La Commissione Europea dichiara guerra allo spam

Il Commissario alla Società dell'informazione Viviane Reding sprona i governi del Vecchio Continente affinché combattano con maggior forza la piaga delle email spazzatura, che ormai soffoca le reti europee e si combina a truffe e phishing

Bruxelles - Guerra aperta allo spam e al software dannoso: questo il senso dell'ultima comunicazione di Viviane Reding, Commissario Europeo per la Società dell'Informazione e i Media. Secondo recenti studi condotti sul territorio europeo, la posta spazzatura costituisce tra il 50% e l'80% di tutte le mail ricevute all'interno dell'Unione Europea, e i due terzi di quelle provenienti dall'esterno.

Il problema è diventato endemico, e le leggi anti-spam varate dall'Unione nel 2002 non hanno raggiunto in pieno il loro obiettivo: solo la Finlandia e i Paesi Bassi hanno saputo combatterlo efficacemente, sostiene Reding, arrivando a ridurre dell'85% la percentuale di junk mail presente sui computer domestici.

"Mi piacerebbe vedere gli altri paesi raggiungere risultati simili", ha dichiarato Reding, notando come siano necessari sforzi più efficaci da parte dei paesi membri per rispondere all'emergenza. "Mi rioccuperò della questione di nuovo il prossimo anno, per verificare se siano necessarie ulteriori misure legislative contro lo spam", ha dichiarato l'alto funzionario europeo.
Secondo la Commissione, lo spam e lo spyware si sono da tempo trasformati da semplice fastidio ad attività criminale in rapida crescita, come denuncia anche l'ultimo rapporto di Spamhaus già segnalato da Punto Informatico. La nuova natura delinquenziale del problema impone la necessità di adottare misure di contrasto più efficienti, maggior cooperazione e una responsabilità chiara e condivisa da parte dei protagonisti dell'IT.

Nelle intenzioni di riforma legislativa dell'istituzione di Bruxelles vi è anche la possibilità di introdurre norme coercitive nei confronti degli Internet Service Provider, che potrebbero essere obbligati a rendere note falle nei sistemi di sicurezza, e ad adottare misure di filtering adeguate per non lasciare mano libera agli spammer e al loro carico infinito di mail sulle miracolose proprietà di Viagra e affini.

A riaffermare l'urgenza di abbattere definitivamente il problema arriva poi l'allarme della società di sicurezza americana Postini. Secondo quanto denunciato dalla dot com, il numero di messaggi di spam in giro per tutta Internet è triplicato da giugno (da 2,5 miliardi ai 7 miliardi di novembre), fino a fagocitare il 90% di tutte le mail inviate. E il periodo natalizio, con tutto il suo carico di doni e regali per grandi e piccini, non farà altro che peggiorare la già insostenibile situazione.

Alfonso Maruccia
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