ZDNet lascia gli utenti senza email

Senza alcun preavviso, chi aveva ottenuto un account di posta gratuito sui siti britannico e australiano di Ziff-Davis non ha più potuto accedervi. Quegli account non esistono più. ZD è protetto dal contratto di servizio

Londra - Può un servizio che fornisce account email gratuiti chiudere da un giorno all'altro senza preavviso? Sì, può farlo, come testimoniano quasi tutti i contratti che vengono accettati dagli utenti Internet che scelgono per la propria posta elettronica mailbox "gratuite" come quelle offerte da molti portali Internet.

E così è capitato agli utenti di ZDNet, quelli iscritti ai servizi della divisione britannica e australiana del colosso dell'informazione, di rimanere senza posta elettronica. Improvvisamente, tentando di collegarsi alla propria mailbox, gli utenti hanno scoperto che il servizio non era stato sospeso, era proprio stato chiuso.

Dopo qualche giorno dal "fattaccio", l'azienda ha postato sui propri siti un messaggio di avvertimento, spiegando che il servizio è stato interrotto e che l'azienda era dispiaciuta di "non aver potuto avvisare" i propri utenti.
Stando a quanto dichiarato dall'azienda, pare che il problema riguardi i rapporti di ZDNet con l'operatore-fornitore dell'infrastruttura di servizio. Rapporti che si sono evidentemente "guastati" e che sono ricaduti pesantemente su chi utilizzava le mailbox presso Ziff-Davis.
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4 Commenti alla Notizia ZDNet lascia gli utenti senza email
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  • Capo: "Ragazzi forniamo un servizio di mail"
    Dev: "Ok, ma sappi che abbiamo queste limitazioni"
    Capo: "Non fa niente, il marketing lo richiede"
    Dev: "Ma cosi' non saremo in grado di migrare le caselle quando succede il caso X"
    Capo: "Se succedesse il caso X le caselle le cancelliamo, tanto sono gratuite! Che possono pretendere gli utenti!"
    Dev: "Ma perderanno tutti i loro dati!!!"
    Capo: "Sono caselle gratuite non si puo' pretendere niente"

    (qualche tempo dopo)

    Dev: "S'e' verificato il caso X"
    Capo: "Cancella le caselle"
    Dev: "Vabbe'", mentre pensa "COGL*#NE!!!!!!!!"

    (qualche minuto/ora/giorno dopo)

    Customer care: "I nostri ex utenti si sono inca##ati come iene!!!"
    Capo: "Accidenti!! Ma che pretendono: le caselle erano gratuite!! Mettiamo una pagina di scuse e chi s'e' visto s'e' visto"



    Occhio che non e' una cosa che mi sono inventato, ma cose che succedono (cioe' mi sono successe personalmente) nel fantastico mondo della new economy.


    non+autenticato
  • Ci credo eccome.
    diro di più, è la norma!
    Sono pochi i servizi new-economy che non hanno ancora dato qualche genere di sola...
    non+autenticato
  • Dite la verità: quando vi trovate di fronte al contratto di una free internet, di una free mail-box o di qualcosa di simile, per caso leggete tutto il corpo del contratto?

    Io non lo faccio, secondo me quasi nessuno lo fa, e spesso chi offre qualsiasi servizio ne è perfettamente cosciente e sfrutta questa poca disponibilità della gente a leggere un testo da dieciMINUTIlettura.

    Un avvertimento per tutti: sulla gestione dei dati personali di solito ci sono due o tre radio button "accetto" o "non accetto". Accettare i primi è indispensabile per procedere, ma di solito l'ultimo è diverso: chiede se si accetta che la società ceda a chicchessia i nostri dati. Ovviamente non accettate MAI, tanto spesso non è neanche necessario per fruire del servizio in questione (e se è necessario: c'è sicuramente chi offre quello stesso servizio senza essere così invadente).

    Ciao, Paolo
    non+autenticato
  • Quando puoi guardare negli occhi la gente con cui devi lavorare, gli puoi dire "senti, aggiungi questo al contratto..."

    ok globalizziamoci... ma usiamo come porta per il mondo il nostro vicino di casa... è molto meglio, se poi hai qualcuno da cercare.


    Tutti i provider gratuiti possono farci questo.
    Lo sappiamo.

    Salvatevi le rubriche, salvatevi le chiappe!
    non+autenticato