Wind stringe la mano ai consumatori

L'operatore ha siglato un accordo con le sedici Associazioni dei consumatori iscritte al CNCU per l'avvio della procedura di conciliazione paritetica

Roma - Wind ha annunciato ieri di aver sottoscritto, con le associazioni dei consumatori italiane iscritte al CNCU - Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti - il Protocollo d'intesa per l'avvio della procedura di Conciliazione Paritetica, finalizzata alla composizione di eventuali controversie tra l'Azienda ed i consumatori.

L'obiettivo dell'accordo è di risolvere, su base volontaria, in via extragiudiziale, eventuali contrasti con i clienti. Questi, nella fase conciliativa, saranno rappresentati dalle Associazioni, riducendo i tempi del contenzioso. "Trasparenza, correttezza e credibilità - ha dichiarato l'Amministratore Delegato di Wind, Paolo Dal Pino sottoscrivendo l'accordo - sono i requisiti su cui punta la società nel rapporto con gli utenti".

La Conciliazione Paritetica è una negoziazione tra le parti, rappresentate da un conciliatore di Wind e da un rappresentante di una delle Associazioni dei Consumatori, scelta dal cliente. I due conciliatori si confronteranno, in posizione di assoluta parità, per trovare un accordo soddisfacente. In questo caso, i clienti Wind che hanno già presentato un reclamo a cui non è seguita una risposta soddisfacente, potranno fare domanda di conciliazione entro i termini previsti dalla Carta dei Servizi. La procedura si attiva con la compilazione di un modulo, disponibile on line sul sito Wind o presso le sedi delle associazioni. Il cliente dovrà indicarvi i dati e la causale relativa alla tipologia di controversia che sarà presentata alla Segreteria di Conciliazione.
Le singole domande saranno valutate da una Commissione di Conciliazione Paritetica. Se la proposta di conciliazione sarà accettata dal consumatore, spiega Wind, questa sarà ratificata in un atto che estinguerà la controversia.

"È uno strumento di grande efficacia quello che abbiamo condiviso oggi con le associazioni dei consumatori - ha evidenziato Dal Pino - che dimostra la nostra volontà di operare nell'ottica del miglioramento continuo nel rapporto con i clienti che rappresentano il nostro patrimonio più importante".

Soddisfazione, per la scelta di Wind, è stata espressa anche dalle associazioni, che evidenziano la semplicità e la modernità della soluzione raggiunta, che fa uso delle nuove tecnologie (Internet). Carlo Pileri, presidente dell'Adoc, sottolinea che l'accordo "regala nuove garanzie agli utenti, migliorando l'attenzione degli operatori verso i problemi più o meno gravi in cui quotidianamente si imbattono cittadini". Pileri conclude poi con un auspicio: "Ora manca all'appello solo Vodafone, con cui speriamo al più presto di raggiungere un accordo capace di allargare ulteriormente le garanzie a vantaggio degli utenti".

D.B.
1 Commenti alla Notizia Wind stringe la mano ai consumatori
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  • La così detta "conciliazione" paritetica sopra descritta non è affatto una conciliazione, ma una mera negoziazione tra due parti, un rappresentante dei consumatori ed uno dell'azienda.

    Purtroppo, il termine "conciliazione" va di moda e viene applicato a situazioni che con essa nulla hanno a che vedere, per ragioni di immagine.

    La vera conciliazione presuppone la presenza di un conciliatore professionale, ossia di un soggetto terzo e indipendente nei confronti di entrambe le parti, che abbia anche la formazione e la professionalità per tentare la conciliazione.

    La conciliazione è di per se un ottimo strumento, economico ed innovativo.

    Tale strumento però, non sarà mai in grado di risolvere efficacemente la conflittualità tra utenti e fornitori di servizi telefonici in Italia, finché i primi dovranno superare mille ostacoli solo per essere ascoltati ed i secondi potranno impunemente interrompere il servizio offerto per forzare gli utenti a versare le somme che ritengono essergli dovute.

    Conciliazione e negoziazione sono ottimi strumenti in sistemi sociali avanzati, dove anche il sistema giudiaizrio funziona efficacemente ed i comportamenti illegittimi divengono anche "antieconomici".

    Come appare evidente, purtroppo, questo non è il caso dell'Italia.

    Marco.
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