Acqua su Marte, base su Luna

Sono state trovate inedite evidenze sul Pianeta Rosso: in corso gli accertamenti che potrebbero portare a nuove clamorose decisioni sull'esplorazione spaziale. Nei giorni scorsi NASA ha annunciato il Progetto Moon

Houston - Sono le molte fotografie archiviate negli anni dalla NASA ad aver consentito in queste ore ai ricercatori dei laboratori spaziali di individuare un fatto inedito: la presenza di residui che potrebbero essere stati provocati dalla presenza di acqua e che solo pochi anni fa erano assenti.

Com'è comprensibile, i ricercatori sono molti cauti: la possibile presenza di riserve d'acqua sul Pianeta Rosso potrebbe portare ad un cambio di rotta radicale nelle attuali strategie dell'esplorazione spaziale.

Le novità arrivano da Space.com, dove si spiega che un team di scienziati di Malin Space Science Systems, uno dei soggetti che hanno realizzato il modulo di ricognizione Mars Orbiter, ha esaminato immagini di quelli che sono sempre apparsi come letti di fiumi che un tempo qualcuno ritiene scorrevano in certe zone. Paragonando le immagini più recenti a quelle già archiviate dal 2000, sono stati raggiunti risultati sorprendenti. "Ciò che hanno trovato - scrive l'autorevole magazine - sono nuovi depositi che non sembrano essere nati da frane quanto invece dall'opera di ghiaccio, depositi di sale o da quelle prove a lungo ricercate del fluire, anche in epoca recente, di acqua su Marte".
Sono gli stessi ricercatori però a gettare acqua sul fuoco: "Il nostro livello di certezza sul quale possiamo basare la risposta alla domanda se queste evidenze siano state formate dall'acqua è elevato, ma non estremamente elevato. Certo le prove sono assai suggestive".

Alcune immaginiQueste immagini, vedi qui a lato un esempio, scatenano naturalmente le speranze di molti: sebbene più volte siano stati individuati possibili evidenze della presenza di acqua nel remoto passato, il fatto che in questi anni si siano formate nuove evidenze suscita interesse. Non lo nascondono i ricercatori, secondo cui sarà necessario "vedere da vicino" queste formazioni per confermare o smentire tutto questo.

Nei giorni scorsi ha invece sollevato molta attenzione l'annuncio con cui NASA ha descritto il futuro dell'esplorazione lunare, un futuro che prevede la creazione di una base permanente sulla Luna. L'idea è che, a partire dal 2020, missioni di sei mesi condotte da un pugno di astronauti potrebbero trovare "ospitalità" proprio nella base lunare, ampliandola e potenziandola col tempo. NASA non ha nascosto che potrebbe rappresentare il trampolino di lancio per l'esplorazione di Marte.

Una approfondita sezione del sito NASA è stata dedicata al progetto, con il titolo: "Perché tornare sulla Luna?".
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