Hanoi, no ai pirati in nome del WTO

Il regime vietnamita decide di inasprire le sanzioni per chi fa uso di software illegale, un passo che potrebbe rivelarsi decisivo per l'ingresso nell'Organizzazione mondiale del Commercio

Hanoi (Vietnam) - Come già la Cina negli anni scorsi, ora anche il Vietnam sta cercando di mettere su carta il proprio impegno contro la pirateria tecnologica, per potersi presentare con un abito migliore nei mesi decisivi per il suo ingresso nel WTO, l'Organizzazione mondiale del Commercio.

Il ministero della Cultura e dell'Informazione sta lavorando su un inasprimento delle pene in particolare per chi fa uso di software pirata: una misura ritenuta necessaria dai produttori occidentali sia per scoraggiare le imprese dall'adottare programmi illegalmente, sia per ridurre il volume d'affari delle organizzazioni dedite alla riproduzione e allo smercio di prodotti non autorizzati.

Se al momento la pena massima per chi viola i vincoli di proprietà intellettuale è equivalente a circa 5mila euro, nel prossimo futuro chiunque venisse colto con le mani nel sacco dovrà risarcire una somma pari a cinque volte il valore del software utilizzato. Oggi, secondo i produttori di software proprietario della BSA, quasi il 90 per cento del software utilizzato nel paese è illegale, una percentuale che colloca il Vietnam in cima alla "lista nera" dei paesi con più pirateria.
Ad annunciare il giro di vite in un paese che in questi anni ha fatto molti passi avanti verso l'adozione delle nuove tecnologie è stato il funzionario del Ministero Vu Manh Chu (nella foto), che ha diramato la notizia alle principali agenzie di informazione internazionali.

Il funzionario vietnamita"Questo provvedimento - ha spiegato Chu - dimostra la risolutezza del Governo nel perseguire le violazioni del diritto d'autore mano a mano che il paese rafforza la propria integrazione economica internazionale".

La nuova predisposizione antipirateria del Governo vietnamita, riporta Associated Press, ha già prodotto i primi risultati. Per la prima volta il mese scorso è stata multata una divisione locale della sudcoreana Daewoo, nei cui computer sono risultati installati quasi esclusivamente software pirata. All'epoca la sanzione per l'uso abusivo di Windows, Auto CAD ed altri notissimi software commerciali, è stata pari a circa 700 euro, una miseria rispetto alle richieste dei produttori occidentali.

In molti altri paesi, compresa l'Italia, le multe per uso illegale di software possono essere di gran lunga maggiori. Nel prossimo futuro, non appena la nuova legge vietnamita entrerà in vigore, una violazione come quella della divisione Daewoo potrebbe costare all'azienda l'equivalente di 280mila euro.
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