Privacy: il Garante bacchetta gli operatori

L'Authority richiama all'ordine gli operatori telefonici sul tema delle intercettazioni

Roma - Lo scandalo delle intercettazioni, le cui indagini sono tuttora in corso e che, stando ad alcune fonti vicine all'autorità giudiziaria, sembrano destinate a far emergere numerosissimi trattamenti illeciti di dati personali riservati, ha scatenato l'indignazione del Garante della Privacy che ha lanciato una sorta di ultimatum agli operatori telefonici: a chi non rispetterà le sue prescrizioni, l'Autorità vieterà ogni trattamento di dati riferibile ad operazioni di intercettazione.

Nel comunicato stampa diffuso la scorsa settimana si legge infatti: "Il Garante ha ordinato ai gestori telefonici di ultimare entro e non oltre 90 giorni l'adozione delle misure di sicurezza imposte per mettere in sicurezza i dati personali e i flussi informativi riguardo alle attività svolte per le intercettazioni disposte dalla magistratura. Scaduto questo ulteriore termine, l'Autorità potrà vietare, ai gestori che non risulteranno in regola, le operazioni di trattamento dei dati riferite alle attività in materia di intercettazioni".

Si tratta delle misure di sicurezza di cui il Garante aveva richiesto l'adozione agli operatori già nello scorso dicembre, con un provvedimento volto ad "assicurare un livello più elevato di sicurezza dei dati nei flussi informativi tra gestori e uffici giudiziari: in particolare, riduzione del numero di incaricati che hanno accesso ai dati; procedure di autenticazione per l'accesso informatico; sistemi più avanzati di cifratura e autenticazione; aggiornati strumenti tecnologici nella comunicazione con l'autorità giudiziaria per le attività di intercettazione".
La situazione attuale ha fatto emergere lacune che il Garante considera preoccupanti: "Dai riscontri forniti all'Autorità dai gestori telefonici è infatti emerso un quadro complessivo che evidenzia una mancata, parziale o ritardata attuazione delle misure prescritte con il provvedimento del dicembre scorso, nel quale era stato fissato un termine di 180 giorni per la loro completa adozione, termine scaduto nelle scorse settimane".

È questo pesante ritardo il motivo della decisione dell'Autorità "di concedere un breve ed ultimo termine" che "tiene conto della necessità di non pregiudicare le attività di legale intercettazione in corso e del fatto che i gestori hanno comunque attestato di essere in procinto di ultimare le procedure per adempiere a quanto richiesto. La brevità del termine è peraltro legata alla necessità di non ritardare oltre nell'assicurare con immediatezza la massima protezione di dati e sistemi tanto delicati".

D.B.