Cray e IBM motori dell'era petaFLOPS

DARPA commissiona ai due big lo sviluppo di supercomputer di nuova generazione capaci di fornire potenze di calcolo superiori ai 1.000 terafLOPS e semplificare la programmazione di applicazioni

Arlington (USA) - Cray e IBM sono state selezionate da DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) per sviluppare una nuova generazione di supercomputer con potenza di calcolo nell'ordine dei petaFLOPS, unità di misura equivalente a un milione di miliardi di operazioni in virgola mobile al secondo.

Il progetto DARPA, chiamato High Productivity Computing Systems (HPCS), è nato alcuni anni fa con l'obiettivo di accelerare l'innovazione nel campo del supercomputing. Oggi è arrivato è alla sua terza fase, che prevede lo sviluppo entro il 2010 di prototipi in grado di fornire performance comprese tra i 2 e 4 petaFLOPS. Cray e IBM lavoreranno al progetto in modo indipendente, e riceveranno da DARPA rispettivamente 250 e 244 milioni di dollari.

Il sistemone di Cray si chiamerà Cascade e utilizzerà un'architettura ibrida basata sulle CPU Opteron di AMD, sui processori vettoriali X1E e sui coprocessori XD1. Il sistema operativo sarà derivato da Linux mentre il linguaggio di programmazione adottato sarà Chapel.
IBM baserà invece il proprio supercomputer sulla prossima generazione di processori Power7, sul sistema operativo AIX, sul General Parallel File System, sul Parallel Environment e sulle tecnologie Interconnect e Storage Subsystems.

"IBM, DARPA e i partner coinvolti collaboreranno allo sviluppo di un progetto innovativo in grado di aumentare la capacità dei supercomputer per assistere pubbliche amministrazioni, aziende e privati", ha affermato Bill Zeitler, senior vice president di IBM Systems and Technology Group. "Riteniamo che questo nuovo sistema consentirà di accelerare i progressi scientifici e migliorare la competitività del nostro paese, creando anche nuove opportunità di mercato".

Tra le motivazioni che hanno spinto il Dipartimento della Difesa americano, da cui DARPA dipende, ad avviare il progetto HPCS c'è la volontà di garantire agli Stati Uniti una leadership tecnologica a lungo termine. Una leadership che, come qualcuno ricorderà, nel 2002 venne seriamente minacciata dall'Earth Simulator di NEC, un sistema made in Japan che per quasi due anni detenne il primato di velocità.

Spingere le performance degli attuali supercomputer non è però l'unico obiettivo di DARPA. Quest'ultima pretende infatti dalle proprie partner tecnologiche supercomputer che siano anche estremamente semplici da programmare, amministrare e utilizzare. L'agenzia si aspetta che i nuovi sistemi di calcolo riducano i tempi di sviluppo delle applicazioni di almeno 10 volte rispetto ai supercomputer del 2002, e questo grazie a consistenti migliorie nel campo dei sistemi operativi, dei modelli di programmazione, dei compilatori, delle librerie, dei file system e dei tool di sviluppo, ottimizzazione e gestione dei dati.

I prototipi di supercomputer creati in seno al programma HPCS dovranno essere estremamente scalabili, sia sul piano delle performance che su quello economico. Darpa intende infatti mettere a disposizione le tecnologie utilizzate in questi mostri di calcolo anche alle grandi aziende e alle altre agenzie governative, soprattutto quelle che operano nel settore della sicurezza nazionale.

La grande esclusa dalla nuova fase del progettone americano è Sun. Pur non vantando l'esperienza di Cray e IBM nel campo dei supercomputer, negli scorsi anni la mamma di Solaris si era data parecchio da fare per ottenere la commessa governativa. In particolare, Sun aveva proposto a DARPA la realizzazione di un sistema basato sulla tecnologia Proximity, che permette a più chip di comunicare tra loro senza contatto fisico, e il linguaggio di programmazione Fortress, sviluppato sulle basi dell'esperienza maturata con Java.
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