Intel chiude il buco InBusiness

Le InBusiness Email Station lasciavano aperta una back door che poteva consentire ad un male intenzionato di entrare nel sistema e gestire la posta dell'utente

Palo Alto (USA) - Sospiro di sollievo in casa Intel dopo il varo di una patch studiata per chiudere un imbarazzante buco di sicurezza sulla InBusiness Email Station, l'applicazione server che Intel vende per i servizi email degli operatori web.

Il bug consisteva in una back door segreta, "un accesso sul retro", che avrebbe consentito ad un hacker di entrare nel sistema e gestire le funzionalità di email degli utenti collegati al servizio gestito dal prodotto Intel. In realtà il buco era "voluto" e visto come un accesso di emergenza per il gestore del servizio, qualora il proprio cliente o utente avesse avuto problemi seri con la posta elettronica. Il fatto che la notizia della back door sia circolata sulla rete, dicono ora alla Intel, ha reso l'accesso segreto un problema di sicurezza.

Un modo singolare di vedere la cosa, secondo alcuni commentatori, che ha comunque portato alla chiusura della back door. Un portavoce di Intel ha spiegato che, collegandosi ad internet attraverso la porta dedicata, un eventuale intruder avrebbe potuto effettuare una serie di operazioni senza neppure inserire una password. Azioni come cancellazione di file, distruzione delle personalizzazioni o peggio.
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