Universal: MySpace complice degli abusi sul copyright

Il gigante della musica porta in tribunale il social networking di News Corp., accusando il portale di connivenza con chi condivide illegalmente i video musicali

New York - "YouTube e MySpace ci devono decine di milioni di dollari". Facendo seguire i fatti alle accuse già lanciate questo settembre contro i portali sociali, colpevoli di offrire una piattaforma ideale per condividere i video musicali e i contenuti protetti, Universal Music Group, la più grande etichetta discografica al mondo, ha deciso di risolvere una volta per tutte in tribunale l'annosa questione dei diritti d'autore violati dal network di Rupert Murdoch.

In particolare, le accuse parlano di vera e propria complicità nell'infrazione del copyright: l'azione legale intentata dall'etichetta presso la Corte Distrettuale della California mette in risalto la presunta compartecipazione di MySpace, reo di aver adeguatamente formattato i video incriminati per agevolare la fruizione e la loro condivisione da parte degli utenti.

"I modelli di commercio che cercano di scambiare i contenuti di nostra proprietà, e il duro lavoro dei nostri artisti e compositori, non hanno il diritto di essere liberi di farlo senza alcun permesso e senza un'adeguata compensazione per i creatori dei suddetti contenuti", si legge in una nota della Universal inviata a CBC News Online. "La base di MySpace è il cosiddetto contenuto generato dagli utenti. Tuttavia, molto di quel contenuto non è affatto creato da loro. Piuttosto, costituisce una proprietà intellettuale sottratta illegalmente ad altri, e MySpace è parte volontaria in questo furto", chiosa l'accusa di UMG.
MySpace.com risponde per le rime definendo la denuncia priva di fondamento. "In passato abbiamo provveduto a tenere informata UMG sugli sforzi compiuti per difendere i diritti dei produttori, ed è un peccato che alla fine abbiano deciso di dare il via a questo processo senza valore. Noi ci limitiamo a fornire agli utenti strumenti con cui possano condividere il proprio lavoro, e non induciamo, incoraggiamo o condoniamo in alcun modo la violazione del copyright".

L'iniziativa di Universal arriva dopo l'accordo firmato con Google/YouTube, assieme a Warner Music e Sony BMG, che ha messo al riparo il neonato colosso del video sharing on-line da possibili azioni legali da parte dei tre big. MySpace, per contro, non aveva siglato alcuna intesa con UMG, sebbene avesse annunciato l'iniziativa MusicID per ripulire i server dai brani musicali illegalmente distribuiti dai suoi utenti.

E mentre partiva la denuncia di Universal, il portalone di Murdoch ha comunicato l'inizio del test di una nuova tecnologia pensata per emendare il network dai contenuti video protetti: la sperimentazione coinvolge la Major League del baseball e Fox Broadcasting Co., anch'essa di proprietà di News Corp. Grazie al nuovo tool, i proprietari dei contenuti potranno individuare i video illegali e chiedere a MySpace, secondo i dettami del Digital Millennium Copyright Act, di eliminarli dal network.

Sebbene il sistema sia stato criticato per il suo funzionamento basato sulla ricerca di specifici metadati contenuti nei video usati per individuare i potenziali illeciti, una metodologia già indicata come incapace di intercettare la maggior parte del materiale che si vorrebbe far sparire, l'iniziativa sembra una risposta indiretta a Universal e alla sua volontà di proseguire la querelle in tribunale.

John Battelle, co-fondatore di Wired magazine, commenta la vicenda: "Sapevo che prima o poi questo sarebbe successo. Ora che la nostra industria (dei contenuti, ndr) sta facendo soldi, e gode di un periodo di notevole successo, va a finire tutto in questioni legali e in questo genere di pretese".

Alfonso Maruccia
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