martedì 19 settembre 2006

10 anni di Buon senso

Ricorre il decennale di Gandalf.it, un sito a cui la rete italiana deve molto, una delle fonti più intelligenti di riflessione sull'impatto della Società dell'informazione. Denso di numeri ed articoli di primo piano

PI: In 10 anni Gandalf.it è stato testimone dell'evoluzione della rete, da strumento per pochi ad ambiente di massa. Chi all'epoca ha conosciuto l'internet spesso oggi dichiara di aver perso entusiasmo e di sentire come le promesse della rete, diciamo legate ad una nuova era della comunicazione tra le persone, siano ora sacrificate sull'altare del profitto o di interessi di parte. Vedendo come vengono trattate questioni centrali come la Neutralità tecnologica o la responsabilità dei fornitori di servizi sembrerebbe difficile dar loro torto. Come la vedi?
GL: Ogni tanto anch'io ho qualche crisi di nostalgia. Ma la rete (così come la conoscevamo dieci o quindici anni fa) per fortuna non è morta. Si fa un gran fracasso su vicende a avventure commerciali, imprese gigantesche e speculazioni finanziarie. In rete ci sono anche quelle cose, ed è inevitabile che ci siano. Ma non sono così dominanti come dicono i giornali o come si predica un po' dovunque (comprese cattedre universitarie da cui si insegnano incredibili baggianate).

Basta sapersi guardare un po' intorno per scoprire che in questa rete molto più estesa di prima (per numero di persone e quantità di contenuti) c'è una enorme, e crescente, presenza di voci libere e non assoggettate ad alcun interesse economico o di potere. Cosa che dà un tremendo fastidio ai "potenti" di ogni specie e ai loro infiniti vassalli e servitori.
Se continuiamo a nutrire la rete con tutto quello che ci pare... siamo in tanti (compresi moltissimi che non hanno alcuna consapevolezza di contribuire alla "buona causa", ma per il solo fatto di esprimersi in modo libero e aperto tengono vivo il "flusso").
Non ho alcuna intenzione di cullarmi in un "facile ottimismo". Ma il fatto è che, almeno finora, nonostante tutto, la rete vera e umana è ancora viva e vitale. E non ha smesso di crescere. Come ho detto tante volte... "le vie della rete sono infinite". Se si affida qualche buon seme ai venti imprevedibili di una miriade di contatti umani, non si sa mai dove potrà germogliare.

PI: Gandalf.it è stato uno dei più acuti osservatori dell'ascesa della cosiddetta "new economy" avvertendo ben prima dello sboom che di "new" c'era poco e che c'era invece molta speculazione. Da allora è accaduto di tutto ed oggi l'internet si rivela sempre più uno strumento di crescita anche per business nati al di fuori della rete e alcune net company sono tra le società più importanti nel mondo da un punto di vista finanziario oltreché industriale. Siamo tutti diventati più consapevoli della rete? Siamo tutti più bravi?
GL: Devo confessare che, otto o nove anni fa, c'ero un po' cascato anch'io. Rispetto ai "fanatici" della cosiddetta new economy ero considerato uno "scettico". E al boom della bolla speculativa non avevo mai creduto. Ma mi ero un po' lasciato convincere, da Kevin Kelly e da altri, che ci fosse all'orizzonte una trasformazione dell'economia e della cultura. Alla luce dei fatti, così non è stato.
Anche quella visione dell'informazione, della conoscenza e dell'intelligenza come "suprema risorsa", che (per esempio) Jean-Jacques Servan-Schreiber aveva lucidamente definito nel 1980, a tutt'oggi non si è realizzata. Non perché sia un sogno impossibile... ma perché le evoluzioni della cultura umana sono complicate e discontinue.
Allo "stato dell'arte"... il fatto è che non c'è alcuna "nuova economia". Sarebbe già molto, al giorno d'oggi, ritrovare il filo dei valori più seri di quella "vecchia", profondamente distorta da maneggi speculativi e pasticci finanziari.
Mi chiedi se "siamo diventati più bravi". Non lo so. Certo qualcosa dovremmo avere imparato, in dieci o quindici anni di esperienza della rete. Il discorso sarebbe lungo e complicato... ma, da quello che vedo in giro, la situazione è molto confusa. Alcune cose sono fatte un po' meglio... altre addirittura peggio... alcuni errori ormai "vecchi" continuano a ripetersi...
Per quanto mi riguarda, continuo a cercare di imparare, non mi fido mai di ciò che credo di sapere, approfitto di ogni occasione possibile per provare, sperimentare, verificare.
Per ciò che vedo in giro... ci sarebbe bisogno di più capacità di ascoltare, meno "illusione di onniscienza", più voglia di semplicità e concretezza, meno fretta e più "coltivazione". (E tutto questo riguarda un andazzo generale, non solo l'internet e le "nuove tecnologie").

Quanto alle "internet company"... che fine hanno fatto tante che sembravano splendenti, miracolose comete, magici annunci di una nuova era... ed erano solo meteoriti cadenti? I due più affermati successi mondiali, Amazon ed e-Bay, sono nati in un garage nel 1995. (Di dove stia andando Google... magari ne parliamo un'altra volta... intanto vabbè, stiamo a vedere. Se perdessero la bussola, drogati dai soldi e dal successo, non ci metteremmo molto a trovare un altro motore di ricerca).
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