Stanca: l'ora della cooperazione tecnologica

Il Ministro da Bali spiega che il mondo ricco quando si occupa di sviluppo sostenibile non deve dimenticare gli aiuti tecnologici ai paesi più arretrati

Roma - C'è bisogno di una forte attenzione del mondo ricco, a cominciare dall'Unione Europea, affinché nei progetti con cui si intende spingere i temi ambientali in un quadro mondiale di sviluppo sostenibile non si dimentichi il ruolo della cooperazione tecnologica.

Questa la sintesi delle idee che il ministro all'Innovazione Lucio Stanca ha espresso davanti ai giornalisti a Bali, in Indonesia, dove si trova con il resto della delegazione italiana per l'incontro preparatorio del Summit mondiale dell?Onu sullo Sviluppo sostenibile, che si terrà a Johannesburg (Sud Africa) dal 24 agosto al 4 settembre 2002.

Stanca - che può contare sull?esperienza maturata nel corso della Conferenza Internazionale e-Government per lo Sviluppo che si è tenuta a Palermo lo scorso aprile a cui hanno preso parte 96 Paesi - si è detto convinto che "per dare una speranza ai Paesi meno fortunati, il vertice di oggi non deve dare risposte solo sui temi ambientali, sicuramente fondamentali, ma anche sul trasferimento delle nuove tecnologie e del buon governo, la good governance".
"Il Governo italiano - ha aggiunto il Ministro - segue con attenzione la preparazione del summit di Johannesburg che ha il compito di dare attuazione agli obiettivi fissati dal summit di Rio del 1992. Mentre in quella occasione ci si era concentrati soprattutto sui problemi di uno sviluppo compatibile a livello ambientale, ora bisogna puntare su una politica comune per lo sviluppo che passi anche per il trasferimento delle tecnologie da una parte, e per la good governance dall?altra?.

"A Bali - ha concluso Stanca - l?Italia lavorerà con l?obiettivo di cercare un punto di incontro tra le varie posizioni, oggi ancora diverse in tema di sviluppo sostenibile e cooperazione per i Paesi in via di sviluppo, dei diversi Paesi dell?Unione europea".
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