I game violenti stressano, ma non quanto certi media

Si è gridato all'allarme per uno studio messo a punto da ricercatori americani sulle reazioni dei videogiocatori dopo sessioni di gioco con certi titoli violenti. Ma sono allarmi del tutto fuori luogo

Roma - La Radiological Society of North America (RSNA) ha reso noti i risultati di uno studio, riguardante i "cervelli" dei gamer, che sta alimentando l'ennesimo caso mediatico sul rapporto videogioco/violenza.

44 teenager sono stati monitorati durante sessioni di gioco da 30 minuti con prodotti violenti (lo shooter in prima persona Medal of Honor: Frontline) e non (l'automobilistico Need for Speed: Underground, vedi immagine qui sotto). Dopo di che ai soggetti sono state richieste una serie di attività da effettuare sotto l'"occhio" della risonanza magnetica: in questo modo è stato possibile rilevare le differenze sorte dopo il gioco fra il gruppo dei "soldati" e quello dei "piloti".

"Durante le azioni che richiedono concentrazione e l'elaborazione di stimoli emozionali, i giovani che avevano giocato al titolo violento hanno mostrato precise differenze nell'attivazione del cervello rispetto agli altri", ha dichiarato il dottor Vincent Matthews, autore dello studio e docente di Radiologia presso Indiana University School of Medicine.
Queste attivazioni sembrano essere paragonabili al cosiddetto "fight-or-flight response". Una sorta di stimolo che fa reagire il cervello, con segnali alle ghiandole surrenali per la produzione di ormoni come l'epinefrina (adrenalina) e norepinefrina. Insomma, aumenta la tensione muscolare, cresce il battito cardiaco, sale la pressione del sangue e accelera anche la respirazione.

Un'immagine del celebre game di corseQuesta, in fondo, non è altro che la definizione scientifica di normali situazioni di stress, che nel lungo periodo potrebbero essere responsabili di problemi più gravi. Ma molti media in queste ore si sono scatenati soffiando sul fuoco: "Allarme! I giochi violenti alterano i cervelli dei nostri figli".

E dire che sarebbe bastato leggere le dichiarazioni conclusive del dottor Matthews: "Negli studi futuri sarà importante cercare di scoprire i motivi di queste differenze funzionali; di fatto per ora sappiamo che esistono". Oppure dare un'occhiata online a quelle pubblicate sul sito ufficiale RSNA: "Questo studio ha dimostrato che i giocatori di titoli violenti attivano maggiormente le regioni del cervello associate al risveglio emozionale, e meno a quelle esecutive. Vi è bisogno di più studi per comprendere se questa combinazione di effetti è capace di rendere gli individui più inclini alla violenza".

Concludendo, si può affermare che giochi diversi stimolano parti del cervello diverse, almeno fino al prossimo studio.

Dario d'Elia
73 Commenti alla Notizia I game violenti stressano, ma non quanto certi media
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  • Come al solito, da un fronte (e pure dall'altro), si fa di tutta l'erba un fascio! Trovo incredibile dire che i videogiochi provochino violenza, stress e malattie psico-fisiche, ma trovo ancora più tremendo dire che non ci dovrebbe essere alcun controllo sui contenuti.
    Si dovrebbe meno pensare al generale e più ai casi specifici.
    Infatti esistono persone (bambini e NON più bambini) portati a compiere atti violenti, spregiudicati o semplicemente "atipici", che aspettano solamente un input da parte di qualsiasi fonte esterna per scattare.
    Resta da stabilire quale sia la percentuale di influenza (e quindi di "colpa") dei videogiochi sulle azioni/reazioni di queste persone...
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Come al solito, da un fronte (e pure dall'altro),
    > si fa di tutta l'erba un fascio! Trovo
    > incredibile dire che i videogiochi provochino
    > violenza, stress e malattie psico-fisiche, ma
    > trovo ancora più tremendo dire che non ci
    > dovrebbe essere alcun controllo sui
    > contenuti.
    > Si dovrebbe meno pensare al generale e più ai
    > casi
    > specifici.
    > Infatti esistono persone (bambini e NON più
    > bambini) portati a compiere atti violenti,
    > spregiudicati o semplicemente "atipici", che
    > aspettano solamente un input da parte di
    > qualsiasi fonte esterna per
    > scattare.
    > Resta da stabilire quale sia la percentuale di
    > influenza (e quindi di "colpa") dei videogiochi
    > sulle azioni/reazioni di queste
    > persone...

    Facciamo così, dotiamo tutte le automobili di strumenti per disabili (naturalmente tutte cose che paghi quando compri l'auto)... dopotutto... si dovrebbe pensare meno al generale e più ai casi specifici.

    Io non sono malato, non voglio essere trattato come un malato. Se voglio giocare RoR o Carmagghedon devo essere libero di farlo.

  • - Scritto da: Wakko Warner
    >
    > - Scritto da:
    > > Come al solito, da un fronte (e pure
    > dall'altro),
    > > si fa di tutta l'erba un fascio! Trovo
    > > incredibile dire che i videogiochi provochino
    > > violenza, stress e malattie psico-fisiche, ma
    > > trovo ancora più tremendo dire che non ci
    > > dovrebbe essere alcun controllo sui
    > > contenuti.
    > > Si dovrebbe meno pensare al generale e più ai
    > > casi
    > > specifici.
    > > Infatti esistono persone (bambini e NON più
    > > bambini) portati a compiere atti violenti,
    > > spregiudicati o semplicemente "atipici", che
    > > aspettano solamente un input da parte di
    > > qualsiasi fonte esterna per
    > > scattare.
    > > Resta da stabilire quale sia la percentuale di
    > > influenza (e quindi di "colpa") dei videogiochi
    > > sulle azioni/reazioni di queste
    > > persone...
    >
    > Facciamo così, dotiamo tutte le automobili di
    > strumenti per disabili (naturalmente tutte cose
    > che paghi quando compri l'auto)... dopotutto...
    > si dovrebbe pensare meno al generale e più ai
    > casi
    > specifici.
    >
    > Io non sono malato, non voglio essere trattato
    > come un malato. Se voglio giocare RoR o
    > Carmagghedon devo essere libero di
    > farlo.

    La mia non è una presa di posizione ma solo una constatazione dei fatti. Rileggi bene quanto scritto sopra invece di pensare alle macchine per invalidi va... Occhiolino
    non+autenticato
  • cioè, non è che se gioco a DEFCON in modalità "officer" (6 ore di partita) vuol dire che diventerò un folle bombarolo atomico!

    ma se le scrivono di notte al buio, i giornalisti?
    non+autenticato
  • Per essere precisi lo studio ha sottoposto 34, e non 44 teen agers! In ogni caso, al di la di dichiarare quale parte del cervello viene maggiormente stimolata a seconda del tipo di gioco, credo che ogni genitore oggi sia in grado di notare gli effetti talvolta devastanti in generale, dei giochi elettronici e in particolare di quelli piu' violenti.
    Come genitore di un 12enne (maschio, caucasico, fisico atletico, per dirla alla ricerchese) non posso fare a meno di essere preoccupata per la situazione decisamente allarmante. Non e' solo un effetto dei giochi, ovviamente, ma certo e' un problema serio!
    La regola che ho imposto al bambino, per proteggerlo dagli effetti negativi (so che ricevero' enormi critiche per questo!) e' una durata max di 30 minuti al giorno, con esclusione di alcuni giorni e, naturalmente, di alcuni giochi! Non credo sia una regola da applicare a tutti, ma non vi nascondo che gli effetti di questi giochi sul mio bimbo, evidentemente piu' sensibile di altri, erano devastanti! Per farvi un esempio, quando un suo compagno gli presto' un gioco particolarmente violento (di guerra), nonostante ci giocasse 30 minuti al giorno (se non era in punizione per note varie...) capitava che quando eravamo in giro, magari al supermercato, lo vedessi immaginare di essere in mezzo alla jungla circondato da nemici, tirare fuori un mitra e sparare (con tanto di rumore RA-TA-TA-TA-TA) contro ignare e innocenti casalinghe. Non era tanto per gli sguardi perplessi delle innocenti signore, ma era drammatico constatare che la realta' virtuale era certamente, per lui, presente anche a computer spento, in mezzo alla vita reale. Questo e' solo un esempio, vi assicuro che ci sono effetti anche piu' devastanti, come la "dipendenza" da questi giochi, tale da far risultare impossibile definire "gioco" qualsiasi altro tipo di attivita' ludica. Per capirci ,se gli si toglie la play o il pc, certi ragazzini la sentono come una privazione ASSOLUTA del GIOCO! Fateci caso...
    Io appartengo ad un'altra generazione, ho quasi 40 anni e 30 anni fa l'idea del gioco era molto legata alla creativita' ed alla condivisione, allo stare insieme con i coetanei, all'aria aperta o tutti a casa di uno....ma insieme. L'interazione era fondamentale, la fantasia ci permetteva di giocare anche con un banale fazzoletto, e l'allegria ed il divertimento non mancavano mai, anche dando calci ad un banale barattolo in cortile. Oggi il GIOCO e' predefinito (perche' nell'elettronica non sei esattamente tu a decidere cosa accadra' ma chi ha scritto il software ha gia' deciso quasi tutto), e' individuale, e' al di fuori della realta', e' stressante (non sento mai il mio bimbo ridere a crepapelle), e puo' generare incubi notturni, oltre ad isolare sempre di piu'.
    Lungi da me il voler tirar fuori il solito "ai miei tempi"...ma trovo che troppi genitori non si siano resi conto del problema, e concedano a ragazzini di 7, 8, 9 anni lo stupido lusso di giocare 2 o 3 ore di seguito a giochi non adatti a quell'eta dello sviluppo particolarmente critica e importante.
    Mio figlio viene preso in giro dai compagni se racconta che puo' giocare solo 30 minuti al giorno....almeno dall'80% dei compagni, che invece giocano circa 2 ore al giorno, con una scelta di giochini che non approvo....
    Roba del calibro di Manhunt (lo conoscete?), dove rivesti il ruolo di uno spietato killer e le missioni non sono proprio educative (non che i giochi debbano esserlo sempre, pero'...) o giochi di guerra o horror piuttosto angoscianti..
    Parliamoci chiaro, nel 2000 sono stata una delle prime ad acquistare la PS2, mi sono divertita con SSX e le folli acrobazie dello snow board, ho seguito tutte le orme di Lara Croft, ho vissuto le incredibili atmosfere di Davil May Cry....ho provato l'esperienza divertente dei giochi di ruolo on line, ma alla mia veneranda eta' si e' capace di distinguere la realta' dalla finzione, si e' anche in grado di darsi dei limiti...si cerca lo svago in maniera controllata, non si puo' pretendere lo stesso da ragazzini o adolescenti!
    Quindi, quando osservo mio figlio che mi supplica con le lacrime agli occhi di poter giocare 30 minuti anche se e' in punizione (e vi giuro, sono lacrime di dolore e non sono capricci) credo che siamo di fronte a un problema, e invito i genitori che ancora non vogliono fare i conti con queste difficolta' a prendere in mano la situazione e assumersi la responsabilita' di fare delle scelte che i figli, ormai giocoelettronicodipendenti, non sono in grado di fare.
    Invitiamoli ad andare ai giardini, ridiamogli la bicicletta, lasciamo che facciano qualche sport in piu'...e che stiano in mezzo agli altri perche' e' la vita vera quella che va vissuta, e magari a volte invece di 30 minuti di play, leggiamo insieme un libro e lasciamo che la fantasia trovi uno spazio...
    E' troppo presto oggi per dire con certezza quali effetti questi videogames facciano sui nostri bambini, ma e' troppo tardi per non affrontare la questione!

    Saluti, da una mamma attenta...e preoccupata!
    non+autenticato
  • da papa di una figlia 12enne:

    - non chiamare bimbo tuo figlio.... lo so che è difficile, ma non lo è più (e mia figlia si inalbera se la si chiama ancora bambina)

    - ra-ta-ta-ta lo facevo anch'io, con il mano qualunque cosa assomigliasse vagamente ad un ficile (manico di scopa, righello di scuola, etc) e senza videogiochi

    - a me personalmente quei giochi stile FrontLine danno più che stress un'ansia da star male, ma questo penso sia dovuto all'età (adesso voglio giocare senza morire, potrebbe essere uno spunto per come questi giochi vengano percepiti in età diverse)

    - effettivamente la dipendenza da gioco esiste, ma non criminalizzerei i giochi violenti in quanto tali, mia moglie è maestra e ha visto bambini letteralmente dipendenti da "giochini" da GameBoy (ancora peggio perchè si possono prtare in giro e ci si può giocare praticmanet ein ogni momento)

  • - Scritto da: ishitawa
    > da papa di una figlia 12enne:
    >
    > - non chiamare bimbo tuo figlio.... lo so che è
    > difficile, ma non lo è più (e mia figlia si
    > inalbera se la si chiama ancora
    > bambina)

    Scusa, i maschietti non hanno lo sviluppo accelerato delle femmine, lo dimostra il fatto che fino a 35 anni restano con mamma e papa'...mi dispiace ma a 12 anni e' ancora un bimbo, passami il termine!

    >
    > - ra-ta-ta-ta lo facevo anch'io, con il mano
    > qualunque cosa assomigliasse vagamente ad un
    > ficile (manico di scopa, righello di scuola, etc)
    > e senza
    > videogiochi

    Ra-ta-ta-ta lo facevo anch'io, giocavo ai cow-boy insieme agli amici, ma mai mi sarebbe venuto in mente di dire a mia madre, mentre faceva la spesa, dopo aver fatto una strage di casalinghe "pensa che figo se adesso avessi un'arma vera, pensa che strage potrei fare e scorrerebbero litri di sangue qui, sotto le arance e i pompelmi, poi arriverebbe la squadra anti terrorismo (SWAT) etc etc.... Perdonami, ma il nostro era un altro RA-TA-TA-TA!

    >
    > - a me personalmente quei giochi stile FrontLine
    > danno più che stress un'ansia da star male, ma
    > questo penso sia dovuto all'età (adesso voglio
    > giocare senza morire, potrebbe essere uno spunto
    > per come questi giochi vengano percepiti in età
    > diverse)

    Se danno ansia e stress a te, che credo abbia superato i 30 anni, hai idea di cosa possono scatenare in un ragazzino (perdonami, nel tuo caso una signorina)??? No, ecco, questo e' il problema!

    >
    > - effettivamente la dipendenza da gioco esiste,

    EVVIVA! Ammettiamo almeno un problema!

    > ma non criminalizzerei i giochi violenti in
    > quanto tali, mia moglie è maestra e ha visto
    > bambini letteralmente dipendenti da "giochini" da
    > GameBoy (ancora peggio perchè si possono prtare
    > in giro e ci si può giocare praticmanet ein ogni
    > momento)

    Io criminalizzo i due problemi, il gioco elettronico super-mario-bros ha certi effetti, il gioco Manhunt o GTA ne ha decisamente altri. E' ora di svegliarsi..... il problema non sono i bambini, siamo noi genitori...

    Sempre una mamma preoccupata!
    non+autenticato

  • > Se danno ansia e stress a te, che credo abbia
    > superato i 30 anni, hai idea di cosa possono
    > scatenare in un ragazzino (perdonami, nel tuo
    > caso una signorina)??? No, ecco, questo e' il
    > problema!
    >

    forse no, perchè io mi ci immedesimo di più (devo riuscire a terminare la missione senza farmi colpire, un bambino invece può giocarci e basta)

    E'
    > ora di svegliarsi..... il problema non sono i
    > bambini, siamo noi
    > genitori...
    >
    giusto, quindi non chiediamo che vengano ritirati dagli scaffali certi gioco, ma siamo noi genitori che non dobbiamo darglieli
    (sulle scatole c'è già scritto 14+, 17+)
  • Ecco, come mamma preoccupata e attenta, autrice del primo post, devo proprio continuare la discussione, e' un "dovere morale"...

    - Scritto da: ishitawa
    >
    > > Se danno ansia e stress a te, che credo abbia
    > > superato i 30 anni, hai idea di cosa possono
    > > scatenare in un ragazzino (perdonami, nel tuo
    > > caso una signorina)??? No, ecco, questo e' il
    > > problema!
    > >
    >
    > forse no, perchè io mi ci immedesimo di più (devo
    > riuscire a terminare la missione senza farmi
    > colpire, un bambino invece può giocarci e
    > basta)
    >


    Ma ti rendi conto? Stai dicendo che tu, adulto, ti ci immedesimi, e il ragazzino con il cervello che si sta ancora sviluppando (si spera), no??? Stai scherzando? Partiamo da un assunto, perche' forse c'e' anche un po' di ignoranza (nel senso di non-conoscenza), la TV non ha niente a che vedere con i giochi interattivi, e la differenza sta, appunto, nell'interazione (diversa dal cambiare canale sul telecomando).. ok? L'interazione scatena un coinvolgimento molto alto nell'adulto (come affermi tu e io confermo, nella mia esperienza di gioco virtuale), ma hai idea del livello di "partecipazione" di un bambino o di un adolescente?


    > E'
    > > ora di svegliarsi..... il problema non sono i
    > > bambini, siamo noi
    > > genitori...
    > >
    > giusto, quindi non chiediamo che vengano ritirati
    > dagli scaffali certi gioco, ma siamo noi genitori
    > che non dobbiamo
    > darglieli
    > (sulle scatole c'è già scritto 14+, 17+)

    Sulle scatole c'e' scritto, e' vero, ma a parte il fatto che io non lascio che un'etichetta guidi le mie scelte, il problema e' sempre il mondo intorno a me, fatto di genitori che IGNORANO il 18+ o il pugnetto...e riempiono i loro figli di giochi pericolosi. Io posso controllare cio' che entra in casa mia, ma se il bambino frequenta gli amici (cosa piu' che giusta) e questi hanno tutti quei giochini 18+, allora si perde il controllo. Per questo dico ai genitori "SVEGLIAAAAAA!!!! Quello non e' amore, amare e' anche saper dire NO!"

    Sempre una mamma preoccupata, ma molto attenta!
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Ecco, come mamma preoccupata e attenta, autrice
    > del primo post, devo proprio continuare la
    > discussione, e' un "dovere
    > morale"...
    >

    dopo questa affermazione non discuto più

    > Per questo dico ai genitori "SVEGLIAAAAAA!!!!
    > Quello non e' amore, amare e' anche saper dire
    > NO!"
    >

    ok, non ho saputo resistere e continuo: appunto devono essere i genitori a dire NO, oppure a sedersi accanto al figlio e parlagli, non bisogna scaricare le responsabilità sulle istituzioni perchè vietino i vg violenti (e poi i film, e poi i fumetti, e Topolino che è sempre con la pistola in mano..)

  • > Per questo dico ai genitori "SVEGLIAAAAAA!!!!

    Limitati a tuoi figlio, solo questo ti compete.
    Educare gli altri adulti no.
    non+autenticato

  • > Limitati a tuoi figlio, solo questo ti compete.
    > Educare gli altri adulti no.

    No, mi dispiace, sono d'accordo con la mamma!
    Io sono un padre e ho lo stesso problema: in casa mia controllo quello che entra, quando il ragazzo va a casa di altri, trova tutto quello che io ho vietato. Mi sento disarmato.
    E' vero, GENITORI SVEGLIA!!! Questo vale anche per Internet, io ho installato un parental control,tutti gli altri vanno liberamente, perchè magari i loro genitori manco sanno che significa Internet. Così quello che io blocco dalla porta, rientra dalla finestra. Ma non è un discorso di censura, è solo un discorso di opportunità rapportate all'età. Dareste vino a uno di 10 anni? no (spero...), ma a 20 ne può bere quanto ne vuole (spero no....)
    Non voglio allargare il discorso di qusti giorni del bullismo, ma io credo che tutto debba partire dalla famiglia. La delega completa alla scuola è solo disinteresse e viltà. Vi consiglio un libro, si intitola "I no che aiutano a crescere".


    Un papà attento, preoccupato, ma solo.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > > Limitati a tuoi figlio, solo questo ti compete.
    > > Educare gli altri adulti no.
    >
    > No, mi dispiace, sono d'accordo con la mamma!
    > Io sono un padre e ho lo stesso problema: in casa
    > mia controllo quello che entra, quando il ragazzo
    > va a casa di altri, trova tutto quello che io ho
    > vietato. Mi sento
    > disarmato.

    No, ti senti "impotente". Non puoi farci nulla, per quanto tu ti sforzi tuo figlio farà le sue esperienze, che a te piaccia o no. Ed è _giusto_ che sia così. Che tu ci creda o no tuo figlio non è una proprietà privata a cui tu possa imporre la tua legge, si tratta di una persona con una personalità del tutto indipendente dalla tua e che può avere idee e ideali del tutto differenti dai tuoi, incomincia a rispettarlo come tale anziché pensare di metterlo sotto una campana di vetro come una scimmietta da mostrare agli amici.

    > E' vero, GENITORI SVEGLIA!!! Questo vale anche
    > per Internet, io ho installato un parental
    > control,tutti gli altri vanno liberamente, perchè
    > magari i loro genitori manco sanno che significa
    > Internet. Così quello che io blocco dalla porta,
    > rientra dalla finestra. Ma non è un discorso di
    > censura, è solo un discorso di opportunità
    > rapportate all'età. Dareste vino a uno di 10
    > anni? no (spero...), ma a 20 ne può bere quanto
    > ne vuole (spero
    > no....)

    Che ci sarebbe di male a far assaggiare vino a un bambino/ragazzino di 10 anni?

    Dimmi, cosa preferisci... che tuo figlio possa fare esperienze del tutto innocue che però a te "dispiacciono" oppure che tuo figlio vada in galera per una legge che tu stesso hai aiutato a firmare e solo perché hai paura che tuo figlio non diventi la tua copia?
  • Dimmi solo una cosa: non hai figli, vero?
    Quello che tu dici riguardo le sue esperienze, è giustissime, le faccia anche se sono diverse da quelle che gli farei fare io, ma questo da una certa età in poi. Non lo considero una scimmietta da mostrare, ma non voglio, e sottolineo _NON VOGLIO_ che a 12 vada a finire, per fare l'esempio di internet, su siti di perversione sessuale, tipo animali, o quelli che si c..ano o pi..ano addosso. In questi casi ed in questo momento, io blocco. Punto.

    non+autenticato
  • - Scritto da:
    > Dimmi solo una cosa: non hai figli, vero?

    Tu veramente ritieni che se li avessi non farei esattamente quello che ho detto?
    Forse il fatto di avere figli ti da un'autorità in materia che io non ho? Un po' come la mamma che ha cotto il proprio neonato nel microonde dell'altro giorno [ http://punto-informatico.it/f/m.aspx?m_id=1787294&... ]? Anche lei aveva questa autorità acquisita dal parto?

    > Quello che tu dici riguardo le sue esperienze, è
    > giustissime, le faccia anche se sono diverse da
    > quelle che gli farei fare io, ma questo da una
    > certa età in poi.

    Perché?

    > Non lo considero una scimmietta
    > da mostrare, ma non voglio, e sottolineo _NON
    > VOGLIO_ che a 12 vada a finire, per fare
    > l'esempio di internet, su siti di perversione
    > sessuale, tipo animali, o quelli che si c..ano o
    > pi..ano addosso. In questi casi ed in questo
    > momento, io blocco.
    > Punto.

    E cosa ne penserà tuo figlio quando avrà raggiunto un'età che per te è ragionevole (a proposito... se non 12... quando? 14? 18? 21? 30?) e non saprà cosa si trova di fronte perché _tu_ hai fatto finta che il fatto non esistesse e non hai voluto che sappia che certe cose esistono?

    L'educazione sessuale dovrebbe incominciare a 9 anni, PRIMA che i ragazzi divengano fertili e magari facciano qualche cazzata... e dovrebbe includere ANCHE quello che a te fa tanto schifo, se non altro per dirgli "guarda... esiste anche questo, personalmente però a me fa schifo, poi vedi tu".
    Pensi di insegnare a tuo figlio i tuoi valori nascondendo la realtà dietro un filtro?



    [OT]
    Poi trovo veramente ridicolo il fatto che si dia per scontato che se uno non è genitore allora "non può capire" ma si da ragione ai preti (che per definizione figli non ne hanno) quando ritengono di sapere cosa è giusto o sbagliato per i figli degli altri.
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 30 novembre 2006 14.33
    -----------------------------------------------------------
  • Ora voglio vedere cosa dicono W.W. & Co. di fronte a questo articolo che conferma le mie idee in merito:

    http://punto-informatico.it/pm.aspx?m_id=1786373&i...

    Non ci voleva uno scienziato per capire che immedesimandosi in una situazione di guerra o di omicidio il cervello produce situazioni di stress, che accumulandosi potrebbero portare a problemi più gravi. Bastava solo un pò di buon senso...

    Saluti
    A.M.
    non+autenticato
  • veramente mi stresso e mi innervosisco molto di più quando gioco a calcio.. o quando guido..

    vai a vederti qualche partita.. o fatti un giro in macchina su strade strette ai 40 all'oraA bocca aperta
  • per dire che:

    Concludendo, si può affermare che giochi diversi stimolano parti del cervello diverse, almeno fino al prossimo studio.


    Se manco loro sanno che effetto fanno NESSUNO dovrebbe permettere di sputare sentenze.

  • Chiunque giochi sa che le corse automobilistiche e i giochi shooter devono essere affrontati in modo diverso.
    I giochi di corsa devono essere ragionati calcolati e abbastanza prevedibili.
    Gli shootter e' piu' casuale stimola le emozioni, paura gioia strees ecc.
    Non e' che questi studi abbiano scoperto chi sa che cosa bastava chiedere a chi gioca e ne sa qualcosa che sarebbe arrivato alla stessa conclusione.
    Arrivare a dire che i giochi stimolano la violenza e' un altra cosa. (mai come la TV-telegiornali-trasmissioni di intrattenimento che mi sembrano molto piu' violente)
    Imparino i genitori a giocare (in tutti i sensi) cosi' possono controllare cosa fanno i loro figli e magari divertirsi insieme.
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