New Economy/ La rievoluzione industriale

Una sintetica analisi critica dei miti sfatati e dei danni prodotti dall'uso incompentente e indiscriminato della comunicazione in Rete

No, non c?è un refuso tipografico nel titolo, ho usato apposta questo neologismo per indicare che la cosiddetta new economy non è mai esistita, si è trattato solo di una evoluzione ? e neppure massiccia ? nel modo di fare ciò che già si faceva con altri sistemi meno ottimizzati (telefono, fax, sn@il mail, cataloghi stampati, ecc.).

A questo punto non c?è da meravigliarsi se le dot.com sono tutte al di sotto dei risultati sperati e se stanno riducendo massicciamente gli investimenti, trascinando nella loro discesa altre aziende dot.com come per esempio le agenzie pubblicitarie on-line.

In generale si può supporre che la principale voce errata inserita nei business plan fosse l?eccessivo ottimismo e la convinzione che i numeri siano una cosa astratta. Magari questi signori hanno dimenticato che quei numeri devono rappresentare valori reali come i soldi, i clienti, la merce.
Certo, i soldi spesso sono volatili, soprattutto in questo settore dove si hanno acquisizioni miliardarie che però, leggendo bene, sono pagate con aumenti di capitale della società acquirente quindi in realtà nessuna banconota cambia proprietario, anzi, si amplia ancora la bolla di sapone.

Ma con l?elemento principe di tutto, colui al quale tutta l?economia ? old e new ? ruota attorno, il Cliente? Anche questo è puro numero? Perché molte aziende si sono accorte a loro spese che un cliente in rete costa più di un cliente nel punto vendita tradizionale. Qui la customer care (altra parolona a cui molti attribuiscono un significato pressoché nullo) va fatta nel modo giusto, perché un cliente insoddisfatto ha molte più possibilità di comunicarlo che nel mondo reale. Inoltre se ?potenzialmente? (gran bella parola) un e-store ha oltre 50 milioni di clienti solo in Italia la realtà è che lo stesso numero ce l?hanno anche tutti gli e-store concorrenti e soprattutto tutti gli store in muratura sparsi sul territorio che godono di un netto vantaggio competitivo per l?avviamento avuto in epoca precedente. E se Einstein aveva ragione non si possono creare nuovi clienti, bisogna trasformare quelli esistenti.

Siamo allora ad un punto di svolta, dove i nodi vengono al pettine e dove i conti fatti con eccessiva approssimazione sono da pagare.
5 Commenti alla Notizia New Economy/ La rievoluzione industriale
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  • Sono d'accordo con AB mentre per nulla sono in accordo con Michele e Scardovi ove questi ultimi due non fanno nient'altro che esprimere proprie nostalgiche personali di tempi (BBS) che s'eppur ho vissuto da ben prima del 1986 sicuramente non desidero riviverne.

    BBS ove il solo concetto di proporre sponsor o finanziarsi a mezzo di introiti provenienti da attivita' in rete, se cosi' si poteva chiamare (!), era considerata eresia mentre gia a quel tempo dissi apertamente che presto si avviava verso l'attuale situazione.

    Ma ogni volta che comunicavo l'attuale situazione ecco tal uno o tal altro, come anche lo stesso fondatore di Galattica allora BBS, insorgevano come se quanto esprimevo fosse stato frutto di chissa' quale maledizione, mha!

    Le comunicazioni stanno assestandosi e come dice AB siamo solo agli inizi.

    E se la rete, almeno in Italia, e' in questo condizioni orbene le motivazioni sono molte di cui:

    a) sysop di BBS e pseudo tecnici che si sono improvvisati a manager della finanza
    b) manager della finanza che si sono improvvisati tecnici
    c) promesse mancate e ostruzionismi palesi pilotati da politici e, guarda caso, da OLD Company e chi se non Telecom per prima, frenando la vera espansione da chi per primi e pionieri, e qui li ammiro, piccoli ISP intentavano tanto non spinti al grande business ma svolgendo la propria professione spinti da una naturale voglia di esprimere cio' che per anni avevono dovuto reprimere et anche, e questo e' importante, sperimentando. Certo non tutti i piccoli ISP ma cosi' doveva essere e cosi' era la via
    d) consulenti aziendali, finanziari e studi professionali provenienti da una OLD scuola professando project, business plan e budget redatti a mo' di copia di altri OLD business multimedia cui TV, radio, ecc

    Inssomma e senza dilungarsi eccoci alla via di maturazione e come dice AB c'e' e ci sara' relmente tanto e ancor piu' per chi oltre a mo' di seria INDUSTRIA prosegue con spirito di investimenti anche rivolti alla ricerca e sviluppo.

    E per quanto riguardano le nostalgie, orbene, lasciamole dove sono e che non mi si venga a dire delle solite frasi "allora si che erano dei bei tempi" ... ma va' bufale, provate a chiedere a chi ha i capelli in venerando grigio come si stava "ai suoi tempi"! Se e' sincero vi rispondera' che chi non aveva i pidocchi e chi non aveva fame era raro.

    Saluti Mr. Wells



    non+autenticato

  • Ben detto!

    Saluti.

    AB

    non+autenticato
  • Ancora una volta si sostiene che "la new economy non esiste". E io sono costretto a ripetermi:

    E' vero, chi trarrà grandi benefici da Internet saranno le aziende tradizionali (in campo giornalistico, per esempio, La Repubblica avrà sempre un numero di lettori superiore a Punto Informatico).

    Ma è anche vero che adesso stanno nascendo nuove attività economiche che senza Internet non sarebbero mai esistite. E P.I è proprio un esempio di tutto ciò.

    Questa tendenza è appena all'inizio: chi dice che la rivoluzione di Internet è già finita si sbaglia di grosso, perchè in realtà deve ancora incominciare!!!

    Nei prossimi anni ne vedremo delle belle...

    non+autenticato


  • - Scritto da: AB

    > E' vero, chi trarrà grandi benefici da
    > Internet saranno le aziende tradizionali (in
    > campo giornalistico, per esempio, La
    > Repubblica avrà sempre un numero di lettori
    > superiore a Punto Informatico).

    Dai tempo al tempo... Occhiolino
    Viva PI! Sorride
    non+autenticato
  • Complmenti per l'articolo, in passato ho provato anche io a scrivere qualcosa al riguardo e non sono riuscito ad esprimere questi concetti con la stessa chiarezza e..."poesia".

    Fino a che non c'erano interessi commerciali la rete era un paradiso, ora e' quello che e'. Cosi' come nella musica, nello sport, nell'arte, nelle relazioni sociali.... senza voler rubare parole dall'articolo: il modus operandi del vecchio mondo che viene imposto nella grande magica rete.

    Non credo si possa fare molto in difesa della libertà internettiana, i centri di potere menzionati nell'articolo (nazioni e multinazionali) sono delle macchine enormi la cui testa e' troppo distante dai piedi per rendersi conto dove vanno a camminare e quello che vanno a distruggere...
    E questo andamento continuerà per molto, la globalizzazione e' anche questo, questi colossi crescono ed aumentano l'ossessione di incrementare del fatturato mentre si allontanano sempre di piu' dalla percezione degli "effetti collaterali". Eppure alla base di tutto il sistema c'e' l'uomo, perche' chi "comanda" questi mostri lo dimentica?
    non+autenticato