Traspool, la rivoluzione del trasporto

di Simone Brunozzi - L'informatica può oggi innescare una piccola rivoluzione nei trasporti, consentendo di diminuire l'inquinamento e creare nuove opportunità. Mettere insieme i servizi già disponibili sembra questione di poco. Il quadro

Roma - La tecnologia ha fatto passi da gigante in tutte le direzioni: come spesso accade, dietro ad una piccola innovazione, si cela una innovazione molto più grande, una "piccola rivoluzione", che giace silenziosa, pronta per essere capita e sfruttata.

Recentemente Google ha attivato un servizio chiamato Transit che permette, per ora solo in cinque città statunitensi, di avere istruzioni immediate su come raggiungere un certo posto utilizzando mezzi pubblici. Questo è il primo tassello.

Su Worldchanging descrivono questo sistema e plaudono al rilascio di una specifica che permette a chiunque, nel mondo, di aggiungere i dettagli dei trasporti pubblici e ampliare così il numero di città in cui si può usufruire di Transit. Questo è il secondo tassello.
È prevedibile perciò che, in pochi mesi, milioni e milioni di persone potranno sfruttare questo servizio per ottimizzare i loro movimenti.

Il terzo tassello è rappresentato dai singoli individui: se è vero che una municipalità può fornire a Google i dettagli dei suoi trasporti pubblici, è anche vero che lo stesso singolo individuo ha la capacità di specificare che nel giorno X, all'ora Y, lui si sposterà in auto dal posto Z al posto W. Chiunque altro può usufruire del "passaggio" al prezzo che deciderà il conducente dell'auto.

Il quarto e ultimo tassello è rappresentato dai dispositivi mobili, che in Italia sono soprattutto telefonini: la grande maggioranza di essi sono ormai dotati di schermi abbastanza grandi e luminosi per permettere di usufruire di Transit.

Clicca per ingrandireI trasporti pubblici assumeranno una maggiore importanza ed efficacia, dovuta alla enorme semplicità nell'usarli in combinazione tra loro senza dover consultare tabelle di orari, o preoccuparsi di ritardi non contemplati. Fin qui non ho detto nulla di nuovo, ma ora viene il bello.

Unendo insieme i quattro tasselli, ci troviamo di fronte ad una piccola rivoluzione che ho battezzato Traspool: gli individui, col semplice ausilio di un telefonino, potrebbero mettere a disposizione i sedili della loro auto per "dare passaggi" ad altre persone, riducendo drasticamente il traffico cittadino, l'inquinamento, il tempo sprecato nel trasporto.

Un sistema di autenticazione con login e password potrebbe poi registrare gli utenti, permettendo loro di pagare una piccola cifra in cambio del passaggio (scalabile dal credito del cellulare, ad esempio), ma soprattutto assicurare al conducente una buona dose di sicurezza dovuta all'eventuale riconoscimento dell'autostopper in caso di problemi.
Si potrebbe poi affiancare al sistema di pagamento un altro sistema di credito "chilometrico", in modo da permettere a chi fornisce "passaggi" di usufruirne a sua volta scalando dal credito acquisito.

Ora mi chiedo: una città come Roma, o Milano, con un investimento di pochi milioni di euro (software, infrastrutture, scambio dati con i sistemi informativi dei mezzi pubblici), potrebbe davvero ridurre drasticamente i suoi problemi di traffico e di aria inquinata, piuttosto che spendere miliardi per nuove corsie, sottopassaggi, gallerie e parcheggi.

Io la butto lì, come suggerimento per chi ha il potere di cambiare le cose. Vediamo cosa succederà.

Simone Brunozzi

Nota
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