Web dinamico e accessibile più facile

Sarà meno difficile realizzare applicazioni complesse e dinamiche che non escludano una grande quantità di utenti: il Consorzio di Tim Berners-Lee pubblica le nuove WAI-ARIA

Roma - Il Web Consortium, il W3C, ha annunciato una documentazione che renderà più facile a chi sviluppa siti web realizzare applicazioni complesse, dinamiche e allo stesso tempo accessibili. Una novità sviluppata dalla Web Accessibility Initative (WAI) del W3C che potrebbe costituire un consistente balzo in avanti.

L'annuncio delle nuove WAI-ARIA (Accessible Rich Internet Application) è atteso da lungo tempo.

"Mentre gli utenti richiedono sempre più al Web - più informazioni, più applicazioni interattive ed esperienze coinvolgenti - si assiste ad una esplosione nello sviluppo di tecnologie, che esclude però dall'accesso al Web un numero troppo elevato di persone - sostiene Rich Schwerdtfeger, Distinguished Engineer dell'IBM e autore della WAI-ARIA Roadmap - La pubblicazione di questa nuova suite di documenti è importante perché aiuterà gli sviluppatori ad avere accesso ai tool necessari al supporto di utenti disabili sul Web. ARIA è il nostro primo passo per fornire l'accesso ad una più ricca esperienza del Web dinamico a tutti gli utenti del Web, attraverso miglioramenti nelle tecnologie, ad esempio implementazioni migliori e più accessibili."
Il Working Group sollecita immediate revisioni e feedback.
5 Commenti alla Notizia Web dinamico e accessibile più facile
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  • Li trovo così faticosi da leggere e scomodi per trovare i contenuti!

    Forse mi dovrei dotare di un reader per ipovedenti.


    A parte questo, noto dall'immensa affluenza di post che l'accessibilità del web è molto sentita dai webmaster.


  • - Scritto da: Ubu re
    >
    > A parte questo, noto dall'immensa affluenza di
    > post che l'accessibilità del web è molto sentita
    > dai
    > webmaster.
    >
    Forse perchè negli ultimi mesi/anni se ne è parlato troppo?
    Forse i soldi pubblici per realizzare siti web accessibili sono finiti?
    Perchè ad un libero professionista (o dipendente) si vorrebbe imporre di svolgere il suo lavoro in un modo piuttosto che in un altro?
    Tutto sommato una persona che sviluppa un sito web dovrebbe essere libero di svilupparlo come meglio crede, senza interferenze. Nel caso di un impianto elettrico ci sono delle norme da rispettare ma perchè le vogliamo imporre in un sito web?
    Le discussioni fiume sulla necessità di siti accessibili mi è sembrata tanto come la guerra di bush contro i talebani per esportare la democrazia. Non è possibile esportare la democrazia con la forza!!!
    In questo mondo dell'informazione, uno standard emerge solo e se lo merita.
    Mi spiace per le tue idee ma probabilmente la bolla di sapone dell'accessibilità a tutti i costi è già scoppiata.
    Fermo restando che chi desidera fare siti accessibili può continuare a farlo (perchè no?) dal momento che può contare su molti più utenti potenziali (dal momento che i siti accessibili sono in percentuali irrisorie).
    Albert1
    non+autenticato
  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da: Ubu re
    > >
    > > A parte questo, noto dall'immensa affluenza di
    > > post che l'accessibilità del web è molto sentita
    > > dai
    > > webmaster.
    > >
    > Forse perchè negli ultimi mesi/anni se ne è
    > parlato
    > troppo?
    > Forse i soldi pubblici per realizzare siti web
    > accessibili sono
    > finiti?

    Guarda che se fai un sito accessibile non ti danno mica un premio. Cosa centrano i soldi pubblici con il tuo lavoro. Se invece ti riferisci hai soldi pubblici destinati a rendere siti istituzionali accessibili non vedo dove sia il problema. Fare un sito accessibile non richiede investimenti, ma conoscenza, in secondo luogo lo stato non si può permettere di escludere o di privilegiare cittadini. E' un principio normale, ne nobile, ne strano, normale, in quanto tutti hanno diritto a ciò che lo stato eroga, comprese le informazioni.

    > Perchè ad un libero professionista (o dipendente)
    > si vorrebbe imporre di svolgere il suo lavoro in
    > un modo piuttosto che in un
    > altro?

    Veramente ti stanno offrendo strumenti, standard efficaci nel risolvere il problema. Se uno li segue non lo fa perché è speciale, ma perché è normale lavorare bene.

    > Tutto sommato una persona che sviluppa un sito
    > web dovrebbe essere libero di svilupparlo come
    > meglio crede, senza interferenze. Nel caso di un
    > impianto elettrico ci sono delle norme da
    > rispettare ma perchè le vogliamo imporre in un
    > sito web?

    Per evitare che qualcuno venga penalizzato. Quando manca la sensibilità o l'orgoglio, il piacere di essere all'altezza, interviene l'obbligo. Con certe persone è l'unico modo efficace, tutto il resto non conta.

    Dimmi la verità, sei anche contro le strisce pedonali.Sorride

    > Le discussioni fiume sulla necessità di siti
    > accessibili mi è sembrata tanto come la guerra di
    > bush contro i talebani per esportare la
    > democrazia. Non è possibile esportare la
    > democrazia con la forza!!!
    > In questo mondo dell'informazione, uno standard
    > emerge solo e se lo merita.
    > Mi spiace per le tue idee ma probabilmente la
    > bolla di sapone dell'accessibilità a tutti i
    > costi è già scoppiata.
    > Fermo restando che chi desidera fare siti
    > accessibili può continuare a farlo (perchè no?)
    > dal momento che può contare su molti più utenti
    > potenziali (dal momento che i siti accessibili
    > sono in percentuali irrisorie).

    Sai a volte si fanno cose solo perché vanno fatte e non perché dietro si cela un interesse personale.

    Ad esempio i miei siti superano il validator del w3, cioè sono compatibili con lo standard scelto. Non ho mai messo il bollino in quanto mi sembra ovvio che siano standard, è il mio mestiere, tutti gli altri sono dilettanti cronici.

    > Albert1

    Detto il cinico.Sorride

  • L'accessibilità è una questione di cultura.
    Quanto ci abbiamo messo ad abituarci all'idea che bisognava "spendere" per rimuovere le barriere architettoniche?

    Così nel web......

    Le legge 4/2004 è un gran passo avanti perchè snacisce e ribadisce un principio di uguaglianza che proprio nella Rete trova la sua massima espressione moderna.

    Che poi alcuni progettisti di siti web non abbiano alcuna voglia di capire come si può costruire un sito accattivante che sia anche accessibile, è un problema di prigrizia mentale.

    Fortunatamente vedo che almeno nella PA, ma anche nelle grandi organizzazioni l'accessibilità non è più messa in discussione, sopratutto quando disabile o meglio diversamente abile significa cittadino e/o cliente.

    Giuseppe
    non+autenticato
  • Utilizzare le striscie pedonali, come un interruttore differenziale in un impianto elettrico, può *salvare* vite umane. Per questo è giusto ci siano delle regole.
    Un sito web fatto in un modo o nell'altro non salva la vita di nessuno. Io non ho complessi perchè non riesco a vedere un sito scritto in cinese (o dobbiamo portare tutti i siti scritti nella medesima lingua?).
    Stabilire se un quadro di De Chirico sia migliore o peggiore di un Van Gogh è molto soggettivo. Obbligare De Chirico a dipingere come Van Gogh mi sembra una forzatura.
    Innanzitutto lasciamo ad entrambi la possibilità di dipingere come vogliono.
    Sui siti accessibili per le PA posso essere daccordo. Oramai quasi tutti lo sono (bene o male, ripeto, sono stati spesi fiumi di parole ...) e quindi direi che ora è giunto il momento di smetterla (fermo restando che se ne può parlare all'infinito, ma non pretendere che tutti siano interessati).
    Il concetto che deve passare ai "talebani" dell'accessibilità è che SKY, Gardaland o Activision devono essere liberi di creare un sito come a loro va meglio.
    Rimuovere le barriere architettoniche è sicuramente un segno di civiltà ma deve essere altrettanto un segno di civiltà che *a casa mia*, se non ne ho necessità, le barriere architettoniche non le tolgo.
    E' un altrettanto serio problema di tolleranza. E poi, smettiamola di dire che gli sviluppatori che creano siti accessibili sono *migliori* di quelli che non lo fanno.
    Albert1
    non+autenticato