Cellulari, 10mila batterie raccolte

Lo afferma Omnitel, che assieme a Legambiente e Cobat anima la campagna per il recupero delle batterie esaurite. Disperse nell'ambiente o smaltite senza selezione, le vecchie batterie costituiscono una grave fonte di inquinamento

Milano - C'Ŕ tempo ancora fino al 28 febbraio per riportare nei negozi Omnitel le proprie batterie di cellulare di qualsiasi marca e tipo e acquistarne di nuove con 20mila lire di sconto. Lo ha ricordato ieri la stessa Omnitel annunciando, insieme a Legambiente e Cobat, i risultati della campagna per il recupero delle batterie esaurite. In origine "l'offerta sconto" avrebbe dovuto concludersi il 15 gennaio.

Negli ultimi due mesi, ha spiegato l'azienda in una nota, sono state raccolte 10mila batterie esaurite nei 140 esercizi "Spazio Omnitel" che hanno esposto i contenitori adatti, quelli che consentono un successivo smaltimento delle batterie con metodi che riducono grandemente l'impatto ambientale di questi device.

Le batterie vecchie dei cellulari, smaltite in modo non appropriato o addirittura disperse nell'ambiente, costituiscono un serio pericolo per il territorio. Un problema che in Italia Ŕ particolarmente pressante vista la presenza nel paese di 40 milioni di apparecchi di telefonia mobile.
Lo smaltimento Ŕ affidato a Cobat (Consorzio obbligatorio batterie), un ente nato per volere dei ministeri dell'Ambiente e dell'Industria, che deve disporre dei due quintali di batterie al nichel-cadmio raccolte finora.

Il problema dello smaltimento era giÓ stato illustrato da Ermete Realacci, presidente di LegaAmbiente: "In Italia ormai ci sono quasi 40 milioni di telefonini e almeno altrettante batterie circolanti. Un fenomeno che oltre ad aver evidentemente cambiato le abitudini degli italiani Ŕ di grande impatto anche per l'ambiente. Non si pu˛ sottovalutare, infatti, che solo nel 1999 sono state "buttate" 966 tonnellate di batterie e si prevede che nel 2010 questa cifra salirÓ a 2550 tonnellate. Un volume di rifiuti che contiene elementi chimici come il nichel, il cadmio, il cobalto, e le terre rare e che se finisse direttamente in discarica potrebbe causare gravi danni all'ambiente circostante, primi fra tutti l'inquinamento del suolo e delle falde acquifere".