Call center indiani sotto accusa

Questo il messaggio dei reporter britannici che sono riusciti a comprare da un operatore indiano i dati di carta di credito di moltissimi cittadini inglesi. Miracoli dell'offshoring?

Londra - Ne parla in queste ore cnet ed è una notizia che porta acqua al mulino di chi vede nei call center di servizi occidentali in India un problema sicurezza: reporter di una tv britannica hanno filmato l'acquisto da un intermediario di dati bancari relativi a più di 100mila clienti di banche inglesi. Dati che provenivano da un call center indiano, uno dei moltissimi impiegati dalle società occidentali per gestire il customer care sfruttando il basso costo del lavoro in India.

Il reportage ha scatenato le associazioni industriali indiane che hanno cercato di visionarlo prima della messa in onda e poi hanno assicurato che i responsabili della fuga di dati riservati saranno puniti, come già accaduto in passato. "Le mele marce ci sono ovunque - hanno spiegato - in India come nel Regno Unito".

Ma si muovono anche i sindacati britannici che accusano: da un lato si perde occupazione in UK e dall'altro chi lavora in UK si trova a dover gestire clienti imbufaliti dai servizi in offshoring.
21 Commenti alla Notizia Call center indiani sotto accusa
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  • La cosa più importante per noi italiani è non stare a guardare,occupazione là significa perdità di occupazione quì!!
    non+autenticato
  • Su Raitre stanno facendo un documentario sull'India dei nostri tempi.

    Ascoltando le interviste di un nutrito campione di "giovani indiani" sono rimasto stupito di come questi qui hanno completamente perso la testa dietro a un sogno di benessere e di ricchezza, due cose per le quali sono disposti veramente a TUTTO.

    Nessuno gli ha detto che nel loro paese ci sono 300.000.000 di persone che abitano nelle baraccopoli, e nessuno sa dove metterli. Se si incazzano tutti e 300.000.000 l'India sprofonda nel caos.

    Allora tutti quegli ingegneri informatici e tutti quei centralinisti non serviranno a molto.
  • > Ascoltando le interviste di un nutrito campione
    > di "giovani indiani" sono rimasto stupito di come
    > questi qui hanno completamente perso la testa
    > dietro a un sogno di benessere e di ricchezza,
    > due cose per le quali sono disposti veramente a
    > TUTTO.

    Beh, perche' tu puoi vivere nel benessere e non loro?

    > Nessuno gli ha detto che nel loro paese ci sono
    > 300.000.000 di persone che abitano nelle
    > baraccopoli, e nessuno sa dove metterli. Se si
    > incazzano tutti e 300.000.000 l'India sprofonda
    > nel caos.
    > Allora tutti quegli ingegneri informatici e tutti
    > quei centralinisti non serviranno a
    > molto.

    E questo rende illegittimo aspirare al benessere?
    I poveri in Italia rendono illegittimo il tuo desiderio di benessere?
    Nessuno ha detto a tuo nonno nel dopoguerra che mentre lui cercava di arricchirsi in Italia c'erano milioni di persone indigenti in Italia e in Europa e che se si incazzavano i suoi sforzi sarebbero stati vani? Tuo nonno ti avrebbe ascoltato o mandato a quel paese dicendoti "fuori dai piedi che devo lavorare". E che sia servito il suo lavoro, lo prova che sei qui al PC a scrivere e non nei campi a zappare.


    non+autenticato
  • > in Europa e che se si incazzavano i suoi sforzi
    > sarebbero stati vani? Tuo nonno ti avrebbe
    > ascoltato o mandato a quel paese dicendoti "fuori
    > dai piedi che devo lavorare". E che sia servito
    > il suo lavoro, lo prova che sei qui al PC a
    > scrivere e non nei campi a
    > zappare.

    i poveri non hanno mai avuto il tempo per incazzarsi, devono tirare a campare.
    rimane il fatto che in india, dalle notizie che arrivano, si ammazzano per un motorino, non come a napoli, i mariti indiani ammazzano le mogli e viceversa per contrasti su cosa comprare, se tuo nonno ammazzava tua nonna perche' quella voleva la collanina e lui la 500 ...
    non+autenticato


  • - Scritto da:
    > > in Europa e che se si incazzavano i suoi sforzi
    > > sarebbero stati vani? Tuo nonno ti avrebbe
    > > ascoltato o mandato a quel paese dicendoti
    > "fuori
    > > dai piedi che devo lavorare". E che sia servito
    > > il suo lavoro, lo prova che sei qui al PC a
    > > scrivere e non nei campi a
    > > zappare.
    >
    > i poveri non hanno mai avuto il tempo per
    > incazzarsi, devono tirare a
    > campare.

    Infatti per questo metto in bocca al nonno "> "fuori dai piedi che devo lavorare".
    Casomai questa replica va fatta al messaggio prima, in cui si ipotizzava una massa di poveri che si incazza...

    > rimane il fatto che in india, dalle notizie che
    > arrivano, si ammazzano per un motorino

    Ohibo' sono pazzo io o ache in Italia c'e' chi si e' ammazzato per una collanina?
    Ogni tanto si sentono di queste storie.

    > non come
    > a napoli, i mariti indiani ammazzano le mogli e
    > viceversa per contrasti su cosa comprare, se tuo
    > nonno ammazzava tua nonna perche' quella voleva
    > la collanina e lui la 500
    > ...

    Di coniugi che si ammazzano per futili motivi e' pieno il mondo, purtroppo.
    non+autenticato
  • > Beh, perche' tu puoi vivere nel benessere e non
    > loro?

    Non è questo che stavo dicendo. I giovani italiani aspirano sì al benessere, ma non hanno fatto del benessere il loro unico scopo di vita. Quello che, tra virgolette, "rimprovero" ai giovani indiani è di aver perso completamente il contatto con la realtà.
    Si buttano nei cinema a vedere filmacci di Bollyvood come Kabhi Kushi Kabhi Gham, dove il protagonista torna a casa in elicottero (!!!) dopo aver preso due lauree e un supermaster in economia aziendale... Quella è la proiezione dei loro sogni, e tutta l'India del progresso e della crescita economica è un'India che esiste solo nei loro sogni. La vera India è CAOS PURO.
  • Ho visto anche io quel reportage, anche se ho perso l'inizio. Come qualcun altro dice è giusto che anche loro aspirino al benessere. Ma c'è qualocsa che anche a me ha dato un senso di disagio nelle parole di quei giovani.
    Da un lato mi ha fatto piacere vedere ragzzi ben istruiti e con un lavoro che gli garantirà un futuro migliore rispetto ai loro genitori, ma allo stesso tempo ho avuto l'impressione che abbiano un pò perso la bussola sui valori (quelli buoni) della religione o comunque delle tradizioni indiane, che sono l'unica cosa che può fare la differenza rispetto ad una qualsiasi altra persona del "mondo sviluppato".
    La mia speranza è quella che riescano a mantenere un buon compromesso tra benessere e identità.
    non+autenticato
  • bhe io provo la stessa sensazione tutti i giorni vedendo la gente per strada...la "ricchezza" non ha cambiato molto le persone
    non+autenticato

  • > allo stesso tempo ho avuto l'impressione che
    > abbiano un pò perso la bussola sui valori
    > (quelli buoni) della religione o comunque delle
    > tradizioni indiane
    Per me hanno perso la bussola, punto.


    > un buon compromesso tra benessere e
    > identità.

    Il benessere è solo nella loro mente. Per una collanina o un vestito alla moda si ammazzano di lavoro, proprio perché la ricchezza NON C'E'.
  • Chi troppo vuole risparmiare rimane fregato 2 volte
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Chi troppo vuole risparmiare rimane fregato 2
    > volte

    bravissimo

    pensa se domani senza accorgerti chiamerai un servizio che credi italiano e ti succederà lo stesso.


    che colpa hai tu?
    non+autenticato
  • io farei lo stesso fossi sottopagato e schiavizzato, si fotterei le cc e le rivenderei al miglior offerente
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > io farei lo stesso fossi sottopagato e
    > schiavizzato, si fotterei le cc e le rivenderei
    > al miglior
    > offerente

    E qui ti sbagli, gli operatori dei call center in India sono dei privilegiati perche' il lavoro e' decisamente ben pagato.
    Un operatore puo' guadagnare 300 euro al mese che facendo i paragoni e' come se qui ne guadagnassi 3000. In piu' si fa
    Senza contare che lavorano in palazzi con l'aria condizionata, servizi puliti.
    I turni non sono cosi' massacranti, lavorano 8/9 ore su turni c'e' gente in Italia che viene trattata molto,molto peggio.


    non+autenticato
  • - Scritto da:
    > pensa se domani senza accorgerti chiamerai un
    > servizio che credi italiano e ti succederà lo
    > stesso.

    Difficile... l'italiano non è diffusamente parlato in altre nazioni al di fuori dell'Italia... non penso che uno svizzero del Canton Ticino si accontenti di lavorare per lo stesso stipendio di un indiano che parla inglese...
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > - Scritto da:
    > > pensa se domani senza accorgerti chiamerai un
    > > servizio che credi italiano e ti succederà lo
    > > stesso.
    >
    > Difficile... l'italiano non è diffusamente
    > parlato in altre nazioni al di fuori
    > dell'Italia...


    Difficile ma possibile. Ci sono call center per clienti anglofoni anche in paesi asiatici dove l'inglese non si parla. Gli aspiranti operatori fanno apposite scuole professionali finalizzate alla conoscenza dell'inglese per lavorare in un call center, dove si soffermano particolarmente su pronuncia, campo sematico, problematiche.
    Allo stesso modo si puo' fare per l'italiano, se non in Indonesia, certamente nei paesi latini.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da:
    > > - Scritto da:
    > > > pensa se domani senza accorgerti chiamerai un
    > > > servizio che credi italiano e ti succederà lo
    > > > stesso.
    > >
    > > Difficile... l'italiano non è diffusamente
    > > parlato in altre nazioni al di fuori
    > > dell'Italia...
    >
    >
    > Difficile ma possibile. Ci sono call center per
    > clienti anglofoni anche in paesi asiatici dove
    > l'inglese non si parla. Gli aspiranti operatori
    > fanno apposite scuole professionali finalizzate
    > alla conoscenza dell'inglese per lavorare in un
    > call center, dove si soffermano particolarmente
    > su pronuncia, campo sematico,
    > problematiche.
    > Allo stesso modo si puo' fare per l'italiano, se
    > non in Indonesia, certamente nei paesi
    > latini.

    In albania ci sono già e forse anche in romania
    non+autenticato
  • "Difficile ma possibile. Ci sono call center per
    clienti anglofoni anche in paesi asiatici dove
    l'inglese non si parla."

    "Gli aspiranti operatori fanno apposite scuole professionali finalizzate alla conoscenza dell'inglese per lavorare in un call center, dove si soffermano particolarmente su pronuncia, campo sematico, problematiche.

    Well well well...

    Io Italianissimo lavoro in Inghilterra e ti posso assicurare che nonostante conosca la lingua Inglese abbastanza bene (qualche errore sintattico a volte scappa) il mio accento e' a dir poco terribile....
    Beh ok non e' terribile ma non e' proprio un gran bell'accento. Ma ho avuto a che fare con questi call center in India (chiamando la mia banca) e ti posso assicurare che l'inglese lo parlano malissimo come pronuncia intendo. E' terribile, probabilmente anche perche' la loro lingua ha un "vocal box" totalmente differente da quella Inglese ed anche quelle latine. Indubbiamente non e' proprio colpa loro, ma stai certo che se non li capisci, e ti garantisco che molto spesso e' davvero difficile capirli e gli chiedi piu' volte di ripetere la stessa cosa si innervosiscono e cominciano a trattarti maluccio. Proprio qualche giorno fa mi e' successo e quel c......e ad un certo punto mi ha chiuso il telefono in faccia!

    "Allo stesso modo si puo' fare per l'italiano, se non in Indonesia, certamente nei paesi latini."
    Ecco per l'italiano forse e' meglio avere i call center nei paesi latini che in quelli indonesiani, sperando che anche loro non diventino arroganti quando un madrelingua non riuscira' a capirli.
    non+autenticato

  • > Difficile... l'italiano non è diffusamente
    > parlato in altre nazioni al di fuori
    > dell'Italia... non penso che uno svizzero del
    > Canton Ticino si accontenti di lavorare per lo
    > stesso stipendio di un indiano che parla
    > inglese...

    Basterebbe insegnare l'italiano in qualche paese del sud-america.
    non+autenticato
  • - Scritto da:
    > Difficile... l'italiano non è diffusamente
    > parlato in altre nazioni al di fuori
    > dell'Italia... non penso che uno svizzero del
    > Canton Ticino si accontenti di lavorare per lo
    > stesso stipendio di un indiano che parla
    > inglese...

    Tutte e tre queste società hanno i call center italiani fuori dall'Italia.

    Dell ed IBM a Montpellier (zona agevolata dal governo francese, li il costo del lavoro è molto più basso), HP in Irlanda.

    Gli operatori sono bilingue (uno o entrambe i genitori di origine italiana) oppure sono proprio italiani che sono stati incentivati a spostarsi li (casa e macchina gratis, pensioni integrative varie, ecc... ecc...)

    Aspetta che alla generazione di immigrati nordafricani nati e cresciuti qui venga il giribizzo di tornare in patria e vedi se non parte anche qui l'outsourcing.

    A parte il fatto che già oggi senza escamotage particolari, in Croazia tanti parlano un italiano perfetto.
    non+autenticato
  • ho chiamato un paio di volte alla microsoft per attivare l'installazione di windows xp... una volta era italiano, la seconda era una ragazza che parlava astento...