Ci sono visite, lo dice GSM doorbell

Nasce in Olanda un'applicazione che trasforma il telefonino in un citofono, completo di chiavi di casa

Amsterdam - Suonano all'entrata. Per sapere chi c'è, è buona usanza recarsi al citofono o alla porta. Ma se pigrizia e accidia regnano sovrane nella casa, c'è una soluzione per saperlo senza fare un passo. Si chiama GSM doorbell.

L'applicazione, realizzata dall'olandese Waleli, consente di collegare il campanello di casa ad un telefono cellulare e il suo funzionamento è molto semplice: quando un qualunque visitatore preme il campanello è il telefonino a squillare. A quel punto si può rispondere dal cellulare al visitatore e, digitando un PIN, sbloccare la porta e farlo entrare.

Il campanCelloIl sistema consente di avere il controllo dell'ingresso di casa, purché il cellulare sia a portata di mano, ovunque ci si trovi: dal divano del salotto fino agli antipodi del pianeta. Il che può rivelarsi utile agli smemorati che dimenticano le chiavi e rincasano prima degli altri familiari: si può sempre suonare il campanello, chiamando così il cellulare di chi ha attivo il GSM doorbell (e quindi anche chiamare se stessi). Il collegamento può comunque sempre essere disattivato con un semplice pulsante, che riporta il campanello alla sua funzione abituale.
Il GSM doorbell al momento è disponibile solo in Olanda: "Abbiamo iniziato dal nord Europa, dove esiste già una predisposizione culturale all'applicazione delle tecnologie wireless nella vita quotidiana" spiega Lawrence Masle, responsabile del settore International Business Development "ma ci aspettiamo che l'interesse cresca attraverso il resto d'Europa e nel mondo, quando la gente si renderà conto dei vantaggi di un collegamento tra la porta di casa e il proprio telefono cellulare".

Dario Bonacina
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