Vodafone multata dall'Antitrust

Nel mirino del Garante della Concorrenza e del mercato, la pubblicità dell'offerta Vodafone Five

Roma - Ammonta a 54.100 euro la multa che l'Antitrust ha irrogato a Vodafone, giudicando ingannevoli alcuni spot televisivi e messaggi pubblicitari pubblicati su carta stampata, legati all'offerta Vodafone five.

Il provvedimento dell'Antitrust ha avuto origine da due differenti richieste di intervento. La prima è stata formulata da un non meglio precisato "concorrente", che ha segnalato uno spot televisivo andato in onda in aprile. Sfortunatamente per Vodafone, i concorrenti oltre a guardare la TV leggono anche i giornali: la seconda segnalazione riguardava infatti un messaggio pubblicitario pubblicato a fine giugno da un quotidiano, segnalato da un altro concorrente.

All'attenzione dell'Authority sono stati sottoposti i messaggi che avrebbero lasciato intendere che la prospettata tariffa di cinque centesimi fosse "valida per ogni chiamata, laddove invece tale costo vale soltanto per ogni minuto di conversazione". Inoltre, le indicazioni relative allo scatto alla risposta (12,5 centesimi), ai costi per l'abbonamento, nonché alla sussistenza di un limite temporale di validità dell'offerta pari a 2000 minuti di conversazione sarebbero state "scarsamente intelligibili". Sul quotidiano, inoltre, il messaggio avrebbe omesso "alcune rilevanti condizioni economiche necessarie per poter ottenere i modelli di telefono UMTS
raffigurati".
Nel corso dell'istruttoria, l'Antitrust ha chiamato in causa l'Agcom, richiedendone il parere in quanto "i messaggi oggetto del presente provvedimento sono stati diffusi per via televisiva e attraverso stampa quotidiana". L'Authority delle Comunicazioni non ha però ravvisato fattispecie di ingannevolezza, ritenendo "gli elementi relativi all'offerta tariffaria reclamizzata (...) riportati in maniera completa e intelligibile".

Nonostante questo, l'Antitrust ha valutato ingannevoli le due reclamizzazioni, esprimendo un giudizio "in parziale difformità dal parere dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni" e irrogando inizialmente una sanzione pecuniaria di 39.100 euro, che è infine lievitata a 54.100 euro per "la circostanza aggravante della recidiva in quanto l'operatore risulta già destinatario di provvedimenti di ingannevolezza".

Non è la prima volta che le due Authority giungono a conclusioni differenti e che l'Antitrust concluda un'istruttoria esprimendo un giudizio opposto a quello dell'Agcom, che in determinati casi deve essere chiesto obbligatoriamente, ma che non ha alcun carattere vincolante. Una circostanza che, ad avviso di varie associazioni dei consumatori, diluisce pesantemente questi procedimenti. Per questo motivo, le associazioni hanno deciso di condurre, presso sedi politiche e istituzionali, una campagna per l'abrogazione dell'obbligo di richiesta del parere Agcom da parte dell'Antitrust.

Dario Bonacina