Partenza a singhiozzo per i primi .gov.it

I siti attivati dal Governo con le nuove estensioni di dominio sono un salto in avanti per l'eGovernment ma per alcuni utenti hanno rappresentato uno stop

Roma - Un esordio complesso quello dei primi siti governativi italiani nati con le nuove estensioni di dominio.gov.it. In tanti, infatti, hanno segnalato a Punto Informatico diversi problemi di collegamento che sembrano essere perdurati fino alla mattina di ieri dal momento del lancio, domenica 2 giugno.

In particolare avrebbero avuto difficoltà di accesso i visitatori del "portale Italia" all'indirizzo www.italia.gov.it mentre si segnala qualche incertezza di meno nell'accesso al nuovo sito del Ministero all'Innovazione di Lucio Stanca, al centro delle nuove iniziative di eGovernment, a questo indirizzo www.innovazione.gov.it.

Va detto però che, accanto alle critiche per le difficoltà iniziali di accesso, che ora appaiono risolti, è giunto un sostanziale apprezzamento per lo sforzo di dare nuove e più ampie modalità di accesso all'informazione e ai servizi della PA attraverso internet.
Sebbene si tratti, per entrambi i siti, di quelle che potrebbero essere definite "prove tecniche di trasmissione", dunque, l'accesso facilitato anche telefonico appare sostanzialmente gradito. Se è ancora presto per tirare bilanci c'è però qualcuno che pone l'indice sulle "news" offerte dal Portale Italia, quelle fornite dall'ANSA e quelle già presenti su una miriade di portali commerciali.

I domini.gov.it, come si ricorderà, erano stati introdotti per soddisfare la richiesta del Governo di rendere più facilmente identificabili i siti istituzionali che, per accedere a questo dominio, dovranno rispondere a certi requisiti di navigabilità e utilità.
TAG: italia
17 Commenti alla Notizia Partenza a singhiozzo per i primi .gov.it
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  • questo è bellissimo: www.tv
    non+autenticato
  • Esiste una circolare ministeriale che obbliga i siti delle PA ad essere accessibili secondo le raccomandazioni WAI del progetto WCAG....

    non+autenticato
  • No, c'era solo una raccomandazione dell'AIPA in merito, ma non mi risulta nessun obbligo
    non+autenticato
  • il dominio è gov.it. Glia altri sono sottodomini.

    Non ci sono "nuove estensioni"
    non+autenticato
  • Dici che potevo registrare lalla.gov.it?
    non+autenticato
  • > Dici che potevo registrare lalla.gov.it?

    No, perche' avresti dovuto registrare [xxx.]GOV.it (il maiuscolo e' di comodo: per mettere in evidenza CHE COSA ti avrebbero dovuto registrare) ma tale dominio ti sarebbe stato negato dall'authority italiana in quanto si sarebbe prestato a potenziali equivoci anche quando di e-government non si parlava.

    Ti sarebbe, pertanto, stato negato anche se tu fossi titolare di una ipotetica azienda che si chiama Gov iscritta regolaremnte a Camera di Commercio & C.

    Se, tuttavia, fossi stato in grado di registrare tale dominio saresti poi stato completamente libero di creare qualsiasi sottodominio pertendo da esso:

    lalla.gov.it
    pippo.gov.it
    www.lalla.gov.it
    ecc...

    L'operazione effettuata e' invece molto simile a quella gia' effettuata con i nomi delle citta' e delle regioni: che sono stati tenuti riservati ai servizi istituzionali pubblici:

    www.comune.milano.it
    www.provincia.milano.it
    www.regione.lombardia.it
    www.comune.roma.it
    www.provincia.napoli.it
    ecc...

    i prefissi 'comune', 'provincia' e 'regione' sono frutto di un accordo per semplificare la vita ai navigatori ma sarebbe tranquillamente potuto esistere un dominio:

    www.com.varese.it

    Per quanto la negazione di un dominio gov.it, fino a qualche tempo fa perfettamente libero, possa apparire poco libertario, essa ha messo al riparo da operazioni di cybersquatting decisamente pesanti!

    Basti pensare (non so se e' tutt'ora cosi') che qualche anno fa il dominio

    www.whitehouse.com

    portava ad un sito pornografico che aveva riprodotto quasi perfettamente la HP di

    www.whitehouse.gov

    che ospitava...

    Da un rapido test porta ancora alla HP di un sito pornografico ma non imita piu' la HP della Casa Bianca.
    non+autenticato
  • >Da un rapido test porta ancora alla HP di un sito pornografico ma non imita piu' la HP della Casa Bianca.

    Chiaramente il "rapido test" ti è stato necessario per puro dovere di cronaca

    he he
    ciao.
    non+autenticato
  • ACe wrote:
    > > Dici che potevo registrare lalla.gov.it?
    >
    > No, perche' avresti dovuto registrare [xxx.]
    > GOV.it (il maiuscolo e' di comodo: per mettere
    > in evidenza CHE COSA ti avrebbero dovuto
    > registrare) ma tale dominio ti sarebbe stato
    > negato dall'authority italiana in quanto si
    > sarebbe prestato a potenziali equivoci anche
    > quando di e-government non si parlava.
    > [...]

    Veramente la questione e' *molto* + semplice: in Italia (come del resto in buona parte dei paesi occidentali) non si possono registrare domini con meno di 4 caratteri.
    non+autenticato
  • no, minimo 3 caratteri. Ne ho registrati diversi Sorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: AAA
    > no, minimo 3 caratteri. Ne ho registrati
    > diversi Sorride
    Per chiarezza:

    "La lunghezza varia da un minimo di 3 ad un massimo di 63 caratteri. Per i nomi a dominio registrati sotto la struttura geografica il limite è tra 1 e 63 caratteri."

    Fonte
    http://www.nic.it/RA/faq/faq-nomi.html#1
    non+autenticato

  • > "La lunghezza varia da un minimo di 3 ad un
    > massimo di 63 caratteri. Per i nomi a
    > dominio registrati sotto la struttura
    > geografica il limite è tra 1 e 63
    > caratteri."
    >
    > Fonte
    > http://www.nic.it/RA/faq/faq-nomi.html#1

    .....e www.q8.it?
    non+autenticato
  • > .....e www.q8.it?

    A dir la verità mi sono sempre chiesto come possa esistere questo dominio (q8.it), regolarmente registrata alla nota società di petroli.
    Quello che so è che DI REGOLA non si possono registrare domini con meno di 3 caratteri più il TLD (quindi minimo xxx.it), e di questo ne sono certo al 100%.

    Credo che sia il potere dei soldi...
    Ma mi risulta che sia l'unico "irregolare"...

    Ciao
    non+autenticato


  • - Scritto da: DKDIB
    >
    > Veramente la questione e' *molto* +
    > semplice: in Italia (come del resto in buona
    > parte dei paesi occidentali) non si possono
    > registrare domini con meno di 4 caratteri.

    Per l'Italia lo è sicuramente (vedi mio post, http://www.punto-informatico.it/pol.asp?mid=199402...)

    Per il resto del mondo, non saprei.
    Es. http://www.qa.com/
    non+autenticato
  • > Veramente la questione e' *molto* +
    > semplice: in Italia (come del resto in buona
    > parte dei paesi occidentali) non si possono
    > registrare domini con meno di 4 caratteri.

    Nun credo:

    http://www.php.it
    http://www.asp.it

    (Si vede che faccio lo sviluppatore?)
    non+autenticato