Costi di ricarica, la petizione entra in Parlamento

Respinto un emendamento alla Finanziaria che avrebbe cancellato i balzelli ma non mancano le iniziative politiche sui costi di ricarica. Mentre si attende ancora la risposta delle Authority

Ischia - Torna alla carica, pardon alla ricarica, Andrea d'Ambra, il promotore della petizione mirata ad abolire i costi di ricarica, che ha raccolto oltre 655mila adesioni. D'Ambra segnala di aver inviato finora agli uffici della Commissione Europea 600mila firme e fa un "riassunto delle puntate precedenti".

Dalle Authority non sono ancora pervenute novità al riguardo, e questo nonostante siano trascorsi abbondantemente i due mesi che - ricorda D'Ambra - erano stati annunciati dal presidente dell'Agcom Calabrò come durata per l'indagine congiunta con l'Antitrust) sui costi di ricarica.

La svolta potrebbe avere luogo a breve. In primis, alcune news dall'Agcom potrebbero arrivare la prossima settimana: "Dall'audizione con le associazioni dei consumatori il Presidente Calabrò ha annunciato che l'indagine dovrebbe concludersi per metà Novembre".
Alcune novità arrivano dal Parlamento: l'on. Angelo Bonelli, capogruppo dei Verdi alla Camera, con i colleghi Poletti e Piazza ha presentato un emendamento alla Finanziaria che prevedeva l'abolizione dei costi di ricarica per legge dal primo gennaio 2007. "È notizia di qualche ora fa - segnala il promotore della petizione - che l'emendamento in questione è stato purtroppo dichiarato poi inammissibile in Commissione Bilancio alla Camera dalla Presidenza".

Le speranze sono ora riposte nelle iniziative rimaste in sospeso, come l'interrogazione dell'On. Foti, l'interpellanza dell'On. Acerbo, e la risposta che l'Europarlamentare Battilocchio attende dalla Commissione Europea.