A IBM Linux piace caldo

Big Blue sposta un manager e si lancia in una impresa dal sapore rivoluzionario. Quella di avvicinare Linux al "core" delle proprie attività hardware

New York (USA) - Altro importante passo in avanti per IBM che ha annunciato di voler rendere compatibili con Linux le sue maggiori linee di computer, in special modo quella enterprise server.

Con l'occasione IBM inaugura anche una nuova unità, capeggiata dal top manager Irving Wladawsky-Berger, che si occuperà specificamente dello sviluppo di software per piattaforme Unix e Linux, con un occhio di riguardo per l'e-commerce.

Palmisano, CEO di IBM, ha dichiarato che con la prossima generazione dell'e-business i clienti chiederanno sempre più standard aperti per l'interoperabilità fra sistemi differenti. Palmisano ritiene che Linux possa rispondere a questa nuova esigenza unificando gli sforzi degli sviluppatori nel progettare software che possa girare sul grosso mainframe come sul piccolo desktop.
La volontà di Palmisano è quindi quella di arrivare a rendere Linux-enable tutte le attuali piattaforme prodotte da IBM, cosa questa che spinge IBM a rendere il suo sistema operativo AIX sempre più interoperabile con Linux.

Nella strategia di IBM, Linux riveste una posizione sempre più centrale e sempre meno "alternativa". E ' ormai chiaro che IBM, ma non solo IBM, vede in Linux il sistema aperto per eccellenza, l'unico in grado di ricucire una volta per tutte trent'anni di storia Unix e l'unico in grado di competere con Windows NT.