TLC, regole più severe per reti più sicure

La sicurezza delle reti al centro delle preoccupazioni del Governo, che dichiara di voler affrontare il problema anche in sede europea

Roma - La sicurezza delle reti di telecomunicazioni necessita di regole più severe. È a questo obiettivo che bisogna mirare, secondo il ministro delle comunicazioni Paolo Gentiloni, una volta ultimata l'indagine in corso sui sistemi di sicurezza usati dagli operatori.

Più precisamente, ha spiegato ieri il ministro a margine di un convegno, la situazione attuale comporta la necessità di "arrivare, nei rapporti autorizzativi tra Stato e imprese che gestiscono servizi di telefonia fissa e mobile, a clausole più stringenti, perché quelle esistenti si sono rivelate non sufficientemente severe".

"Di questa questione - ha proseguito Gentiloni - ce ne occuperemo anche in sede europea perché l'11 e 12 dicembre a Bruxelles c'è un consiglio dei ministri in cui, tra l'altro, ci si occuperà di sicurezza delle reti (...) Il governo italiano, sulla base dell'esperienza non positiva di questi mesi, proporrà che nel quadro regolamentare che la UE sta discutendo, ci sia un rafforzamento delle clausole di garanzia sulla protezione dei dati e la sicurezza delle reti".
La Commissione Giustizia di Palazzo Madama, la scorsa settimana, ha dato la propria approvazione al decreto legge in materia di intercettazioni, un via libera raggiunto dopo la revisione di alcuni articoli del testo presentato dal Consiglio dei Ministri, fra cui spicca quello che riguarda la distruzione dei supporti che recano contenuti derivanti da intercettazioni illegali. Dopo l'approvazione del Senato, il provvedimento deve ora passare il vaglio della Camera.

Dario Bonacina