Nuovi allarmi per Rule of Rose

Il Consiglio nazionale degli Utenti in seno ad Agcom mette in guardia sui contenuti dei videogiochi e chiede un monitoraggio istituzionale sulla questione. Intanto piovono lettere a Punto Informatico da videogamer non pentiti

Roma - L'ultima scomunica del videogioco Rule of Rose, per così dire, arriva dal Consiglio nazionale degli utenti (CNU), organismo di consulenza per l'Autorità di controllo sulle TLC, secondo cui i contenuti del titolo sono estremi, con "immagini ad alta tensione psicologica, torture e sevizie".

L'attenzione su questo titolo da parte del CNU arriva a pochi giorni di distanza da un controverso dossier del settimanale Panorama che ha anche suscitato l'intervento di alcuni parlamentari, preoccupati per la possibile commercializzazione in Italia del videogame giapponese.

Secondo il CNU è necessario che l'intero mercato dei videogiochi con contenuti violenti sia sottoposto ad un continuo monitoraggio istituzionale. Questo anche perché, sebbene siano commercializzati con divieto di vendita ai minori di 16 o 18 anni, spesso e volentieri finiscono per essere usati anche da ragazzi più giovani. Un invito destinato con ogni probabilità ad essere accolto: nei giorni scorsi aveva annunciato l'intenzione di procedere ad una indagine nel settore anche Anna Serafini (DS), presidente della Commissione bicamerale per l'Infanzia.
E proprio ad Anna Serafini è indirizzata una delle numerose lettere che in queste ore stanno arrivando a Punto Informatico da videogiocatori di tutta Italia, una missiva che riproduciamo qui di seguito:

"Gentile redazione di Punto Informatico,
sono un vostro accanito lettore e sto attualmente seguendo con interesse e anche con incredulità e sgomento la vicenda scatenata dal videogioco "Rule of the Rose". Essendo anche un appassionato videogiocatore fin da quando avevo 8 anni (ora ne ho 30) sono abituato al periodico abbattersi delle polemiche su questo o su quel videogioco, ma ritengo che con questa vicenda si stia superando il limite.

un'immagine del giocoAl di là dell'evidente pochezza del gioco in questione che come giustamente ribadito più volte sarebbe passato inosservato se non avesse ricevuto questa insperata pubblicità, ritengo che il principio che i nostri politici sembrano tanto intenzionati a seguire sia estremamente sbagliato e indegno di un paese civile. Il voler censurare i videogiochi sul nascere mi sembra un voler ignorare i veri problemi e quasi una sorta di propaganda per accontentare e strizzare l'occhio ai genitori inadempienti di cui è piena l'Italia.

Siccome mi sono ormai ampiamente stufato di sentire invettive da persone che non hanno la benché minima idea di cosa stiano parlando, mi sono deciso a scrivere (per cominciare) alla Dott.ssa Serafini, almeno per far sentire la voce di qualcuno "al di là della barricata". Spero vivamente che come l'ho fatto io lo facciano anche molti altri videogiocatori come me, se non altro per cercare di garantire a tutti noi quel diritto di scelta che come persone adulte ci spetta".

Di seguito la lettera al presidente della Commissione.
76 Commenti alla Notizia Nuovi allarmi per Rule of Rose
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  • Adesso, con questo polverone, tutti vorranno vedere questo gioco che non avrebbe venduto un granche'.
    non+autenticato
  • Tra i paesi tecnologicamente avanzati è l'unico che non abbia subito una forte influenza da parte dei cristianisti sessuofobici... (Con sessuofobia si intende la paura ad affrontare qualsiasi azione o pensiero relativi alla sessualità. È considerata una patologia ed è spesso dovuta a traumi infantili o ad una educazione troppo rigida e tarpante. Solo raramente è riconosciuta come una patologia da chi ne soffre. Corrisponde, in generale, ad un comportamento limitato per quanto riguarda i rapporti sociali e rigido nei confronti della sessualità altrui, vista spesso come indecente o peccaminosa.)
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Tra i paesi tecnologicamente avanzati è l'unico
    > che non abbia subito una forte influenza da parte
    > dei cristianisti sessuofobici... (Con sessuofobia
    > si intende la paura ad affrontare qualsiasi
    > azione o pensiero relativi alla sessualità. È
    > considerata una patologia ed è spesso dovuta a
    > traumi infantili o ad una educazione troppo
    > rigida e tarpante. Solo raramente è riconosciuta
    > come una patologia da chi ne soffre. Corrisponde,
    > in generale, ad un comportamento limitato per
    > quanto riguarda i rapporti sociali e rigido nei
    > confronti della sessualità altrui, vista spesso
    > come indecente o
    > peccaminosa.)
    Non proprio. Per esempio tutti gli hentai che escono in giappone (e anche i porno ma non so se tutti) presentano censura difatti le versioni uncensored sono rippate da dvd-usa. Tra l'altro, seppur lo yuri e lo yaoi siano due generi abbastanza apprezzati su carta, l'omosessualità non è proprio vista di buon occhio.

  • - Scritto da: Alucard
    >
    > Non proprio. Per esempio tutti gli hentai che
    > escono in giappone (e anche i porno ma non so se
    > tutti) presentano censura difatti le versioni
    > uncensored sono rippate da dvd-usa. Tra l'altro,
    > seppur lo yuri e lo yaoi siano due generi
    > abbastanza apprezzati su carta, l'omosessualità
    > non è proprio vista di buon
    > occhio.

    Non corretto su molti punti. Illustrare la posizione del Giappone su queste cose non e' facile, non sempre la posizione ufficiale e' poi quella praticata.

    1)Censure sugli hentai e porno in genere.
    La legislazione giapponese non richiede la censura sui genitali in generale, ma solo sull'atto sessuale .... eppure spesso e volentieri la censura e' applicata sempre sui genitali. Questa non e' censura per legge, ma autocensura (chi ha detto che i giapponesi sono strani?A bocca aperta ). Cmq la censura e' applicata in maniera diversa a seconda dell'autore (e' un autocensura, si risponde a se stessi ...) o del contesto, il pene puo' essere totalmente censurato, parzialmente censurato (il glande ad esempio), non censurato quando non e' in erezione o anche quando e' in erezione ma non si vede il glande o non c'e' atto sessuale o .... etc etc etc ... etc etc ....
    D'altra parte non ho mai visto una censura del contesto da parte dei giapponesi (a parte rarissimi casi) e non a caso negli hentai si trovano anche storie di stupro o mutilazioni.

    2) Omossesualita' in Giappone
    La cultura giapponese non e' mai stata omofoba, purche' questa non andasse a creare problemi "dinastici", in pratica l'importante era fare i figli, il resto non importava. Senza contare il successo che hanno avuto (e hanno tuttora) i personaggi ambigui nella cultura giapponese.
    Cio' non vuol dire che la vita dei gay, Ora, sia piu' facile che in altri paesi, dopo tutto anche loro sono stati influenzati dalla nostra cultura sessuofobica.

    bye bye
    kotaro
    2056
  • Complimentoni. Datata 28-03-2006.
    Un grosso applauso a Panorama.

    Che la vergogna cali su Panorama con il massimo dello sdegno.

  • - Scritto da: tdimax
    > Complimentoni. Datata 28-03-2006.
    > Un grosso applauso a Panorama.
    >
    > Che la vergogna cali su Panorama con il massimo
    > dello
    > sdegno.

    la vergogna non è sufficente.
    una bella denunzia ora non gliela leva nessuno.

    procedo.
    non+autenticato
  • stuprano le ragazzine..
    solo che quella e' la realta.
    ma nessuno si scandalizza.



    cronaca di oggi.


    non+autenticato
  • I preti possono stuprare le ragazzine, infatti i preti pedofili "beccati" non vanno mai in galera.
    Probabilmente deve essere qualche clausola vessatoria dell'ultimo concordato...
    non+autenticato
  • > I preti possono stuprare le ragazzine, infatti i
    > preti pedofili "beccati" non vanno mai in
    > galera.
    > Probabilmente deve essere qualche clausola
    > vessatoria dell'ultimo
    > concordato...

    se non ricordo male possono scegliere di venir giudicati internamente alla chiesa..

    che poi perdona il "pentito"

    potrei sbagliarmi, non sono esattamente "religioso"

    inoltre conosco persone assolutamente "devote al signore" che sostengono sia giusto che anche in questi casi sia la chiesa a giudicarli, e che se capiscono devono essere perdonati dal signore...

    e poi si sa.. basta confessarsi e passa tutto..
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