La pubblicità Google sbarca su carta

Il progettone annunciato nei mesi scorsi è ora realtà: BigG conferma di voler invadere il mondo della carta stampata con la propria piattaforma pubblicitaria. Ecco come

Mountain View (USA) - Google alza il tiro e fa partire una iniziativa di marketing che potrebbe ridare ossigeno all'editoria cartacea, sempre più circondata dall'avanzare della rete e dalla pervasività della televisione, due media capaci di catturare una quantità crescente di pubblicità. Il gigante di Mountain View, come riporta tra gli altri il Washington Post, ha infatti dato il via alla raccolta online di pubblicità per i grandi quotidiani cartacei americani.

L'idea, già sperimentata senza grande successo fino a questo momento, è di consentire agli inserzionisti di assicurarsi spazi pubblicitari su quotidiani di grande nome, come lo stesso Post ma anche New York Times ed altre 50 testate americane, aderendo online al relativo programma pubblicitario.

Il servizio, Google Print Ads, ha già iniziato a raccogliere prenotazioni da alcuni grandi inserzionisti, una novità che sembra destinata a scuotere dalle fondamenta l'industria dell'intermediazione pubblicitaria tradizionale: se gli inserzionisti arriveranno ai giornali tramite Google, chi fino ad oggi si è occupato dei loro spazi promozionali rischia di vedersi rosicchiare una fetta importante di fatturato.
Per ora Google raccoglie le inserzioni attraverso un link dedicato nella propria sezione AdWords: scegliendo le proprie opzioni, gli inserzionisti possono caricare già testi ed immagini per i propri annunci ed inviarli così ai giornali. Si tratterà di proposte pubblicitarie che i vari editori coinvolti nel test potranno scegliere se adottare o meno.

Per gli editori si tratta di una grossa opportunità, scrive Forbes, e per Google di una sfida enorme, soprattutto se si pensa che già dai prossimi mesi, se questi mesi di test daranno i risultati sperati, il meccanismo di raccolta coinvolgerà anche gli inserzionisti internazionali fino a raggiungere via via editori di molti diversi paesi.

Sul nuovo servizio Google, al momento, non raccoglie commissioni ma l'azienda si è riservata di farlo in futuro, quando si ritiene tratterrà una piccola quota sul valore delle inserzioni pubblicate dagli editori e proposte tramite il nuovo sistema.
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