La pirateria è qui per restare

di Lamberto Assenti. Che piaccia o meno, i dati della BSA parlano chiaro: i software proprietari nel mondo sono sempre più spesso copiati illegalmente. Ha ragione Bowie: il copyright è moribondo. Le crociate non servono

La pirateria è qui per restareRoma - Che effetto fa sapere che il 40 per cento del software utilizzato nel mondo è pirata? Spiacevole. Da un lato perché tiene conto di gran parte del software ma non di tutto il software, in quanto il dato fornito dalla BSA esclude completamente il mondo open source; dall'altro perché si tratta in ogni caso di una percentuale enorme.

Ci sono paesi, come il Vietnam, dove il software pirata è lo standard, tanto che quello legale è relegato ad un 6 per cento del totale. Non si può escludere che questo paese, così come l'Ucraina o gli altri nei quali più elevato è il tasso di pirateria, nel tempo veda scendere questa percentuale. I produttori del software, come quelli di musica e di altri materiali facilmente e sistematicamente copiati e scambiati nel mondo, hanno sì perso il controllo sul proprio materiale ma hanno anche la capacità di indurre i governi dei paesi ricchi a rappresaglie di tipo economico contro quei paesi che non inseriscano nel proprio DNA la lotta senza quartiere alla pirateria informatica (o musicale, cinematografica e via dicendo...).

Volendo dimenticare per una volta il ruolo determinante nella questione della diffusione di Internet, non solo per quanto attiene alla distribuzione di copie pirata ma anche all'informazione e alla documentazione sul come piratare, quali tecniche utilizzare, quali software e a quali scopi, rimane apertissimo il "fronte culturale".
I produttori si sforzano, anche in Italia, di trasmettere a chi si occupa materialmente delle attività di repressione la sensazione che effettivamente vi siano casi in cui il pirata informatico vada considerato alla stregua di un violentatore o di un rapinatore. O almeno che possa venire punito con lo stesso tipo di severità dalle normative vigenti che pure ai produttori sembrano ancora non bastare.

Dall'altra parte ci sono i consumatori, a partire dalle aziende, che nonostante un bombardamento mediatico talvolta persino violento, proprio non sembrano voler accettare il fatto che una licenza in meno sulle proprie macchine equivalga ad un furto. Non solo, un furto, come spiega con dovizia di particolari la BSA ad ogni occasione, che provocherebbe importanti perdite, con effetti disastrosi sul mercato del lavoro.
Chi copia software, dunque, crea disoccupazione.

A me sembra una battaglia perduta. Non credo che in Italia, ma anche in altri paesi, le multinazionali, in questo caso del software, siano in grado di intaccare la "coscienza" dell'individuo o si trovino nell'immaginario collettivo in una posizione di autorevolezza tale da poter impartire con successo lezioni di "etica" o disegnare "comportamenti corretti".

Mi chiedo se a fronte dell'aumento progressivo della pirateria informatica segnalato dai produttori di software proprietario, persino negli Stati Uniti dove maggiori sono le risorse anti-pirateria, non sia il caso di fermarsi e riflettere se davvero si è convinti che la battaglia del copyright possa essere vinta a suon di denunce e spot di grande effetto mediatico.

Leggevo ieri sul NYTimes che la popstar David Bowie ha dichiarato di ritenere il copyright moribondo oggi e deceduto entro dieci anni. Non so se esista una soluzione diversa, se questa possa passare attraverso l'open source o la natura distribuita di Internet, ma se chi copia programmi continuerà ad essere considerato un pirata allora so già che la pirateria è qui per restare.

Lamberto Assenti
63 Commenti alla Notizia La pirateria è qui per restare
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  • Propio ora che la redazione di Punto Informatico e' a regime ridotto e tutti sono distratti dalle vacanze ecco lo scherzo che ci stanno preparando quei signori che purtroppo stavolta non e' una bufala come altre che si sono viste in questi giorni:

    http://www.afdigitale.it e poi selezionate il riquadro nero in alto a sinistra.

    Qui la trascrizione (incompleta) del servizio andato in onda su Report di Raitre quasi un anno fa:

    http://digilander.libero.it/fk2/rai-siae.txt

    qui ne trovate veramente delle belle su come funziona in realta' e sugli imbrogli che attuano in maniera legalizzzata.

    Per favore diffondete queste informazioni, saluti a tutti.
    non+autenticato
  • Non so se impietosirmi o cercare di dare una mano a tutti quei poverini che stanno finendo in mezzo ad una strada a causa della pirateria...
    Me li vedo, tra poco, Bill Gates a lavare vetri agli incroci, Britney Spears a fare la cameriera in un McDonald's...
    Accidenti! E` cosi` che va il mondo: sono i pirati ad avere le ville a Beverly Hills, il jet privato, a spendere per una festa in discoteca quello che un operaio guadagna in 10 anni di lavoro, ecc., e` colpa loro! del ragazzino che si masterizza il cd che probabilmente non si puo` permettere con la paghetta...

    P.S. i pirati di professione, quelli che hanno impianti di duplicazione da migliaia di cd al giorno, quelli si, sarebbero da perseguire, ma mi pare che non si facciano molte distinzioni, anzi, forse danno piu` multe ai ragazzini....
    non+autenticato
  • ... il fatto è che si è anche un po' stufi di essere presi per il culo... Per quante cose si adopera un computer? Se si dovesse pagare per tutto si finirebbe per spendere multipli del costo del computer stesso (qualcuno adopera un pc per fare una sola cosa?) e questo fa già girare i cosidetti (non esiste in altri campi la stessa cosa). Poi l'upgrade, ti sei comprato il sw originale e giustamente lo vuoi tenere aggiornato: a) lo paghi non poco b) l'aggiornamento gira solo con scheda/so/ram ecc più potente nel migliore dei casi giù soldi per adeguare l'hw e il sw e così via. Meglio vendere un disco a 30? o 3 dischi a 15? Se i costi fossero più contenuti (non dico regalati) forse il fenomeno pirateria non sarebbe così esteso, ma finchè tiri fuori 2 mesi di stipendio per ogni sw ci pensi su e non poco.
    non+autenticato
  • "...non sia il caso di fermarsi e riflettere se davvero si è convinti che la battaglia del copyright possa essere vinta a suon di denunce e spot di grande effetto mediatico..."

    Senti, io sono uno sviluppatore di software.
    Se non vengo pagato per il copyright del MIO sforzo intellettuale, o dalla LICENZA D'USO dei miei eventuali clienti, CHI e COME mi paga ? Come mangio, pago la luce, il gas, etc. ?
    E se poi facessi qualcosa di veramente valido, come ne trarrei il *GIUSTO* profitto ?

    Se me lo spieghi, sono contento di *Abbandonare* idee di copyright o licenze a pagamento.

    Grazie
    non+autenticato

  • > Senti, io sono uno sviluppatore di software.
    > Se non vengo pagato per il copyright del MIO
    > sforzo intellettuale, o dalla LICENZA D'USO
    > dei miei eventuali clienti, CHI e COME mi
    > paga ? Come mangio, pago la luce, il gas,
    > etc. ?

    Ah tu vieni pagato per il copyright del software che sviluppi ? azzz complimenti
    io vengo pagato per il software che progetto e realizzo non certo per il copyright (che tra l'altro costa svariate vecchie lire )

    Ma forse tu sviluppi un progettino e lo porti all'ufficio brevetti che dopo un po lo brevetta a questo punto vai dal cliente e dici il suo software e' pronto .... avrei potuto consegnarglielo qualche mese fa ma sa l'ufficio brevetti ci ha messo un po....

    Ma in do vivi ?!?!?!
    non+autenticato
  • Il mio vicino di casa ha una bellissima BMW credo che costi non meno di 30000 Euro, forse anche di più, ne vorrei avere una anch io, ma che ci volte fare non me la posso permettere. Allora vado in un qualsiasi negozio o super mercato, compro uno speciale supporto, che guarda casa assomiglia a un CD-R, lo pago circa mezzo Euro. A questo punto vado dal mio caro vicino di casa e mi faccio prestare la macchina per alcune ore, la porto da una amico che possiede una apparecchio che funziona come un masterizzatore, aspetto 5 minuti e ZOCK ... ho una copia perfetta della BMW, insomma non perfettissima, mancha la scritta BMW ma che volte farci, in ogni caso ha le stesse caratteristiche e la forma dell'originale.

    A questo punto mi faccio una serie di considerazioni: Non ho certo creato un danno alla BMW tanto non avrei mi comperato una delle loro macchine, la BMW costa troppo. Quelli della BMW sono troppo ricchi (non ho nessun dato a riguardo ma credo che lo siano). Il produttore ne ha, di sicuro, un certo ritorno, infatti tutti vedono la mia nuova macchina e magari qualcuno poi decide di comparne una quindi gli faccio sicuramente 'mercato'. La BMW è stata sviluppata con tecnologie proprietarie e questo non è giusto, se sono così buone tutti devono averne una, infatti sono più comode e sicure di molte altre automobili (non mene vogliano gli altri costruttori). In oltre credo che i rivenditori della BMW ci mettono troppo ricarico (anche qui non ho nessuno dato). In una breve è giusto che mi sia fatto una copia, anzi dato che ci sono, ne faccio anche una per mio cugino, che poi è in una situazione analoga alla mia.

    Questa è una storia fantastica (nel senso che è di fantasia non che è bellissima) . Il punto è che molto materiale prodotto dall'intelletto si può copiare circa al prezzo del supporto e questo è e resta un furto, ma molta gente per giustificare questo ha trovato mille scuse; alcune anche veramente stupide o vane o assolutamente non pertinenti.

    Ci sarebbe da parlarne per ore su questo argomento, ma il punto è che chi crea qualcosa ne è il proprietario lo può vendere al prezzo che gli piace o affiatarlo o trasmetterlo per esempio per radio o regalarlo o anche buttarlo via rilasciarlo con licenza tipo Open Surce. Io credo credo che la legge debba tutelare il diritto d'autore e continuare a farlo, non importa quanto quanto sia facile contravvenire a queste leggi o quante persone le stiano contravvenendo.

    PS: Il marchio BMW di proprieta della BMW AG,di Monaco, Germania. Il suo uso qui è a puro carattere di esempio e non vuole esprime nessuna pregiudizio o dispregio nei confronti del produttore di auto e dei suoi prodotto e di chi le commercializza nel nostro paese.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Angelo Terrile
    > Ci sarebbe da parlarne per ore su questo
    > argomento, ma il punto è che chi crea
    > qualcosa ne è il proprietario lo può vendere
    > al prezzo che gli piace

    Ma infatti non vedo l'ora che riescano a creare il supporto incopiabile (tanto, anche se l'avessero, non lo userebbero mai).
    In tal modo, tutti sull'open source (validissima alternativa, senza considerare che gran parte di chi si appassionera' poi diventera' a sua volta programmatore per la comunita', con vantaggi DRASTICI rispetto ad ora).
    In tal modo, il software chiuso lo venderanno si al prezzo che gli pare: ma ai loro parenti fessi.

    Bye
    non+autenticato
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