I bug rallentano l'economia

Uno studio sostiene che nei soli Stati Uniti i bug dei software costino ogni anno 59,5 miliardi di dollari, divisi a metà tra produttori e utenti

Roma - Una cifra enorme, 59,5 miliardi di dollari, pesa sull'economia americana in termini di costo ogni anno a causa dei bug del software. Ad affermarlo è il NIST, l'autorevole istituto nazionale americano sugli standard e la tecnologia, secondo cui metà dei costi è in carico ai produttori e l'altra metà finisce sulle spalle dell'utente finale.

Il NIST sostiene che quella dei bug nel software è una piaga che è qui per rimanere. Allo stesso tempo però ritiene che un terzo dei costi totali potrebbero essere completamente azzerati con un lavoro di "collaudo" del software più esteso, prolungato e diversificato, capace di portare alla luce molti bug prima dell'effettiva introduzione di applicazioni o sistemi operativi sul mercato.

In particolare, lo studio realizzato dall'RTI (Research Triangle Institute) per conto del NIST, si concentra su due grandi settori dove il software ricopre un ruolo centrale per l'economia americana: la produzione automobilistica e aerospaziale e i servizi finanziari con le loro infrastrutture di comunicazione.
Nel primo caso, il NIST ha stimato costi annuali per 1,8 miliardi di dollari, in un settore dove "errori software significativi" è una situazione citata dal 60 per cento degli interessati. Molto più elevato, 3,3 miliardi di dollari, il danno che i "software bug"causano al settore finanziario.

Conseguenza della situazione è dunque un rallentamento economico accoppiato alle ottime speranze di sviluppo per l'industria dei sistemi di collaudo, dei software di testing e dei programmi di verifica che nel 2004 potrebbero raggiungere, negli USA, un mercato dal valore di 2,6 miliardi di dollari.
TAG: mercato
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