A quando la PlayStation con Symbian?

Symbian potrebbe presto fare la sua comparsa anche fuori dal mondo della telefonia mobile e sui videogame portatili

Roma - Presto il telefono cellulare multifunzione, per come lo si intende al giorno d'oggi, sarà superato da altri strumenti di comunicazione. O meglio, da altri dispositivi portatili che faranno "anche" da telefonino. A rafforzare questo concetto è il CEO di Symbian Nigel Clifford, che rivela l'intenzione di estendere il raggio d'azione dell'azienda anche al di fuori dei tradizionali apparecchi cellulari.

L'idea "non fa parte della roadmap ma sì, ci interesserebbe" ha ammesso Clifford. Non si tratta di una novità: si è già letto, anche su Punto Informatico, della possibilità che device come la PSP (PlayStation Portable) di Sony possa allargare le proprie funzionalità alla comunicazione mobile.

Ma la diversificazione dell'orientamento dei prodotti può anche avere un percorso inverso: Nokia, azionista di rilievo di Symbian, ma soprattutto leader nel settore della telefonia mobile, lo scorso anno ha lanciato sul mercato il tablet 770, che non ha funzioni telefoniche.
Symbian sta muovendo i propri passi anche nella direzione del WiMax, ma focalizza energie (e il proprio business) sulla forza che in questo momento traina di più, ossia la telefonia mobile. Uscire da questo campo sarebbe per Symbian un ritorno alle origini, dato che le sue radici affondano in un noto sistema operativo per PDA, Psion Epoc. Dean Bubley, fondatore di Disruptive Analysis, ritiene la diversificazione dei target una strategia molto valida, che potrebbe risultare vincente sia se toccasse le comunicazioni tradizionali, sia in altri settori, come quello dei videogiochi.

E, di fatto, costituirebbe per Symbian un'apertura di mercato, che già fa parte del mondo dei sistemi operativi Linux-based, così come di Microsoft Windows Mobile, che di fatto sono release ridotte di sistemi nati per elaboratori e tradotti in chiave mobile.

Dario Bonacina