Washington (USA) -
IBM ha reso noto che l'intero
portfolio di tecnologie non ancora contrassegnate con brevetto statunitense ma comunque in fase d'approvazione presso l'
Ufficio Brevetti di Washington sarà reso pubblico. Chiunque potrà quindi
vedere cosa bolle in pentola nei laboratori di ricerca e sviluppo di Big Blue.
Solitamente le aziende non rendono noti i dettagli delle proprie innovazioni durante la spesso estenuante procedura d'approvazione di un brevetto. L'intero processo può durare anni, poiché gli addetti dell'Ufficio Brevetti devono eseguire numerosi controlli per garantire l'originalità delle invenzioni presentate.
La mossa di IBM, apparentemente in controtendenza, conta di essere un
invito all'apertura ed alla chiarezza: "Il fulcro di questa nostra iniziativa", ha detto il vicepresidente John E. Kelly, "è di assicurare trasparenza e soprattutto maggiore qualità". Presentando richieste di brevetto pubbliche, IBM si espone infatti ai
controlli incrociati di tutta la comunità globale di inventori e ricercatori.
In questo modo, ha aggiunto Kelly, "vogliamo aggiungere chiarezza nella protezione della proprietà intellettuale, in aggiunta a facilitare e snellire il lavoro dell'Ufficio Brevetti". Kelly ha sottolineato che i nominativi associati alle domande di brevetto rese pubbliche dovranno essere
veritieri: niente più
shell company, "aziende civetta", oppure nomi di fantasia per nascondere i veri inventori di una tecnologia.
Secondo alcuni osservatori, IBM ha lanciato il primo sassolino per tentare d'innescare un cambiamento radicale nel sistema statunitense dei brevetti. L'azienda detiene circa
32mila brevetti ed è tra le aziende più influenti di tutto il settore tecnologico. Ogni anno, IBM spende circa 5 miliardi di dollari in ricerca ed innovazione. Tra le iniziative dell'azienda c'è da ricordare l'
apertura di
numerosi brevetti alla comunità di sviluppatori open-source.
Tommaso Lombardi