FreeAzzurra riapre i battenti

Il sito di riferimento per molti utenti Fastweb interessati a saperne di più su programmi di condivisione come Direct Connect torna online dopo diversi mesi di sequestro. La vicenda non è però ancora chiusa

Roma - Sono ottimisti gli amministratori di FreeAzzurra, un sito che ha riaperto i battenti dopo essere salito agli onori della cronaca lo scorso marzo quando fu sequestrato in una estesa operazione contro la pirateria in Internet condotta dalla Guardia di Finanza (operazione Wild Sharer).

A leggere i forum del sito, come quello dedicato a Direct Connect, una delle principali applicazioni di file sharing, una parte del materiale disponibile online fino a marzo è nuovamente accessibile. La conferma arriva proprio dai gestori del sito che in una nota dall'emblematico titolo FreeAzzurra Free annunciano la ripartenza del sito, che coincide peraltro con il compimento del secondo anno di attività.

Nel comunicato si parla di FreeAzzurra come di un sito nato per divertimento e che non ha portato un euro nelle tasche dei suoi promotori. E si racconta quello che è accaduto lo scorso marzo. "Una mattina ci siamo ritrovati nelle nostre case gli agenti della Guardia di Finanza con un mandato di perquisizione e sequestro delle attività informatiche".
All'epoca, come ricorderanno i lettori di Punto Informatico, le Fiamme Gialle avevano provveduto al sequestro di 15 server che nell'ipotesi di indagine consentivano la condivisione di milioni di file musicali da parte di migliaia di utenti. L'operazione Wild Sharer aveva portato a 39 perquisizioni in cinque regioni italiane e a numerose denunce. In quell'occasione, il presidente dell'industria musicale associata in FIMI, Enzo Mazza, ebbe a dichiarare che "l'Italia è oggi il sesto mercato mondiale in termini di musica digitale, e le azioni antipirateria sono in questo momento fondamentali per tutelare lo sviluppo dell'offerta legale e difendere coloro che stanno investendo milioni di euro nella musica online".

Un'indagine che ha scatenato in quei giorni una ridda di congetture in rete su FreeAzzurra, considerate "voci infondate" dagli amministratori del sito-network, rumors secondo cui si parlava di banner per "finanziare questo progetto criminale" o di compravendita di CD pirata tra utenti del sito. "Queste e altre affermazioni ci sono state rivolte e nessuna di queste trova uno spunto di verità in tutta la vicenda. Oggi la maggior parte di noi non ha ancora ottenuto indietro ciò che gli è stato sequestrato".

La questione non finisce qui ma la riapertura del sito è certamente un segnale importante sulla via della normalizzazione delle attività di quello spazio web e della sua comunità di utenti. Lo dicono gli stessi amministratori: "il dissequestro del sito ci da fiducia per il futuro e ci ripaga moralmente per quel che ci è stato tolto con un po' troppa veemenza. Le nostre famiglie sono rimaste profondamente colpite da ciò che è avvenuto, per essere stati trattati come criminali".
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