog collaborativo, il commento lasciato da un utente del blog: quando i tenutari dei blog sono responsabili per quanto viene pubblicato? E fino a che punto?

Roma - Una questione che ha messo in allarme parte dei blogger è stata la problematica sulla responsabilità di quanto scrivono. BlogGoverno, una comunità di blogghisti che controllano e discutono l'agenda del governo italiano, ne discusse internamente ed espose i propri timori in un post nel giugno scorso (cfr. BlogGoverno a rischio chiusura, La paura dei bloggers).

Tentiamo dunque di dare un'interpretazione che tenga conto dei diversi aspetti giuridici che interagiscono nella blogsfera. Errori interpretativi e diffusione di questi reca inutile allarmismo tra gli utenti.

Responsabilità penale. È sempre "personale", pertanto ognuno è responsabile personalmente di quanto scrive. Anche nel caso di blog collettivi è il singolo autore a rispondere dei propri scritti, non già la Web Community di cui fa parte. Non serve precisarlo in apposite note legali.
Ciò vale anche per i commenti inseriti dai terzi ? anche se elaborati in forma anonima ? poiché la responsabilità penale è, appunto, personale e non può essere direttamente perseguito il proprietario di un blog per un commento inserito da un visitatore: la Polizia Postale è in grado di risalire il mittente per il tramite di (complesse) indagini. Il proprietario del blog sui cui il commento viene inserito sarà, caso mai, responsabile della negligenza di controllo ovvero per la mancata rimozione del commento (ma di questo aspetto si veda oltre).
Responsabilità per negligenza. Nel caso di post su blog collettivi o di commenti che ledono diritti o immagine e dignità di terzi, il proprietario del blog non è responsabile personalmente dello scritto/commento lesivo ? come dicevamo nel precedente paragrafo ? ma può essere giudicato per il mancato controllo (negligenza) e/o la mancata rimozione di tale testo. Ad esempio, qualora un blogger trovi un commento offensivo (nei confronti di chiunque) sul proprio spazio web, è tenuto alla rimuoverlo tempestivamente per limitare i danni altrui. In tal senso, e non per la specifica responsabilità penale dello scritto offensivo, può essere avviata un'azione legale nei confronti del titolare del weblog.

Direttore del blog. Come di recente ha espresso il Tribunale di Aosta (sentenza del 26/05/2006), il titolare del blog assume le vesti di "direttore" delle proprie pagine web. A causa di errori interpretativi, forse dovuti a letture frettolose della sentenza citata, è stato frainteso il significato della chiave della sentenza: il blogger è il direttore del blog. Ragion per cui egli deve prontamente eliminare i contenuti offensivi, ovvero lesivi di diritti altrui, in quanto egli ha i pieni poteri d'intervento (di moderazione).
Questa raccomandazione non è tesa ad escludere i blog dalla cerchia di soggetti a cui è rivolta la legge 7 marzo 2001, n. 62, che molti blogghisti citano. La legge in esame è rivolta ai "prodotti editoriali" (si legga innanzitutto il titolo della normativa: "Nuove norme sull'editoria e sui prodotti editoriali e modifiche alla legge 5 agosto 1981, n. 416"), dove dovremmo ricondurre il termine "editoriale" al significato linguistico di "editoria" che riguarda l'industria di pubblicazione (in originale del libro), l'insieme degli editori e della loro attività, dove editore è chi stampa e pubblica a "scopo commerciale". E il blogger è sempre a scopo commerciale? La risposta è negativa.
L'equiparazione del blog ad una testata giornalistica può adoperarsi solo per chiarire che il blogger, avendo il controllo del blog, è come se ne fosse il direttore. E al discorso si aggiunge, ancorché ormai esclusa l'applicazione, che il weblog non può essere soggetto alla normativa sulla stampa poiché non sussiste alcuna periodicità di aggiornamento (art. 1, comma 3 della L. 62/2001).

Efficacia del disclaimer. È ormai consuetudine deresponsabilizzare i weblog (anzi, i blogger) con l'ausilio di disclaimer. Questi sono utili al lettore per comprendere agevolmente l'ambito delle responsabilità, eventualmente esterne al sito.
Dichiarare di "non essere responsabili" non serve: la legge vige indipendentemente dai nostri tentativi di dissuadere i lettori dall'agire in giudizio. E se, per esempio, declinassimo ogni responsabilità per i commenti inseriti dovremmo ricordare l'inefficacia parziale di questa clausola poiché il "direttore del blog" è responsabile per il mancato controllo e/o rimozione dei commenti offensivi o lesivi di diritto altrui (cfr. secondo paragrafo).
Disclaimer inutile? Ancora una volta la risposta è negativa, seppur parzialmente, in quanto possiamo utilizzarlo per chiarire ai lettori alcuni aspetti, come l'indicazione chiara dei nominativi di "chi fa che cosa" in un blog collettivo (es. moderatore, amministratore, ecc.), secondo un lecito valido accordo interno.

Accordi tra le parti. L'autonomia contrattuale è valida. In un weblog collettivo i membri che ne prendono parte possono stipulare contratti per la divisione dei compiti e responsabilità tra loro, ai sensi degli artt. 1321 e ss. del codice civile. Questi accordi potranno essere eccepiti in giudizio per escludere taluni soggetti da determinate responsabilità (salvo quella personale di tipo penale) ovvero come elemento probatorio nell'ambito di procedimenti legali.

Ringrazio l'avv. Daniele Minotti per la gentile collaborazione prestata discutendo e condividendo le tesi alla base di questo articolo.

Luca Lodi
Loud Reasons


Bibliografia
- I blogger? Sono diretti responsabili (a cura di Daniele Minotti)
- La pretesa estensione alla telematica del regime della stampa (a cura di Vincenzo Zeno-Zencovich)
- Tribunale di Aosta, sentenza del 26 maggio 2006, procedimento penale contro Mancini R.
37 Commenti alla Notizia I blogger e le responsabilità per quanto pubblicano
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  • Ricordatevi sempre una cosa :

    quando casi come questo dei "blogger nel mirino" vengono alla luce, e' perche' qualcuno si sente prudere il sedere...

    Nello specifico : i quotidiani a tiratura nazionale, che fino a qualche hanno fa erano le UNICHE fonti d'informazione considerata attendibile dalla gente (in rete), oggi sono considerati alla stregua dei blog, se non addirittura meno...

    Questo perche' un quotidiano e' comunque soggetto a vincoli di carattere politico/commerciale, cosa che un blogger non e' (specie se non legato economicamente e politicamente a partiti...).
    Quindi un blogger pubblica informazioni che non sempre fanno piacere ai "grandi direttori" e a chi vorrebbe manipolare l'informazione.

    Infatti, se ci pensate bene, e' facile zittire un blogger inculcandogli il terrore della "denuncia", facendolo sentire vulnerabile ad attacchi che chi e' piu' ricco (avvocati migliori...) puo' portare senza pudore alcuno.


    occhio gente... iniziate a farvi un blog all'estero, postate usando servizi di anonimato, non mettete dati personali, specie se volete denunciare nefandezze a mezzo blog.

    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > occhio gente... iniziate a farvi un blog
    > all'estero, postate usando servizi di anonimato,
    > non mettete dati personali, specie se volete
    > denunciare nefandezze a mezzo
    > blog.

    Conoscere la normativa ti permette di capire che hai libertà di espressione, col solo limite dell'offesa altrui. Se tu non offendi, non diffami (e la Cassazione ci ricorda i requisiti della diffamazione...) puoi scrivere quello che vuoi.

    Spostare un blog all'estero non serve, ti si applicherebbe comunque la legge italiana secondo le nostre normative interne e i trattati con il paese in questione.

    Ciò che è reato è reato, eviti quello e scrivi tutto ciò che vuoi. Rispetto degli altri e dell'intero sistema.

    Luca Lodi
    non+autenticato
  • Il bello di tutto questo discorso sul creare responsabilità e obblighi è che si da una spinta a quelle tecnologie per cui non è possibile imporre tutti questi obblighi ottenendo quindi l' effetto opposto, cioè maggiore libertà.
    Voglio dire, è facile immaginare che in futuro con le tecnologie distribuite e peer to peer si potrà creare un sistema in cui l' unico responsabile di una pubblicazione è colui che la crea e nessun altro può rimuovere quella pubblicazione.
    Questo tipo di tecnologia potrebbe essere applicato tranquillamente anche ai commenti di terzi nei blog o addiritura si potrebbe creare un sistema per commentare qualsiasi sito indipendentemente dalla volontà di chi lo ha creato.
  • "qualora un blogger trovi un commento offensivo (nei confronti di chiunque) sul proprio spazio web, è tenuto alla rimuoverlo tempestivamente"

    Stato totalitario in cui ogni cittadino ne è il "tempestivo" giudice-poliziotto-boia.

    Ci vogliono trasformare tutti in sbirri-esecutori del "pensiero pulito", ci sono parole e frasi e pensieri proibiti, ci sono cose su cui TUTTI siamo OBBLIGATI ad avere un'opinione SOLA E UNICA. E queste cose aumentano di più sempre di più, grazie alle pressioni di microgruppi, singoli individui e grandi potentati cultural-religiosi. Sono proibiti pensieri, parole e opinioni che offendano cattolici, israeliani, reduci della resistenza, tibetani in esilio, vegani, casti minorenni, islamici integralisti e moderati, migranti, donne, gay, transgender, ermafroditi e androgini, travestiti e neonazisti, ambientalisti e mormoni, sikh e buddhisti, le tigri tamil e i cingalesi, palestinesi, laici e laicisti, valdesi, testimoni di geova, eccetera eccetera eccetera.

    È il trionfo dell'EUMEMETICA, dell'autodisciplina del pensiero, della neolingua.

    Sogno invece un mondo in cui tutti possano insultare liberamente gli altri, ben sapendo di poter essere a loro volta insultati. Ma nessuno si sogni di passare alle mani (menchemeno alla forza pubblica) per impedire a chiunque la propria libertà di insulto...
    non+autenticato
  • Quoto al 100%.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > "qualora un blogger trovi un commento offensivo
    > (nei confronti di chiunque) sul proprio spazio
    > web, è tenuto alla rimuoverlo
    > tempestivamente"
    >
    > Stato totalitario in cui ogni cittadino ne è il
    > "tempestivo"
    > giudice-poliziotto-boia.
    >
    > Ci vogliono trasformare tutti in sbirri-esecutori
    > del "pensiero pulito", ci sono parole e frasi e
    > pensieri proibiti, ci sono cose su cui TUTTI
    > siamo OBBLIGATI ad avere un'opinione SOLA E
    > UNICA. E queste cose aumentano di più sempre di
    > più, grazie alle pressioni di microgruppi,
    > singoli individui e grandi potentati
    > cultural-religiosi. Sono proibiti pensieri,
    > parole e opinioni che offendano cattolici,
    > israeliani, reduci della resistenza, tibetani in
    > esilio, vegani, casti minorenni, islamici
    > integralisti e moderati, migranti, donne, gay,
    > transgender, ermafroditi e androgini, travestiti
    > e neonazisti, ambientalisti e mormoni, sikh e
    > buddhisti, le tigri tamil e i cingalesi,
    > palestinesi, laici e laicisti, valdesi, testimoni
    > di geova, eccetera eccetera
    > eccetera.
    >
    > È il trionfo dell'EUMEMETICA, dell'autodisciplina
    > del pensiero, della
    > neolingua.
    >
    > Sogno invece un mondo in cui tutti possano
    > insultare liberamente gli altri, ben sapendo di
    > poter essere a loro volta insultati. Ma nessuno
    > si sogni di passare alle mani (menchemeno alla
    > forza pubblica) per impedire a chiunque la
    > propria libertà di
    > insulto...


    sei l'ex-ministro Calderoli?
  • Stavo pensando di scrivere nel mio blog che il papa è L'ANTI CRISTO, che il Miracolo di Fatima è pura invenzione, che gli UFO sono solo una bufala ( ma credo anche che non siamo soli nell'universo) e che tutti nostri governanti sono dei papponi magna pane a tradimento ! Può bastare?? SorpresaSorpresa
  • vi giuro che il 99% di quelli che mi sono capitati davanti erano di una monotonia..."La vita fa schifo, il mondo ce l'ha con me!, che schifo di qua, che schifo di la"
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > vi giuro che il 99% di quelli che mi sono
    > capitati davanti erano di una monotonia..."La
    > vita fa schifo, il mondo ce l'ha con me!, che
    > schifo di qua, che schifo di
    > la"

    sarebbe bene fare distinzione tra blog adolescenziali e blog di persone mature che trattano argomentazioni serie.
  • http://www.freedomhouse.org/template.cfm?page=204&...

    guardando la nostra posizione in classifica tanto vale armarsi così:

    hosting all'estero
    post fatti attraverso proxy o tor
    cookie e plugin disabilitati e email collegata al blog solo testuale con thunderbird [no immagini o altro]

    tanto solo la verità fa male,le stronzate prima o poi vengono a galla, no?
    non+autenticato
  • Io nel mio blog scrivo tantissime cose, anche se è da poco che ho iniziato, ma allora che libertà di stampa è se nonsi discute e non si scrive ciò che si vuole e si fa capire ai lettori ??
    www.bloggers.it/thepoweroflinux

  • - Scritto da: SardinianBoy
    > che libertà
    > di stampa è se nonsi discute e non si scrive ciò
    > che si vuole e si fa capire ai lettori
    > ??
    >

    La "libertà di stampa" non esiste più da tanto tempo: giornali, riviste, radio e TV sono in mano a gruppi editoriali che ne decidono la politica. I giornalisti che ci lavorano devono seguire questa politica, o andarsene.

    La relativa impunità dei mass media moderni é garantita dall'immenso potere economico dei gruppi editoriali e degli inserzionisti pubblicitari.

    I blogger non hanno tutto questo.

    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da: SardinianBoy
    > > che libertà
    > > di stampa è se nonsi discute e non si scrive ciò
    > > che si vuole e si fa capire ai lettori
    > > ??
    > >
    >
    > La "libertà di stampa" non esiste più da tanto
    > tempo: giornali, riviste, radio e TV sono in mano
    > a gruppi editoriali che ne decidono la politica.
    > I giornalisti che ci lavorano devono seguire
    > questa politica, o
    > andarsene.
    >
    > La relativa impunità dei mass media moderni é
    > garantita dall'immenso potere economico dei
    > gruppi editoriali e degli inserzionisti
    > pubblicitari.
    >
    > I blogger non hanno tutto questo.
    >

    quoto in pieno.

    consiglio ai tanti di vedere report (sul sito della rai). una delle poche trasmissioni che denuncia i fatti per come sono realmente.
  • Salve leggo che lei ha un blog .Sapremme dirmi la normativa che regola la pubblicazione degli articoli ? Adempimenti richiesti ? Vorrei aver un quadro chiaro .grazie
    non+autenticato
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