Contrappunti/ A pensar male...

di Massimo Mantellini - C'era davvero bisogno di inserire in Finanziaria una modifica al diritto d'autore ambigua e dal sapore lobbystico? Ora siamo tutti costretti a chiederci se e come tutto questo influenzerà la rete

Roma - C'è sempre qualcosa di opaco nella gestione di questo paese. Ed è sconsolante osservare che il tempo passa, i governi cambiano ma le ambiguità ed i silenzi restano sempre gli stessi.

Per quale ragione un governo con grandi e seri problemi di bilancio come il nostro dovrebbe darsi la pena di aggiungere alla Legge Finanziaria per il prossimo anno, una legge carica di tensioni ed incertezze anche sulla sua stessa approvazione, una minuscola variazione alla legge del 1941 sul diritto d'autore? Dove starebbe la necessità impellente di questa piccola aggiunta fuori tema alle "Disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria"?

Come forse avrete appreso navigando in rete in questi giorni, all'interno del progetto per la Legge Finanziaria 2007 l'articolo 32, improvvisamente, come la foto di una donna nuda ad un seminario sulla ermeneutica kantiana, recita:
All'articolo 65 della legge 22 aprile 1941 n.633, dopo il comma 1, è aggiunto il seguente: "I soggetti che realizzano, con qualsiasi mezzo, la riproduzione totale o parziale di articoli di riviste o giornali, devono corrispondere un compenso agli editori per le opere da cui i suddetti articoli sono tratti. La misura di tale compenso e le modalità di riscossione sono determinate sulla base di accordi fra i soggetti di cui al periodo precedente e le associazioni delle categorie interessate. Sono escluse dalla corresponsione del compenso le amministrazioni pubbliche di cui al comma 2 dell'articolo 1 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.29"

In mancanza di qualsiasi commento ufficiale da parte del legislatore, le interpretazioni giuridiche più o meno dietrologiche del nuovo comma si sono sprecate. C'è chi dice che il testo miri a far si che gli editori possano monetizzare le rassegne stampa (è questa, per esempio, l'interpretazione di Peacelink che ha immediatamente attivato una campagna online al riguardo), chi sospetta si tratti di un articoletto messo lì apposta a limitare l'informazione amatoriale in rete, chi invece, sollevando le spalle, dice che nulla è cambiato e che tutto resta com'era.

Io non sono un giurista e non ho pareri tecnici da portare ma una cosa mi pare di poterla dire: quando si inserisce una variazione di legge volutamente ambigua in un contesto di tutt'altra natura ci sono sufficienti ragioni per pensarne tutto il male possibile, anche ricordando analoghi casi del passato recente di simile "casuale" ambiguità.

Mentre attendiamo che qualche rappresentante del governo ci illumini sul significato di quel "con qualsiasi mezzo", sulla incongruenza fra questo nuovo comma e quello precedente della legge originaria (nel quale si sancisce la liceità del diritto alla "citazione gratuita") e sulla definizione di "giornale" e "rivista" (i siti web sono giornali? E i blog assomigliano per caso alle riviste? E se lo sono per il legislatore, lo saranno domani anche per il giudice che si troverà a dover interpretare una norma così mal scritta?) ci tornano in mente le vecchie polemiche e le magre figure che i nostri politici rimediarono ai tempi della ultima variazione della legge sul diritto d'autore.

Prima di rammentarvele sottolineando le curiose analogie con la situazione attuale vorrei però ricordare cosa recita il programma dell'Unione al proposito:

"Ribadiremo la natura aperta di Internet, garantendo la libertà di accesso e di espressione, evitando forme indiscriminate di controllo. Riteniamo infatti prioritario promuovere la capacità di utilizzare gli strumenti in rete: tale capacità è oggi parte integrante della cittadinanza".

Cito questo passo per una ragione: nelle passate legislature le (sciagurate) variazioni alle norme sul diritto d'autore sono state prese dal Parlamento a larghissima maggioranza, con una sorta di diffusa condivisione trasversale della responsabilità politica, equamente divisa fra destra e sinistra (con l'eccezione dei Verdi di allora). Nel caso in questione invece la modifica di legge è un provvedimento del Governo Prodi che deve ancora essere discusso in Parlamento, un comma pensato ed inserito dagli stessi signori che hanno sottoscritto il paragrafo di programma elettorale che ho citato qui sopra. Per cui se domani dovesse prevalere una interpretazione "restrittiva" del comma (per esempio che eventuali citazioni anche parziali sul web da prodotti editoriali debbano essere pagate da chiunque le utilizzi) lo strabismo del legislatore e la responsabilità di una sola parte del Parlamento dovrà risultare chiara a tutti. Ove le cose non stiano in questi termini noi da queste parti (e molte persone su Internet in questi giorni) ci attendiamo che la "ratio" di una simile variazione di legge venga spiegata in maniera anche solo moderatamente convincente.

Dicevo che qualche anno fa accadde qualcosa di molto simile. Il Parlamento di allora con la scusa (o nell'intento) di adeguare il finanziamento pubblico anche alle imprese editoriali approdate sul web, estese in maniera sospetta e mai definitivamente chiarita la definizione di "prodotto editoriale". Per mesi nella Internet italiana una legge dello Stato ci costrinse a porci domande idiote del tipo: "Ma ora, per il mio sito web nel quale metto le foto del mio cane Fuffi sarò obbligato ad assumere un direttore responsabile?". Ci facemmo ridere dietro allora (non noi, ma i nostri politici che dimostrarono una volta di più la loro poca comprensione della rete ed anche una certa piatta accondiscendenza verso le assurde pretese di alcuni soggetti forti come gli editori ed i giornalisti) come ci faremo ridere dietro oggi, perché il risultato finale di simili papocchi, la natura olistica del pensiero del legislatore per cui un aggettivo aggiunto qui sposta una montagna a Singapore senza che lui nemmeno se ne accorga, non tarderà a mostrare i suoi effetti.

Aspettiamo insomma rassicurazioni da chi di dovere (alcuni giuristi in rete suggeriscono che l'estensore del provvedimento sarebbe il sottosegretario Ricardo Franco Levi, giornalista, ex portavoce di Romano Prodi) per lo meno sul fatto che simili infinitesimali aggiunte non ostacolino la libera circolazione della conoscenza in rete, che non contrappongano per l'ennesima volta vecchi sistemi di potere ai nuovi ambienti della libera espressione dei cittadini, che non rendano l'Italia un Paese meno aperto di quanto già non sia. Insomma l'esatto contrario di quanto l'Unione ha scritto nel suo programma elettorale.

Massimo Mantellini
Manteblog


Gli editoriali di M.M. sono pubblicati a questo indirizzo
82 Commenti alla Notizia Contrappunti/ A pensar male...
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  • Non votare i liberticidi è la prima cosa da fare
    non+autenticato
  • La norma è gia' in vigore in quanto è parte del decreto legge di anticipo di alcune norme della finanziaria. E' stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale il 3 ottobre. E' sufficiente una ricerca su www.gazzettaufficiale.it inserendo 262 e 3 10 2006 oppure fare click qui (attenti a copiare tutto il link)
    http://dbase1.ipzs.it/fcgi-free/db2www/artifree/ar...=

    Quindi non sono 'chiacchere': è norma gia' in vigore che anche se dovra' essere convertito in legge nei classici 60 giorni, deve gia' essere applicata.

    franco

    non+autenticato
  • l'articolo parla di Legge Finanziaria articolo 32 qua non trovo traccia di cio che c'e' scritto nell'articolo(vedi sotto)
    non voglio difendere il governo..ma si puo avere il riferimento normativo preciso o se è una mia svista di farmela notare
    tnx


    Art. 32
    (Revisione degli assetti organizzativi: disposizioni
    riguardanti i Ministeri)
    1. Al fine di razionalizzare e ottimizzare
    l’organizzazione delle spese e dei costi di
    funzionamento dei Ministeri con regolamenti da
    emanare, entro il 30 aprile 2007, ai sensi dell’art. 17,
    77
    comma 4 bis, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e
    successive modificazioni ed integrazioni si provvede:
    a) alla riorganizzazione degli uffici di livello
    dirigenziale generale e non generale, procedendo alla
    riduzione in misura non inferiore al 10% di quelli di
    livello dirigenziale generale ed al 5% di quelli di
    livello dirigenziale non generale nonché alla
    eliminazione delle duplicazioni organizzative
    esistenti;
    b) alla gestione unitaria del personale e dei
    servizi comuni anche mediante strumenti di
    innovazione amministrativa e tecnologica;
    c) alla rideterminazione delle strutture
    periferiche, prevedendo la loro riduzione e, ove
    possibile, la costituzione di uffici regionali o la
    riorganizzazione presso le Prefetture – UTG, ove
    risulti sostenibile e maggiormente funzionale sulla
    base dei principi di efficienza ed economicità a
    seguito di valutazione congiunta tra il Ministro
    competente ed il Ministro delle riforme e
    dell’innovazione nella Pubblica Amministrazione,
    attraverso la realizzazione dell’esercizio unitario delle
    funzioni logistiche e strumentali, l’istituzione dei
    servizi comuni e l’utilizzazione in via prioritaria dei
    beni immobili di proprietà pubblica;
    d) alla riorganizzazione degli uffici con funzioni
    ispettive e di controllo;
    e) alla riduzione degli organismi di analisi,
    consulenza e studio di elevata specializzazione;
    f) alla riduzione delle dotazioni organiche in
    modo da assicurare che il personale utilizzato per
    funzioni di supporto (gestione delle risorse umane,
    sistemi informativi, servizi manutentivi e logistici ,
    affari generali, provveditorati e contabilità), non
    ecceda comunque il quindici per cento delle risorse
    umane complessivamente utilizzate da ogni
    Amministrazione.
    g) all’unificazione, da parte del Ministero degli
    Affari Esteri, dei servizi contabili degli uffici della
    rete diplomatica aventi sede nella stessa città estera,
    prevedendo che le funzioni delineate dagli artt. 3, 4 e
    6 del D.P.R. 22 marzo 2000, n. 120, siano svolte dal
    responsabile dell’ufficio unificato per conto di tutte le
    rappresentanze medesime”.
    2. I regolamenti di cui al comma 1 prevedono la
    completa attuazione dei processi di riorganizzazione
    entro diciotto mesi dalla loro emanazione.
    78
    3. Dalla data di emanazione dei regolamenti di cui al
    comma 1 sono abrogate le previgenti disposizioni
    regolatrici delle materie ivi disciplinate. Con i
    medesimi regolamenti si provvede alla loro puntuale
    ricognizione.”
    4. Le amministrazioni, entro 60 giorni dall’entrata in
    vigore della presente legge, trasmettono al
    Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza
    del Consiglio dei Ministri e al Ministero
    dell’economia e delle finanze gli schemi di
    regolamento di cui al comma 1 del presente articolo,
    il cui esame deve concludersi entro 30 giorni dalla
    loro ricezione, corredati:
    a) da una dettagliata relazione tecnica asseverata,
    ai fini di cui all’art. 9, comma 3, del DPR 20 febbraio
    1998, n. 38, dai competenti Uffici centrali di bilancio
    che specifichi, per ciascuna modifica organizzativa,
    le riduzioni di spesa previste nel triennio;
    b) da un analitico piano operativo asseverato, ai
    fini di cui all’art. 9, comma 3, del DPR 20 febbraio
    1998, n. 38, dai competenti Uffici centrali di bilancio,
    con indicazione puntuale degli obiettivi da
    raggiungere, delle azioni da porre in essere e dei
    relativi tempi e termini
  • .
    5. In coerenza con le disposizioni di cui al comma 1,
    lett. f) e tenuto conto del regime limitativo delle
    assunzioni di cui alla normativa vigente, le
    amministrazioni statali attivano con immediatezza,
    previa consultazione delle organizzazioni sindacali,
    piani di riallocazione del personale in servizio, idonei
    ad assicurare che le risorse umane impegnate in
    funzioni di supporto non eccedano, al 31 dicembre
    2008, il 15 per cento dei dipendenti in servizio. I
    predetti piani, da predisporre entro il 31 marzo 2007,
    sono approvati con Decreto del Presidente del
    Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per le
    riforme e l’innovazione nella pubblica
    amministrazione, di concerto con il Ministro
    dell’economia e delle finanze. Nelle more
    dell’approvazione dei piani non possono essere
    disposte nuove assunzioni. La disposizione di cui al
    presente comma si applica anche alle Forze Armate,
    ai Corpi di Polizia e al Corpo nazionale dei Vigili del
    fuoco.
    6. Il Ministro dell’economia e delle finanze ed il
    Ministro per le riforme e l’innovazione nella pubblica
    amministrazione verificano semestralmente lo stato di
    attuazione delle disposizioni del presente articolo, e
    79
    trasmettono alle Camere una relazione sui risultati di
    tale verifica.
    7. Alle Amministrazioni che non abbiano provveduto
    nei tempi previsti alla predisposizione degli schemi di
    regolamento di cui al comma 1 è fatto divieto, per gli
    anni 2007 e 2008, di procedere ad assunzioni di
    personale a qualsiasi titolo e con qualsiasi tipo di
    contratto.
    8. I competenti organi di controllo delle
    Amministrazioni, nell’esercizio delle rispettive
    attribuzioni, effettuano semestralmente il
    monitoraggio sull’osservanza delle disposizioni del
    presente articolo e ne trasmettono i risultati ai
    ministeri vigilanti e alla Corte dei Conti.
    Successivamente al primo biennio, verificano il
    rispetto del parametro di cui al comma 1, lettera f),
    relativamente al personale utilizzato per lo
    svolgimento delle funzioni di supporto.
    9. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, sentiti il
    Ministro per le riforme e l’innovazione nella pubblica
    amministrazione ed il Ministro dell’economia e delle
    finanze, emana linee guida per l’attuazione del
    presente articolo.
    10. Le direttive generali per l’attività amministrativa e
    per la gestione, emanate annualmente dai Ministri,
    contengono piani e programmi specifici sui processi
    di riorganizzazione e di riallocazione delle risorse
    necessari per il rispetto del parametro di cui al comma
    1, lettera f) e di quanto disposto dal comma 5.
    11. Il mancato raggiungimento degli obiettivi previsti
    nel piano operativo di cui al comma 5, lettera b), e nei
    piani e programmi di cui al comma 10 sono valutati
    ai fini della corresponsione ai dirigenti della
    retribuzione di risultato e della responsabilità
    dirigenziale.
    12. L’attuazione delle disposizioni del presente
    articolo, è coordinata dall’ “Unità per la
    riorganizzazione” composta dai Ministri per le
    riforme e l’innovazione nella pubblica
    amministrazione e dell’economia e delle finanze e
    dell’interno, che opera anche come centro di
    monitoraggio delle attività conseguenti alla predetta
    attuazione. Nell’esercizio delle relative funzioni
    l’Unità per la riorganizzazione si avvale, nell’ambito
    delle attività istituzionali, senza nuovi o maggiori
    oneri per il bilancio dello Stato, delle strutture già
    esistenti presso le competenti Amministrazioni.

  • - Scritto da: Sandino
    > l'articolo parla di Legge Finanziaria articolo 32
    > qua non trovo traccia di cio che c'e' scritto
    > nell'articolo(vedi
    > sotto)

    Pi da qualche parte diceva che era il collegato alla finanz
    non+autenticato
  • Il post "È un decreto legge già in vigore" pubblica un collegamento non funzionante. Copiandolo tutto, compreso il segno di = finale, si accede a una pagina che contiene il testo del decreto legge, il cui articolo 32 è quello incriminato.

    Me lo sono copiato nel mio Magagnomicon.
  • Ne cito una per tutti, quella che consulto giornalmente: cosa ne pensate della rassegna stampa di Google?
    Loro riportano l'inizio dell'articolo e poi rimandano al sito della testata.
    Ma a leggere la norma, secondo me che non sono un giurista, capisco che dovrebbero pagare un tot ad ogni testata SOLO per aver citato l'inizio dell'articolo!
    mmmmmm.....
    non+autenticato
  • Io non pretendo lauree o cultura fuori dal comune... ma prima di blaterare perchè non leggete con la vostra testa quello che dice il testo?

    vi do una mano...

    Ecco l'incipit del testo che vi sta facendo frignare :

    “All’articolo 65 della legge 22 aprile 1941, n. 633, dopo il comma 1, è aggiunto il seguente: “

    ometto il resto tanto lo sapete a memoria ormai.

    MA ANDARVI A LEGGERE IL TESTO DELL'ART 65 VI PAREVA TROPPO ?

    Art. 65
    1. Gli articoli di attualità di carattere economico, politico o religioso,pubblicati nelle riviste o nei giornali,oppure radiodiffusi o messi a disposizione del pubblico, e gli altri materiali dello stesso carattere possono essere liberamente riprodotti o comunicati al pubblico in **altre riviste o giornali, anche radiotelevisivi**, se la riproduzione o l'utilizzazione non è stata espressamente riservata, purché si indichino la fonte da cui sono tratti, la data e il nome dell'autore, se riportato.

    "altre riviste o altri giornali, anche radiotelevisivi"

    Forum, blog, siti internet non sono testate giornalistiche... ergo NON CAMBIA NULLA.

    In più c'è l'articolo 70 della stessa legge
    che ulteriormente ribadisce che le libertà precedenti non sono cambiate DI UNA VIRGOLA.

    "Art. 70

    1. Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all'utilizzazione economica dell'opera; se effettuati a fini di insegnamento o di ricerca scientifica l'utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali"
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 09 ottobre 2006 17.34
    -----------------------------------------------------------
  • Ne sei sicuro?

    Ora "Punto Informatico" (testata giornalistica) può fare link, riportando un un paragrafo o l'inizio, un articolo pubblicato nel sito di "Repubblica" (testata giornalistica).

    Domani, "Punto Informatico", potrà mettere solo il link, perchè il riporto di paragrafi o l'inizio sarà soggetto a esborso monetario.

    Tale onere sarà valido anche per chi scrive i commenti nel forum? A ben vedere stiamo scrivendo su/per un "testata giornalistica" quindi possiamo essere equiparati a dei giornalisti.

    Con il vantaggio che, per un tar, se scriviamo cose scomode ne va di mezzo Punto Informatico. E' illogico; ma se la legge non è chiara devi solo sperare che il giudice sia illuminato.

    Ho letto la legge e... NON rimane tutto come prima.

    Mauro
    non+autenticato

  • AVVERTENZA: Punto Informatico non assume alcuna responsabilità sui testi contenuti nei forum (Opinioni e Commenti), perché redatti direttamente dai lettori che se ne assumono la responsabilità e in approvazione delle condizioni di servizio. Angioletto
    non+autenticato


  • > Ne sei sicuro?

    Abbastanza sicuro... non vivo di certezze
    e non sono un'esperto di diritto.
    Diciamo che ne sono sicuro al 90%


    > Ora "Punto Informatico" (testata
    > giornalistica)

    In quanto registrata come testata giornalistica
    con tutto quello che ne consegue (compresi fondi statali per l'editoria e lucro derivante
    dalla pubblicità presente.
    (te lo sei dimenticato questo? guarda che non è un "particolare" trascurabile)


    > può fare link, riportando un un paragrafo o
    > l'inizio, un articolo pubblicato nel sito di
    > "Repubblica" (testata
    > giornalistica).

    idem come sopra.. in più quella è principalmente una testata cartacea.


    > Domani, "Punto Informatico", potrà mettere solo
    > il link,

    No.
    Domani punto informatico che lucra anche su eventuali rassegne stampa e citazioni e che è una testata giornalistica regolarmente registrata, dovrà dare un compenso all'autore del materiale che cita.
    Io non ci vedo nulla di male...

    Dici che punto informatico non può permetterselo ? ... dubito fortemente.
    E anche fosse... fattacci loro, dopo tutto non lo tengono per beneficenza il sito.



    > perchè il riporto di paragrafi o
    > l'inizio sarà soggetto a esborso
    > monetario.

    Sacrosanto, visto che loro ci lucrano su tutto quello che scrivono (comprese le citazioni o le rassegne stampa).


    > Tale onere sarà valido anche per chi scrive i
    > commenti nel forum? A ben vedere stiamo
    > scrivendo
    > su/per un "testata giornalistica" quindi
    > possiamo
    > essere equiparati a dei
    > giornalisti.

    Raccolgo un attimino le braccia...
    Allora, un forum collegato a un sito (anche quello di una testata giornalistica) comporta per la testata stessa che lo gestisce una responsabilità minima e tutto quello che viene scritto è responsabilità del singolo utente del forum.
    In oltre il forum non è parte integrante del prodotto editoriale e non è classificabile quindi come tale.

    Torno a ripetere... forum, blog, siti personali, siti di informazione ecc ecc non sono coinvolti da questa modifica legislativa a meno che non siano testate giornalistiche registrate.


    > Con il vantaggio che, per un tar, se scriviamo
    > cose scomode ne va di mezzo Punto
    > Informatico.

    No se scrivi cose scomode nessuno può dirti nulla è la libertà di espressione sancita dalla costituzione... se dici cose *illegali* allora la responsabilità è esclusivamente tua.
    Punto informatico riguardo al forum ha una responsabilità minima (cioè quella legata alla moderazione dello stesso).


    > E'
    > illogico; ma se la legge non è chiara devi
    > solo
    > sperare che il giudice sia
    > illuminato.

    Guarda che stai costruendo castelli in aria sulla base di niente (o meglio sulla base della solita fuffa allarmista diffusa da questo sito)


    > Ho letto la legge e... NON rimane tutto come
    > prima.

    Tu... fidati di me... non hai letto nulla e se lo hai letto non lo hai capito.

    Leggiti l'articolo 70 e rileggiti il 65 e cerca di comprendere a cosa si riferisce.

    Ciao.


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