Nanotecnologie? Rischi sopravvalutati

Questa la conclusione di un think tank di esperti che avvertono: i nanocosi si diffondono e la gente ha paura. Bisogna credibilmente smontare questi timori

Washington (USA) - Se si intende far decollare davvero l'industria della nanotecnologia occorre che il pubblico sia rassicurato sull'impatto che i nanocosi possono avere sulla salute delle persone. È questo il senso di un rapporto-appello di un think tank di esperti americani, che chiedono al Congresso americano di spingere per approfondite ed esaurienti ricerche, capaci di dissipare i molti dubbi che attanagliano gli statunitensi.

In un editoriale redatto da 14 esperti e pubblicato su Nature si legge: "Se il pubblico perde fiducia nell'impegno del governo, delle imprese e della comunità scientifica di condurre ricerche importanti e sistematiche sui possibili rischi, allora l'enorme potenziale della nanotecnologia sarà colpito. Non possiamo consentire che questo accada".

Già oggi prodotti della ricerca nanotecnologica stanno invadendo i mercati: dai nuovi materiali fino a produzioni cosmetiche, componenti elettroniche e via dicendo, le nanotecnologie iniziano ad imporsi. Ma ciò che promette la ricerca è ancora di più, molto di più, anche se la resistenza del pubblico è forte.
Ciò è comprensibile, peraltro, se si tengono presenti i molti avvertimenti, le cautele e le regali esternazioni che in questi anni hanno accompagnato lo sviluppo nanotecnologico.

Alcuni parlamentari hanno già risposto all'appello sostenendo la necessità che queste ricerche diventino la priorità numero uno per l'industria nanotecnologica.
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