Condannati a 8 anni i ricattatori del DDoS

La banda col colbacco che aveva tentato di estorcere denaro ai bookmaker inglesi l'ha pagata cara: galera e 100 mila rubli di multa. William Hill: i malavitosi informatici non hanno speranze

Mosca - La banda russa specializzata in attacchi DDoS ai bookmaker è stata condannata in maniera esemplare. La testata Kommersant ha confermato che sono stati comminati otto anni di detenzione e 100 mila rubli (circa 3 mila euro) di multa a tutti gli imputati. Ivan Maksakov, Alexander Petrov e Denis Stepanov avevano scosso il mondo anglosassone delle scommesse online con serrati attacchi DoSS fin dal lontano 2003.

Almeno nove società inglesi di scommesse erano state oggetto di attacchi informatici capaci di bloccare per giorni l'operatività online. Lo scopo era quello di estorcere denaro e in qualche maniera dare "protezione". Cosa che non è avvenuta neanche quando una delle compagnie coinvolte ha accettato di pagare i 40 mila dollari richiesti, su un conto di una banca Lettone.

Maksakov, uno studente del Balakov Institute of Engineering, Technology and Management, gestiva il tutto tramite una sofisticata botnet, creata per l'occasione insieme a quattro complici - due sono ancora alla macchia.
Il processo, tenutosi a Balakov, si è risolto velocemente anche perché la difesa ha cercato di dimostrare la totale estraneità ai fatti dei suoi assistiti. Secondo i giovani furfanti si sarebbe trattato solo di un gioco volto alla condivisione di malware, e niente di più. Solo pura curiosità, insomma.

"La sentenza ha dimostrato all'Occidente che la Russia non è connivente con il cybercrime, e che è in grado di collaborare proficuamente con le agenzie degli altri paesi", ha dichiarato Aleks Gostev, analista del Kaspersky Lab.

Le autorità russe alla fine delle indagini sono riuscite a raccogliere sufficienti prove che hanno confermato almeno 54 attacchi indirizzati verso 30 paesi diversi. La gang in poco più di un anno di lavoro era riuscita ad estorcere più di 4 milioni di dollari.

"Noi siamo fortunati il 100% delle volte, i truffatori lo possono essere solo una", ha commentato ironicamente Victor Kemeny, direttore IT del più grande bookmaker inglese William Hill. "Abbiamo subito un attacco DDoS otto o nove mesi fa e siamo sopravvissuti. Per 48 ore tutto è saltato, ma abbiamo lasciato fare". La tranquillità dimostrata da Kemeny è dovuta probabilmente al crescente successo delle scommesse online. Gli introiti sono così alti che poche ore di shut-down non sono un problema. "Internet ha cambiato le dinamiche del gioco. All'inizio pensavamo che 50 mila sterline all'anno potessero essere un obiettivo difficile. Adesso con il lancio dei nuovi arcade siamo certi di poter raggiungere le 20 mila/50 mila sterline alla settimana".
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