Pericolo scampato, il video online rimane libero

Il consiglio dei ministri europeo decide di lasciare il broadcasting online all'auto-regolamentazione: ci penseranno i media provider e le famiglie

Roma - La televisione è una cosa. Il video-sharing online un'altra. A naso non ci voleva una scienza per capirlo, ma la Commissione Europea stava per buttare dentro ad un unico calderone normativo tutto ciò che odora di broadcasting. Grazie però alle pressioni del Governo britannico, il pericolosissimo emendamento alla normativa Television Without Frontiers è stato bloccato. Il Consiglio Europeo si è espresso negativamente sulla possibilità di includere i nuovi media e le piattaforme emergenti all'interno dell'impianto normativo vigente. Insomma, i membri della UE non dovranno obbligatoriamente regolare tutto il broadcasting online.

Secondo Ofcom, l'Authority britannica per le Comunicazioni, se la proposta fosse passata si sarebbe creata una gabbia intorno all'intero mondo video, senza troppe differenze tra i servizi di video-on-demand a pagamento e il video-blogging. "Ofcom era piuttosto preoccupata per questo emendamento della legge. Mancava un po' di chiarezza su chi realmente sarebbe stato colpito. Comunque adesso siamo felici di essere riusciti a collaborare proficuamente con la Commissione e gli altri Stati membri", ha spiegato un portavoce del garante inglese.

Nel febbraio scorso si era alzato un polverone sul pericolo emendamenti alla direttiva "Television Without Frontiers". A ottobre il Times sembrava dare la cosa per fatta, poi all'ultimo momento il colpo di scena, e la salvezza.
Sebbene i legislatori siano convinti che la mancanza di normative precise sul video online possa esporre i bambini a contenuti inappropriati, hanno convenuto che un over-ruling avrebbe potuto danneggiare la competizione. L'idea, quindi, è che un approccio più flessibile possa dimostrarsi vincente: da una parte un'auto-regolamentazione dei media provider; dall'altra auto-regolamentazione familiare.

Ogni contenuto illegale, peraltro, continuerà ad essere perseguito come sempre; il terreno di confronto, nella normativa Television Without Frontiers, di fatto è quello della pubblicità, del rating dei prodotti per fascia di età etc.

"La Commissione è soddisfatta del fatto che insieme al Parlamento e al Consiglio Europeo si stia attuando una convergenza. Non bisogna dimenticare, infatti, che l'esito di questo voto è solo il primo passo. Ci sarà ancora un reading e poi la ratifica", ha dichiarato il portavoce del direttivo Information Media and Society. "La Commissione è convinta che la nuova direttiva spianerà la strada al mercato rendendolo più competitivo".

Il voto finale, presso il Parlamento Europeo, è fissato per il prossimo dicembre; la legge, quindi, potrebbe entrare in vigore già dalla prima metà del 2007, durante la presidenza tedesca.

Dario d'Elia