Botnet, accusato formalmente l'affondatore di Akamai

Si ritiene che nel 2004 abbia scatenato l'attacco DDoS contro i server DNS del celebre fornitore di servizi Internet, un attacco fatale per i suoi blasonati clienti, tra cui Yahoo e IBM

Boston - Potrebbe finire dietro le sbarre entro poche settimane il 32enne John Bombard a cui è stato formalmente attribuito ieri un pesantissimo attacco distribuito (DDoS) che nel giugno del 2004 scosse i servizi Internet di Akamai, tra i principali fornitori di servizi Internet a cui ricorrono giganti del calibro di IBM, Yahoo, Microsoft e molti altri.

L'accusa ha presentato in un tribunale federale di Boston il quadro nel quale Bombard avrebbe operato. Utilizzando una variante del worm Gaobot avrebbe infettato una grande quantità di computer in rete, alcuni dei quali nei network di due università americane il cui nome non è però stato menzionato. Tra le qualità di Gaobot il fatto di costituire un ponte utile per ulteriori codici infettivi, sia perché è in grado di disporre una backdoor di accesso sul sistema Windows eventualmente colpito, sia perché può disattivare i software di difesa presenti sul sistema.

A detta dell'accusa, Bombard avrebbe poi utilizzato la sua botnet, ossia la rete di PC infetti, per scagliare un singolare attacco distribuito contro i server DNS di Akamai, mettendo in crisi per un certo periodo il servizio di indirizzamento. Conseguenza di questo attacco, il fatto che per tutta la sua durata è stato difficile, in molti casi impossibile, accedere ai siti e ai servizi dipendenti dal network di Akamai: visti i grandi nomi che fanno riferimento all'azienda, i danni creati dall'assalto telematico sono stati consistenti.
Secondo l'FBI, sostiene The Register, Bombard avrebbe re-diretto le comunicazioni dei sistemi informatici di una delle università coinvolte da un computer sul quale manuteneva il suo dominio f0r.org, un dominio più volte citato nel codice di diversi malware. Silicon.com nota invece che qualora Bombard fosse riconosciuto colpevole di questo attacco, potrebbe finire in carcere fino a due anni e gli potrebbe essere comminata una multa fino a 200mila dollari.
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