La più grande iniziativa tecnologica italiana

La sesta edizione del Linux Day 2006 accenderà la fiamma delle nuove tecnologie, di Linux e del software libero in quasi 100 città italiane. Un evento che porta la manifestazione nazionale ad un nuovo livello. Ecco i dettagli e i link

La più grande iniziativa tecnologica italianaRoma - Sono 90 e in crescita le città che anche questa volta ospiteranno quella che si presenta ogni anno di più come la più massiccia e distribuita iniziativa in Italia per far conoscere e diffondere le nuove tecnologie, Linux e software libero in primis. Il Linux Day è infatti giunto alla sua sesta edizione che il prossimo 28 ottobre consentirà anche ai meno informati di avvicinarsi al computing, all'informatica e alle potenzialità dell'open source. Per comprendere quanto Linux Day stia trasformando la partecipazione tecnologica del Belpaese basti pensare che l'evento 2005 comprendeva contributi ed iniziative in 60 città.

L'aspetto più intrigante dell'evento è proprio la partecipazione diffusa: il lavoro dei Linux User Group, ormai attivi in tutto il paese, è destinato ad impattare per un giorno sulla vita cittadina con incontri, manifestazioni, dibattiti con esperti e smanettoni, spettacoli di piazza, install fest per l'adozione di Linux sui PC dei bendisposti e via dicendo.

Organizzato anche quest'anno dalla Italian Linux Society, Linux Day 2006 offre un programma vastissimo: si va dalla presentazione di gestionali Linux alle tecniche di videomontaggio, dal coinvolgimento delle scuole alla messa a punto di server di streaming, da approfonditi dibattiti sul rapporto tra licenze libere e licenze proprietarie a quelli sul ruolo dello sviluppatore, dalle case history di imprese che hanno basato la propria infrastruttura su sistemi open source alle discussioni sulle tecnologie di protezione DRM, sulla privacy e sui diritti digitali.
Il logo della manifestazione 2006Anche quest'anno una comodissima guida messa a punto da Linux.it permette di prendere contatto con gli user group locali, dando modo a chiunque di conoscere gli eventi della propria zona e le modalità di partecipazione. Caratteristica di pressoché tutte le iniziative è l'accesso libero e gratuito, leit-motiv del Linux Day proprio come il tono informale della maggiorparte delle manifestazioni organizzate per l'occasione.

Linux Day sarà anche l'occasione per chi già opera con Linux e software libero di approfondire le ultime novità di settore, discutendone con altri esperti e sperimentando insieme possibili soluzioni.

Ma forse a sottolineare la natura divulgativa del Linux Day più di ogni altra cosa, come accennato, sono le collaborazioni con scuole e università attivate per l'occasione, che in molti casi ospitano gli eventi, consentendo così agli studenti di età diverse di entrare in contatto con il Pinguino e i suoi derivati. Basta dare un'occhiata alla guida al programma per rendersi conto dei rapporti sempre più stretti che alcuni user group riescono a stringere con le istituzioni didattiche locali.

Nuovo anno, nuovo logo: Linux.it ha come sempre ricevuto numerose proposte di logo per identificare la manifestazione e, come spiega sul proprio sito, "scegliere è stato molto difficile, lo dobbiamo ammettere, ma ne abbiamo discusso fino ad ottenere una decisione unanime".

Il sito ufficiale di Linux Day è a questo indirizzo
367 Commenti alla Notizia La più grande iniziativa tecnologica italiana
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  • Sono un Windows user (pagante) sin dalla versione 3.0, ma piuttosto in disaccordo con alcune delle scelte di Microsoft, dopo un annetto di rinvii ho deciso di migrare a Linux. Troverei comunque ridicolo che qui partissero le solite trollate, dato che al lavoro continuerò con Win (e la sua sostituzione non si pone nemmeno).
    Parto con una migrazione soft, installando (o cercando di installare) Debian su un vecchio portatile (Celeron 2800, 512M RAM, 40G HD), so che m'inca**erò, tipo per il driver del winmodem, ma partiamo..intento vorrei fare alcune domande:

    1) Su una macchina del genere conviene che installi l'ultima release? o è meglio la penultima?
    2) Quali sono i siti di riferimento migliori della comunità Debian?
    3) C'è qualche differenza sostanziale che un programmatore (hobbistico) C e assembly si trova ad affrontare usando compilatori in Linux?
    4) Le partizioni NTFS vengono riconosciute automaticamente? e con quale affidabilità?
    5) Pur scegliendo Linux per motivi 'ideologici', e considerando estremamente belli ed eleganti i concetti di codice aperto e evoluzione caotica (non tanto il kernel, sarebbe stato meglio HURD, ma vabbé..), bisogna ammettere che Linux esteticamente è piuttosto bruttino. Certo su kde-look.org o linucs.org ci sono begli esempi, ma nell'insieme lasciano sempre un'impressione di non coeso e non curato, insomma niente al livello di Vista o MacOS X..o no? C'è qualcuno che voglia postare qualche immagine?

    Ringrazio in anticipo
    Vi leggerò domani sera col pinguino (spero!)
    non+autenticato
  • Ciao, ti sconsiglio di partire con Debian, ottima distribuzione e facile da usare, ma difficile da installare e settare correttamente... molto meglio ubuntu, ke è basata su debian e ne condivide i vantaggi, ma è tra le distribuzioni dall'approccio più facile. Ubuntu usa Gnome come ambiente grafico, è più spartano di Kde, che è più simile a windows... se preferisci kde installa kubuntu.

    Credo che faresti bene a girare un po' su http://www.ubuntu-it.org/

    Scarica sia ubuntu che Kubuntu, possono funzionare come Live, cioè puoi provarle senza installare nulla su hard disk, impostando il boot da cdrom, vedi con quale ti trovi meglio.


    > 1) Su una macchina del genere conviene che
    > installi l'ultima release? o è meglio la
    > penultima?

    Installa l'ultima, poi si tratta di togliere gli effettini bellini e un po' di programmi residenti in memoria.

    > 2) Quali sono i siti di riferimento migliori
    > della comunità
    > Debian?

    Non so risponderti: sto cercando di trascinarti a Ubuntu!

    > 3) C'è qualche differenza sostanziale che un
    > programmatore (hobbistico) C e assembly si trova
    > ad affrontare usando compilatori in
    > Linux?

    Dovrebbe essere più facile!

    > 4) Le partizioni NTFS vengono riconosciute
    > automaticamente? e con quale
    > affidabilità?

    Ntfs su Linux è affidabile solo in lettura, ci sono sistemi per scriverci (captive, e ormai anche il modulo del kernel ha raggiunto una certa affidabilità) ma non è proprio il caso di avventurarsi, a meno che non ti piaccia vivere pericolosamente.

    > 5) Pur scegliendo Linux per motivi 'ideologici',
    > e considerando estremamente belli ed eleganti i
    > concetti di codice aperto e evoluzione caotica
    > (non tanto il kernel, sarebbe stato meglio HURD,
    > ma vabbé..), bisogna ammettere che Linux
    > esteticamente è piuttosto bruttino. Certo su
    > kde-look.org o linucs.org ci sono begli esempi,
    > ma nell'insieme lasciano sempre un'impressione di
    > non coeso e non curato, insomma niente al livello
    > di Vista o MacOS X..o no? C'è qualcuno che voglia
    > postare qualche
    > immagine?

    Kde carrozzato da MacOs X, con tanto di docker e trasparenze!
    http://baghira.sourceforge.net/pix/big_OS_Clone30....

    >
    > Ringrazio in anticipo
    > Vi leggerò domani sera col pinguino (spero!)

    Speriamo bene!
    non+autenticato
  • > > 5) Pur scegliendo Linux per motivi 'ideologici',
    > > e considerando estremamente belli ed eleganti i
    > > concetti di codice aperto e evoluzione caotica
    > > (non tanto il kernel, sarebbe stato meglio HURD,
    > > ma vabbé..), bisogna ammettere che Linux
    > > esteticamente è piuttosto bruttino. Certo su
    > > kde-look.org o linucs.org ci sono begli esempi,
    > > ma nell'insieme lasciano sempre un'impressione
    > di
    > > non coeso e non curato, insomma niente al
    > livello
    > > di Vista o MacOS X..o no? C'è qualcuno che
    > voglia
    > > postare qualche
    > > immagine?


    Anche io ti consiglio di partire con una derivata di Debian per il Desktop, come Ubuntu, con Gnome, che l'ho installata con successo su un portatile da 300mhz Pentium II e 128 mega di ram!!!! Anche senza "mascherarla" da altri sistemi Gnome è molto carino così come è!
    Oltre a Ubuntu/KUbuntu ti posso consigliare Freespire http://freespire.org/ con le schermate che trovi qui http://wiki.freespire.org/index.php/Screenshots è veramente molto facile per chi proviene dal mondo Win ed è anche essa derivata da Debian. Dovrebbe risolvere anche alcuni problemi di driver particolari.... Buona migrazione!!!!!Fan LinuxFan LinuxFan LinuxFan Linux
    non+autenticato

  • > > non coeso e non curato, insomma niente al
    > livello
    > > di Vista o MacOS X..o no? C'è qualcuno che
    > voglia
    > > postare qualche
    > > immagine?
    >
    > Kde carrozzato da MacOs X, con tanto di docker e
    > trasparenze!
    > http://baghira.sourceforge.net/pix/big_OS_Clone30.


    DelusoDelusoDelusoDeluso oddio che obbrobio... a parte il fondo del desktop non ha nulla aceh spartire con OS X

    Fan Apple
    non+autenticato
  • >intanto vorrei fare alcune
    > domande:

    Vedi che cosa magnifica sono i LUG (linux user groups), in grado di organizzare qualcosa di meraviglioso e complesso come il Linux Day in ormai 104 città italiane! Ti consiglio senza dubbio di iscriverti al lug più vicino e porre a nche a loro queste domande. E forse troverai anche qualcuno che ti aiuterà direttamente nell'installazione...

    >
    > 1) Su una macchina del genere conviene che
    > installi l'ultima release? o è meglio la
    > penultima?

    Anch'io ti indirizzo ad Ubuntu, sebbene abbia sempre usato debian. E' ottima per cominciare ed estremamente simile a debian, quindi in qualsiasi momento puoi fare lo switch e passare a debian.

    > 2) Quali sono i siti di riferimento migliori
    > della comunità
    > Debian?

    http://it.debian.org, no?

    > 3) C'è qualche differenza sostanziale che un
    > programmatore (hobbistico) C e assembly si trova
    > ad affrontare usando compilatori in
    > Linux?

    > 4) Le partizioni NTFS vengono riconosciute
    > automaticamente? e con quale
    > affidabilità?

    In sola lettura è OK al 100%. Il problema viene quando devi scrivere... purtroppo non sono informato, non vedo una ntfs dal 2003Sorride

    > 5) Pur scegliendo Linux per motivi 'ideologici',
    > e considerando estremamente belli ed eleganti i
    > concetti di codice aperto e evoluzione caotica
    > (non tanto il kernel, sarebbe stato meglio HURD,
    > ma vabbé..), bisogna ammettere che Linux
    > esteticamente è piuttosto bruttino. Certo su
    > kde-look.org o linucs.org ci sono begli esempi,
    > ma nell'insieme lasciano sempre un'impressione di
    > non coeso e non curato, insomma niente al livello
    > di Vista o MacOS X..o no? C'è qualcuno che voglia
    > postare qualche
    > immagine?

    http://www.kde-look.org/content/preview.php?previe...
    http://www.gnome-look.org/content/preview.php?prev...
    non+autenticato
  • IMHO

    Chi associa un sistema operativo a un partito politico e' proprio un cretino.

    IMHO

    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > IMHO
    >
    > Chi associa un sistema operativo a un partito
    > politico e' proprio un
    > cretino.
    >
    > IMHO
    >
    ingenuo
    non+autenticato

  • - Scritto da:
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    > - Scritto da:
    > > IMHO
    > >
    > > Chi associa un sistema operativo a un partito
    > > politico e' proprio un
    > > cretino.
    > >
    > > IMHO
    > >
    > ingenuo

    quoto

    http://gilean.medusanetwork.com
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da:
    > >
    > > - Scritto da:
    > > > IMHO
    > > >
    > > > Chi associa un sistema operativo a un partito
    > > > politico e' proprio un
    > > > cretino.
    > > >
    > > > IMHO
    > > >
    > > ingenuo
    >
    > quoto
    >
    > http://gilean.medusanetwork.com

    O spammi ?
    11237

  • - Scritto da:
    > IMHO
    >
    > Chi associa un sistema operativo a un partito
    > politico e' proprio un
    > cretino.
    >
    > IMHO
    >

    Ti prego, non offendere i cretini
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > IMHO
    >
    > Chi associa un sistema operativo a un partito
    > politico e' proprio un
    > cretino.
    >
    > IMHO
    >

    Vogliamo una distro per ogni partito!!!!

    Subito!!!!!!
    non+autenticato
  • ci sono 2 categorie di persone.
    A: programmatore open source. Passa la sua giornata a produrre e migliorare tool di cui un lavoratore può aver bisogno (esempio ipotetico Visual Open Source IDE completo di sviluppo per applicazioni web)
    B:venditore di servizi ossia colui che usa l'ipotetico Visual Open Source (da ora VOS) per fare il sito di E-Commerce al cliente.

    Ora:
    B guadagna quando il sito è completo. Quindi penso che dedicherà la sua giornata lavorativa al sito E-Commerce.

    A non guadagna (VOS è gratuito). Deve quindi trovare altre fonti. Queste possono essere:
    1)assistenza
    2)docenza
    3)donazioni

    nel caso 1) A ti prepara il modulo pinco. Ipotizzando che abbia una bella clientela lui dovrà limitare lo sviluppo di VOS. Rientrerà nel caso di B, più tempo passa a fare assistenza e più guadagna ma contemporaneamente meno avanza VOS.
    il caso 2) è simile.
    il terzo è l'unico che gli fornirà motivazioni per continuare.

    Altra considerazione:
    B ha l'idea di aggiungere a VOS il nuovo tool Visual Open DB (VODB). Il tempo necessario per fare lo sviluppo è lungo. Può quindi fermarsi a guadagnare per lavorare a VODB o chiedere aiuto agli altri. Ma economicamente alle aziende converrà diminuire la propria produttività per fare il VODB? Considerando che se un dipendente perde un giorno di lavoro sono tra tasse e tutto 200/300 euro (all'estero ancora di più) converrà economicamente sacrificare 2000 euro per partecipare allo sviluppo? Non converrà che qualcuno altro ci pensi risparmiandosi il denaro ed avendo il software gratuito?

    In conclusione: secondo il modello economico globale che convenienza ha una azienda a:
    1)consumare risorse per un prodotto che altri concorrenti avranno gratis?
    2)consumare risorse per un prodotto che di per se non darà denaro diretto?

    al di là del vantaggio di avere il codice (utile per una stretta cerchia di utenza) se io domani mi apro una azienda open source, quanto mi conviene sviluppare VOS e quanto invece mi conviene usare VOS per guadagnare soldi?
    Non conviene invece che un gruppo di aziende di comune accordo collaborino tra di loro (capita ad esempio nelle aziende di videogiochi dove più piccole aziende si fanno motori e tool in comune ma dietro alla carta che assicura l'investimento)

    Se non avete risposte serie evitate di darle
    non+autenticato
  • Altri giri stesso risultato: è ora di collaborare.
    Se cerchiamo un certo documento di stallman dove parla di open source e pragmatismo scopriamo che lui quando parla di os voleva spingere la gente a collaborare per realizzare un progetto comune non a creare tantissimi macrogruppi diversi che puntualmente si deridono e si danno vicendevolmente la clava in testa. L'open source ora come ora è anarchia e come l'anarchia può funzionare solo sulla carta e mai nella pratica o meglio può funzionare solo all'interno di un ambiente chiuso "dittatoriale" (ad esempio un libro di fantascienza dove lo scrittore è il deus ex che gestisce tutto).
    Come per l'anarchia, Stallman non ha mai posto una regola precisa ma s'è limitato ad indicare la via che purtroppo è stata disattesa alla grande perchè come in anarchia il fatto che non ci sia una legge che vieti il furto suppone che ci sarà un persona abbastanza intelligente da arrivarci da sola che è sbagliato rubare così nel modello open Stallman supponeva in ogni caso un'organizzazione centralizzata che dividesse le parti del lavoro e ne condividesse i risultati.
    non+autenticato
  • Beh vedi di ampliare un po' le tue vedute:

    esempio:

    B configura e cura l'installazione di Nagios per una banca e qualora la banca desideri moduli ad hoc B commissiona il lavoro ad A che ha come referenza la collaborazione allo sviluppo di Nagios su soureforge.

    A e B ci guadagnano un bel po' di soldi.

    Fai tu...
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Beh vedi di ampliare un po' le tue vedute:
    >
    > esempio:
    >
    > B configura e cura l'installazione di Nagios per
    > una banca e qualora la banca desideri moduli ad
    > hoc B commissiona il lavoro ad A che ha come
    > referenza la collaborazione allo sviluppo di
    > Nagios su
    > soureforge.
    >
    > A e B ci guadagnano un bel po' di soldi.
    >
    > Fai tu...
    in questo caso però il gruppo sourgeforce interromperà per fare il modulo aggiuntivo e quindi si rientra nel caso che il gruppo sourgeforce avrà maggiori vantaggi a fare un prodotto scarno per fare le personalizzazioni quando servono. Per fare i soldi il gruppo A dovrà comportarsi come B.
    Poi il gruppo A è composto da tutti gli utenti, chi chiamare? Uno dei tanti suppongo, possibilmente il più vicino alla propria sede. Se il gruppo B si trova a Roma ed il progetto è americano sarà un programmatore di Roma ad essere chiamato, non il "titolare del progetto" in america. Il programmatore di Roma sarà assunto per quella modifica ma sarebbe equivalente a farlo rientrare nel gruppo B. Il programmatore di Roma (per semplicità Mario) non avrà interesse a migliorare il prodotto una volta assunto, lo avrà soltanto quando non avrà il lavoro. Mario alternerà il proprio tempo tra lavoro (retribuito) e sourgeforce (non retribuito) stando attento a non fare aggiunte che potrebbero chiedergli di fare (se la fa gratis su sourgeforce non lo chiameranno).
    Non è un problema facile da risolvere, ci sono parecchi buchi che fanno in modo che gli autori del progetto che passano più tempo sul progetto saranno anche quelli che con meno possibilità vedranno ingressi economici se non donazioni. E se facciamo donazioni tanto vale vendere il prodotto con codice aperto disponibile solo al cliente. L'open source è un buon sistema ma non con le regole attuali visto che le ore investite su un progetto sono bruciate. Infatti gli unici progetti che vanno avanti sono quelli finanziati (donazioni) mentre altri utilizzano solo il frutto di questo lavoro (Suse).

    non+autenticato
  • Dimentichi che la licenza GPL obbliga a rilasciare i sorgenti delle aggiunte così come si è preso i sorgenti. Il software alla fine si arricchisce comunque.

    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Dimentichi che la licenza GPL obbliga a
    > rilasciare i sorgenti delle aggiunte così come si
    > è preso i sorgenti. Il software alla fine si
    > arricchisce
    > comunque.
    >
    non hai capito proprio nulla del discorso.
    Neanche una virgola.
    Il problema è un altro:
    può un sistema di sviluppo basarsi sul principio che il software di cui hai bisogno cammina se ci dedichi tempo ma dedicandoci tempo tu riduci la tua produttività? Che centra la GPL. Parlavamo di aggiunta di moduli. Se il cliente ha bisogno che firefox faccia comparire una finestra con le farfalle da chi andrà? Dal creatore di un modulo simile che vive a new york o da un programmatore nella stessa città?
    Leggete bene per favore, se è troppo difficile ve lo spieghiamo
    non+autenticato
  • Non ti si può dar torto!

    Il vero problema è che molti guardano all'open source come un sistema alternativo in cui poter trovare lo spazio che non sembra esistere tra i vari colossi del settore.

    La figura del singolo programmatore che produce qualcosa è ormai un ricordo del passato.

    Il problema è che non sussistono le condizioni per creare un'impresa che possa reggersi su tali prodotti, ma solo sui servizi. Chiunque di noi investisse in tale software, anziché un vantaggio competitivo otterrebbe il rafforzamento della propria concorrenza, che risparmiati i soldi da destinare allo sviluppo, disporrebbe di maggiori risorse per la propria affermazione commerciale.

    A volte certe cose sono evidenti a tutti tranne a quanti, in nome di una ideologia sbagliata che fa' a pugni pure con il significato delle parole, non vogliono proprio vederle.

    Per i progetti amatoriali o comunque gratuiti, la possibilità di cooperare è una grande risorsa, in ambito commerciale è incompatibile con le necessità imprenditoriali.

    Certo per alcuni che non rierscono ad essere scelti, rimarrà l'unica strada, quella autoreferenziale!
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Non ti si può dar torto!
    >
    > Il vero problema è che molti guardano all'open
    > source come un sistema alternativo in cui poter
    > trovare lo spazio che non sembra esistere tra i
    > vari colossi del
    > settore.
    >
    > La figura del singolo programmatore che produce
    > qualcosa è ormai un ricordo del
    > passato.
    >
    > Il problema è che non sussistono le condizioni
    > per creare un'impresa che possa reggersi su tali
    > prodotti, ma solo sui servizi. Chiunque di noi
    > investisse in tale software, anziché un vantaggio
    > competitivo otterrebbe il rafforzamento della
    > propria concorrenza, che risparmiati i soldi da
    > destinare allo sviluppo, disporrebbe di maggiori
    > risorse per la propria affermazione
    > commerciale.
    >
    > A volte certe cose sono evidenti a tutti tranne a
    > quanti, in nome di una ideologia sbagliata che
    > fa' a pugni pure con il significato delle parole,
    > non vogliono proprio
    > vederle.
    >
    > Per i progetti amatoriali o comunque gratuiti, la
    > possibilità di cooperare è una grande risorsa, in
    > ambito commerciale è incompatibile con le
    > necessità
    > imprenditoriali.
    >
    > Certo per alcuni che non rierscono ad essere
    > scelti, rimarrà l'unica strada, quella
    > autoreferenziale!
    infatti io penso che un modello sostenibile sia quello di dedicare risorse alla consulenza ed avere un team interno più piccolo che in collaborazione con altre aziende produca un prodotto in comproprietà, anche se magari non centra nulla con la propria attività.
    Magari una azienda che fa applicazioni web potrebbe investire un programmatore in un progetto di ingegneria. 100 aziende 100 programmatori e si fa il prodotto. Tenere un programmatore fermo non è un problema ed in caso il progetto vada bene ci sarebbe un buon rientro (prodotti enormi come i videogiochi che costano 10ine di milioni di dollari non comprendono quasi mai più di 100 persone, figuriamoci altri progetti più semplici). Se va bene si è creato un prodotto che può vendere a livello internazionale, se va male si ha perso poco denaro. Questa mi pare open e collaborazione
    non+autenticato
  • > quello di dedicare risorse alla consulenza ed
    > avere un team interno più piccolo che in
    > collaborazione con altre aziende produca un
    > prodotto in comproprietà, anche se magari non
    > centra nulla con la propria
    > attività.

    Se non c'entra nulla con la propria attività, credo, si potrebbe perdere l'elemento fondamentale dell'open source che è la motivazione personale. Senza parlare della specializzazione estrema che, spesso e volentieri, è alla base della qualità dei prodotti.

    > Magari una azienda che fa applicazioni web
    > potrebbe investire un programmatore in un
    > progetto di ingegneria. 100 aziende 100
    > programmatori e si fa il prodotto. Tenere un
    > programmatore fermo non è un problema ed in caso
    > il progetto vada bene ci sarebbe un buon rientro

    Credo sia utopistico pensare che le aziende si possano mettere insieme se non per fare cartelli (comunque solo in settori molto ricchi). Consorzi o cooperative sono per gente che ha qualcosa in comune, qui parliamo di tifoserie informatiche...

    Inoltre, conoscendo gli imprenditori, ti direbbero:

    A) Ricerca e sviluppo sono per i ricchi (piccole e medie imprese non hanno fondi da destinare e tutta la forza lavoro deve essere concentrata sulla produzione)

    B) Ognuno ha il proprio orticello da coltivare.

    C) Quelli che operano nel tuo stesso settore si chiamano concorrenti e non puoi creare con loro gli strumenti che useranno per fregarti.

    Chi ha una mentalità più aperta non condivide queste cose ma purtroppo chi pensa ai soldi ha un solo chiodo fisso: il profitto (possibilmente immediato).

    > (prodotti enormi come i videogiochi che costano
    > 10ine di milioni di dollari non comprendono quasi
    > mai più di 100 persone, figuriamoci altri
    > progetti più semplici). Se va bene si è creato un
    > prodotto che può vendere a livello
    > internazionale, se va male si ha perso poco
    > denaro. Questa mi pare open e
    > collaborazione

    Purtroppo l'open source è troppo simile al volontariato per immaginarlo direttamente remunerativo. Ci si deve inventare qualcosa di "perverso"

    Se non hai i mezzi e vuoi contare qualcosa devi "fare gruppo"

    A voler essere utopistici, penso che si potrebbe creare un sistema di rating, tipo gli "infokudos"Sorride , che vengono dati dai gruppi di sviluppo (in base a punteggi prestabiliti) a coloro che apportano le maggiori risorse personali ai progetti e sono spendibili in vantaggi, sia informatici che non: graduatorie per assunzioni, borse di studio, azioni di società e così via...

    Così ognuno opererebbe nel proprio settore e saprebbe che i suoi sforzi serviranno a qualcosa ...

    Purtroppo gli infokudos non sono direttamente monetizzabili per problemi fiscali o di diritto del lavoro ma, se il sistema funziona, si può pensare di spingerli politicamente o a livello di sindacati. Ma questa sarebbe fantascienza...

    L'argomento è interessante ma devo scappare che mi aspettano gli amici.
  • Veramente all'estero è pieno di piccoli produttori di shareware scritti da 1 a 10 programmatori a seconda della complessità del progetto.


    - Scritto da:
    > Non ti si può dar torto!
    >
    > Il vero problema è che molti guardano all'open
    > source come un sistema alternativo in cui poter
    > trovare lo spazio che non sembra esistere tra i
    > vari colossi del
    > settore.
    >
    > La figura del singolo programmatore che produce
    > qualcosa è ormai un ricordo del
    > passato.
    >
    > Il problema è che non sussistono le condizioni
    > per creare un'impresa che possa reggersi su tali
    > prodotti, ma solo sui servizi. Chiunque di noi
    > investisse in tale software, anziché un vantaggio
    > competitivo otterrebbe il rafforzamento della
    > propria concorrenza, che risparmiati i soldi da
    > destinare allo sviluppo, disporrebbe di maggiori
    > risorse per la propria affermazione
    > commerciale.
    >
    > A volte certe cose sono evidenti a tutti tranne a
    > quanti, in nome di una ideologia sbagliata che
    > fa' a pugni pure con il significato delle parole,
    > non vogliono proprio
    > vederle.
    >
    > Per i progetti amatoriali o comunque gratuiti, la
    > possibilità di cooperare è una grande risorsa, in
    > ambito commerciale è incompatibile con le
    > necessità
    > imprenditoriali.
    >
    > Certo per alcuni che non rierscono ad essere
    > scelti, rimarrà l'unica strada, quella
    > autoreferenziale!
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > ci sono 2 categorie di persone.
    > A: programmatore open source. Passa la sua
    > giornata a produrre e migliorare tool di cui un
    > lavoratore può aver bisogno (esempio ipotetico
    > Visual Open Source IDE completo di sviluppo per
    > applicazioni
    > web)
    > B:venditore di servizi ossia colui che usa
    > l'ipotetico Visual Open Source (da ora VOS) per
    > fare il sito di E-Commerce al
    > cliente.
    >
    > Ora:
    > B guadagna quando il sito è completo. Quindi
    > penso che dedicherà la sua giornata lavorativa al
    > sito
    > E-Commerce.
    >
    > A non guadagna (VOS è gratuito). Deve quindi
    > trovare altre fonti. Queste possono
    > essere:
    > 1)assistenza
    > 2)docenza
    > 3)donazioni
    >
    > nel caso 1) A ti prepara il modulo pinco.
    > Ipotizzando che abbia una bella clientela lui
    > dovrà limitare lo sviluppo di VOS. Rientrerà nel
    > caso di B, più tempo passa a fare assistenza e
    > più guadagna ma contemporaneamente meno avanza
    > VOS.
    >
    > il caso 2) è simile.
    > il terzo è l'unico che gli fornirà motivazioni
    > per
    > continuare.
    >
    > Altra considerazione:
    > B ha l'idea di aggiungere a VOS il nuovo tool
    > Visual Open DB (VODB). Il tempo necessario per
    > fare lo sviluppo è lungo. Può quindi fermarsi a
    > guadagnare per lavorare a VODB o chiedere aiuto
    > agli altri. Ma economicamente alle aziende
    > converrà diminuire la propria produttività per
    > fare il VODB? Considerando che se un dipendente
    > perde un giorno di lavoro sono tra tasse e tutto
    > 200/300 euro (all'estero ancora di più) converrà
    > economicamente sacrificare 2000 euro per
    > partecipare allo sviluppo? Non converrà che
    > qualcuno altro ci pensi risparmiandosi il denaro
    > ed avendo il software
    > gratuito?
    >
    > In conclusione: secondo il modello economico
    > globale che convenienza ha una azienda
    > a:
    > 1)consumare risorse per un prodotto che altri
    > concorrenti avranno
    > gratis?
    > 2)consumare risorse per un prodotto che di per se
    > non darà denaro
    > diretto?
    >
    > al di là del vantaggio di avere il codice (utile
    > per una stretta cerchia di utenza) se io domani
    > mi apro una azienda open source, quanto mi
    > conviene sviluppare VOS e quanto invece mi
    > conviene usare VOS per guadagnare
    > soldi?
    > Non conviene invece che un gruppo di aziende di
    > comune accordo collaborino tra di loro (capita ad
    > esempio nelle aziende di videogiochi dove più
    > piccole aziende si fanno motori e tool in comune
    > ma dietro alla carta che assicura
    > l'investimento)
    >
    > Se non avete risposte serie evitate di darle

    dopo anni a chiedermi perchè mai tutti i miei amici amanti di linux e dell'open source non guadagnano mai un cazzo e cazzeggiano tristemente tutto il giorno, ho capito una cosa: il timore verso microsoft e le altre poche software house che dominano alcuni settori cruciali del software ha innescato la follia open source, una specie di autodifesa informatica

    questa è la vera spiegazione di tutto, checchè ne dicano gli stessi amanti open source

    tra l'altro è noto in psicanalisi che un essere umano può commettere qualsiasi gesto di follia se il suo stress supera qualsiasi limite tollerabile

    allo stesso modo è ad esempio possibile giustificare i kamikaze islamici o gli eroi di guerra

    l'open source esaurirà la sua forza man mano si creeranno nuovi equilibri, non solo nel mondo degli os, ma anche nella grafica, negli authoring e negli standard
    non+autenticato

  • Sono l'unico a non poter raggiugere tale sito??
    Sembra un problema di risoluzione DNS.
    Qualcuno me lo conferma?
    non+autenticato
  • ti diranno che "questo sito non è mai esistito"...Fantasma
    non+autenticato
  • lo da anche a me... non raggiungibile.... Triste
    non+autenticato
  • Scusate ci sono anche delle aziende che mostrano le loro soluzioni?

    Sono sempre restato affascinato dalla possibilità di usare linux come proposta dai miei clienti, ma mi è poco chiara la meccanica commerciale.

    Ciao ciao
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Scusate ci sono anche delle aziende che mostrano
    > le loro
    > soluzioni?
    >
    > Sono sempre restato affascinato dalla possibilità
    > di usare linux come proposta dai miei clienti, ma
    > mi è poco chiara la meccanica
    > commerciale.
    >
    > Ciao ciao
    semplice: tu gli dici che linux è gratis e non ha virus. Loro ci credono e gli fai una migrazione di 200 postazioni. Poi dopo qualche mese dicono che si trovano male e li riporti a windows. Doppio incasso
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Scusate ci sono anche delle aziende che mostrano
    > le loro
    > soluzioni?
    >
    > Sono sempre restato affascinato dalla possibilità
    > di usare linux come proposta dai miei clienti, ma
    > mi è poco chiara la meccanica
    > commerciale.
    >
    > Ciao ciao


    Tralasciando risposte ai soliti cretini.... Le aziende in genere le trovi al LinuxWorld Expo, una manifestazione che fanno a Milano verso aprile/maggio se nn erro. Raramente le aziende Linux partecipano ai Linux Day, a meno che non sono aziende locali del territorio, in quanto la manifestazione viene organizzata dalle associazioni ed ha carattere territoriale....
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da:
    > > Scusate ci sono anche delle aziende che mostrano
    > > le loro
    > > soluzioni?
    > >
    > > Sono sempre restato affascinato dalla
    > possibilità
    > > di usare linux come proposta dai miei clienti,
    > ma
    > > mi è poco chiara la meccanica
    > > commerciale.
    > >
    > > Ciao ciao
    >
    >
    > Tralasciando risposte ai soliti cretini.... Le
    > aziende in genere le trovi al LinuxWorld Expo,
    > una manifestazione che fanno a Milano verso
    > aprile/maggio se nn erro. Raramente le aziende
    > Linux partecipano ai Linux Day, a meno che non
    > sono aziende locali del territorio, in quanto la
    > manifestazione viene organizzata dalle
    > associazioni ed ha carattere
    > territoriale....

    Leggi : manifestazione dei centri sociali che blaterano la parolina magica Linux per essere "per il business solidale" ... ehhh!
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da:
    > >
    > > - Scritto da:
    > > > Scusate ci sono anche delle aziende che
    > mostrano
    > > > le loro
    > > > soluzioni?
    > > >
    > > > Sono sempre restato affascinato dalla
    > > possibilità
    > > > di usare linux come proposta dai miei clienti,
    > > ma
    > > > mi è poco chiara la meccanica
    > > > commerciale.
    > > >
    > > > Ciao ciao
    > >
    > >
    > > Tralasciando risposte ai soliti cretini.... Le
    > > aziende in genere le trovi al LinuxWorld Expo,
    > > una manifestazione che fanno a Milano verso
    > > aprile/maggio se nn erro. Raramente le aziende
    > > Linux partecipano ai Linux Day, a meno che non
    > > sono aziende locali del territorio, in quanto la
    > > manifestazione viene organizzata dalle
    > > associazioni ed ha carattere
    > > territoriale....
    >
    > Leggi : manifestazione dei centri sociali che
    > blaterano la parolina magica Linux per essere
    > "per il business solidale" ...
    > ehhh!

    Leggi: risposta cretina! Ehh!
    non+autenticato
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