Number portability, tensione alle stelle

Il Movimento di difesa del cittadino chiede più trasparenza e un vero mercato. Riceviamo e volentieri pubblichiamo un comunicato dell'MDC

Roma - E' stato un confronto serrato e non privo di momenti di tensione quello svoltosi presso l'Autorithy per le comunicazioni.giovedì 13 Giugno sulla number portability tra consumatori ed aziende di telefonia mobile.

Tra le associazioni degli utenti erano presenti il Movimento di Difesa del Cittadino, Adoc, Federconsumatori, Altroconsumo, Confconsumatori, Adiconsum e Cittadinanza Attiva, che hanno sottolineato la necessità che il servizio di portabilità del numero si svolga in conformità alle Direttive comunitarie in materia e nell'interesse degli utenti.

Alla audizione sono stati convocati i 6 operatori di telefonia mobile Tim, Wind, Omnitel Vodafone, H3G, Ipse 2000 e Blu.
L'incontro è nato da una richiesta urgente del Movimento di Difesa del Cittadino, depositata il 10.05.02, con cui l'associazione aveva richiesto all'Autorità una riunione urgente a causa dell'incertezza e dell'approssimazione delle offerte sulla portabilità del numero applicate o solo pubblicizzate dalle principali aziende di telefonia mobile.

Presieduta dall'Avv. Nava dell'Unità di Monitoraggio della Autorità, la riunione è entrata subito nel vivo con le associazioni di consumatori che hanno sottolineato la presenza di non pochi disincentivi all'utente per la concreta realizzazione della portabilità del numero.

In particolare Francesco Luongo, Segretario nazionale del MDC ha sottolineato negativamente l'eccessiva lunghezza dei tempi tecnici di attivazione proposti dalle aziende (addirittura 15 giorni rispetto ai 5 previsti dalla Autorità e ed alle 24 ore di alcuni paesi), così come il costo per l'attivazione del servizio di ? 10 deciso da alcuni operatori appare più ancorato ad una logica di cartello che ad una effettiva valutazione dei costi.

Giudizio negativo delle associazioni di consumatori anche sull'accordo quadro che avrebbero sottoscritto 5 dei sei operatori con la sola esclusione di H3G unico degli operatori aderente alle posizioni dei consumatori in merito a costi e tempi di attivazione.

Altroconsumo e l'MDC hanno richiesto formalmente all'Autorità copia dell'accordo quadro e se lo stesso sia stato sottoposto alla Antitrust per quanto concerne gli l'intesa sui costi della portabilità.

Ma il vero scontro si è avuto sul credito residuo che tutte le aziende, con la sola esclusione di H3G, intendono trattenere anche se l'utente cambia operatore. Le associazioni dei consumatori presenti hanno all'unanimità manifestato forti perplessità in proposito ritenendo assolutamente illegittima tale decisione. Addirittura in sede di audizione è stata richiesto formalmente alle aziende il principio giuridico in base al quale ritengono di poter trattenere il credito dell'utente e le associazioni hanno minacciato l'avvio di centinaia di azioni legali dinnanzi ai giudici di pace di tutta Italia nel caso che le aziende continuino a rifiutarsi di trattare sull'argomento.

Ettore Lupo di Cittadinanza attiva e Carlo Pileri Presidente Adoc hanno infine denunciato il pericolo per tutti gli utenti che chiamando un numero apparentemente di un operatore più economico "on net" rischiano di pagare scatti molto più salati del previsto a causa dell'evidente ingannevolezza del messaggio.

Movimento difesa del cittadino
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