Pubblicità ingannevole, iter troppo lungo?

Secondo i consumatori, l'obbligo dell'Antitrust di chiedere un parere all'Agcom diluisce inutilmente i tempi procedurali

Roma - La pubblicità ingannevole preoccupa i consumatori, soprattutto per la lunghezza dei tempi necessari alle istruttorie, ritenuti eccessivamente lunghi da Codacons, Lega Consumatori e Adusbef, che per questo argomento si sono rivolte alle Authority competenti confidando di ricevere attenzione.

Le associazioni hanno scritto infatti ai Presidenti di Antitrust e Agcom formulando una richiesta precisa: l'abrogazione delle disposizioni previste dall'art. 26, comma 5, del Codice del Consumo (Decreto Legislativo 206/2005) e dell'art. 12, commi 3 e 4, del DPR 284/2003 (Procedure istruttorie dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato in materia di pubblicità ingannevole e comparativa).

Secondo quanto previsto dalla citata normativa, nell'ambito dei procedimenti relativi a fattispecie di presunte pubblicità ingannevoli, il Garante per la Concorrenza è tenuto a chiedere il parere dall'Authority delle Comunicazioni quando la reclamizzazione viene effettuata attraverso i media. Un passaggio che, secondo le associazioni, si traduce in un considerevole allungamento dei tempi delle istruttorie: "Si è rilevato, in particolare, che ben nel 30% circa dei procedimenti AGCM degli ultimi sei mesi (per i quali era prescritto anche il parere AGCOM) i pareri espressi dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni non sono stati affatto coincidenti con l'opinione dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, e ciò non ha fortunatamente influenzato l'esito finale del procedimento in Antitrust".
In sostanza il parere di AGCOM, non ritenuto vincolante, è rimasto inascoltato in non pochi casi, al punto che le organizzazioni di difesa del consumo evidenziano la presunta inutilità dell'obbligo di ricorrervi. Inoltre, sottolineano, durante l'estate nel 90% dei casi il parere AGCOM non è mai pervenuto entro i 30 giorni previsti dalla normativa.

"Lega Consumatori, Codacons ed Adusbef - riferiscono - al fine di una migliore e più tempestiva tutela dei consumatori ed anche di un risparmio delle risorse a disposizione delle Autorità Amministrative Indipendenti interessate, porteranno avanti in tutte le sedi, politiche e istituzionali, la campagna per l'abrogazione della richiesta obbligatoria di parere dell'Antitrust, in materia di pubblicità ingannevole, all'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni".

D.B.
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