Palestre digitali per il cervello

Il successo dei videogiochi per allenare le facoltà mentali, che promettono di ringiovanire la mente degli utenti, è ormai globale. Ma attenzione: gli effetti positivi non sono dimostrati scientificamente

New York (USA) - I videogiochi che promettono di allenare le facoltà mentali, come il celebre Brain Age prodotto da Nintendo per la console DS, sono l'ultima tendenza in fatto d'intrattenimento videoludico. Non più per bambini ed adolescenti, i videogiochi di questo tipo stanno entusiasmando uomini e donne d'ogni età grazie ad una promessa piuttosto accattivante: l'uso di Brain Age, ad esempio, viene declamato come vero e proprio "toccasana per mantenere giovane il cervello".

BusinessWeek ha parlato di questa nuova "moda" in un interessante approfondimento, per giungere ad una semplice conclusione: non esistono studi empirici che riescano a dimostrare i benefici dei giochi come Brain Age. Questo tipo di videogiochi, infatti, si basa sull'assunto che il cervello sia come una specie di muscolo: più si allena, più riesce a conservarsi tonico nel tempo.

Tuttavia, sebbene alcuni accademici abbiano sposato più volte ed in diverse maniere questo tipo di pensiero, il nesso tra "allenamento al monitor" e miglioramento cerebrale non è ancora stato scoperto. Le software house come Nintendo si difendono, sostenendo che si occupano d'intrattenimento e non di medicina.
I prodotti in questione, ad ogni modo, continuano ad essere reclamizzati con la promessa di un invecchiamento cerebrale più lento: basterebbero cinque minuti di Brain Age al giorno, si legge sulla scatola del gioco, per tenere elastica la memoria e la capacità di risolvere problemi. L'allenamento, in questo tipo di giochi, è spesso a base di sudoku, problemi matematici, parole crociate e test per la memoria.

Secondo un neuroscienziato di New York intervistato dal BusinessWeek, Matthew Shapiro, gli effetti di un allenamento costante del cervello potrebbero essere effettivamente utili. Il problema è che l'invecchiamento biologico porta inevitabilmente alla nascita di piccoli o gravi problemi, che vanno dai semplici vuoti di memoria fino al morbo di Alzheimer. Contro questo dramma, al momento, non c'è videogioco che salvi.

Altri scienziati stanno invece realizzando un vero e proprio programma terapeutico basato sui videogiochi, pensato per le case di riposo per anziani. I ricercatori dei laboratori Posit Science hanno inventato il cosiddetto "Brain Fitness Program". Attualmente sperimentato su vari soggetti d'età avanzata, oltre gli 80 anni, il programma sembra alzare la percezione dei soggetti coinvolti sulle proprie abilità mentali.

I pareri discordanti d'esperti e studiosi non ha comunque impedito a Nintendo di realizzare un vero e proprio record di vendite per quanto riguarda Brain Age. Lanciato nel 2005, il videogioco è riuscito a vendere 4 milioni di copie in tutto il mondo.

Tommaso Lombardi
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