La voce della UE sui costi di ricarica

La Commissione precisa che la questione è nelle mani delle Authority italiane, dalle quali si attende un pronunciamento. Che potrebbe arrivare oggi da Agcom

Roma - È compito delle Authority italiane intervenire sui costi di ricarica. È questo, in sintesi, quanto si legge nella lettera che Michael Albers, della Direzione Generale Concorrenza e competente per il settore TLC, ha inviato per conto di Neelie Kroes (Commissaria UE alla Concorrenza) ad Andrea D'Ambra, promotore della celeberrima petizione online contro i costi di ricarica praticati dagli operatori mobili.

La lettera è una comunicazione specificamente dedicata alla vicenda e non ha le caratteristiche di una risposta di cortesia. Lo studente ischitano aveva chiesto alla dottoressa Kroes un commento su quanto emerso dall'indagine condotta da Antitrust e Agcom. Segno dell'interesse suscitato dall'iniziativa di D'Ambra.

Questo il testo della lettera inviata da Bruxelles:
Gentile sig. D'Ambra,
La ringrazio per la Sua email del 28 Novembre 2006 indirizzata alla sig.ra Kroes che mi ha chiesto di risponderLe in suo nome. Come nella Sua email inviata al Presidente Barroso in pari data, Lei chiede alla Commissione un commento sull'indagine conoscitiva conclusa dalle Autorità italiane (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni - AGCOM e Autorità garante della concorrenza e del mercato - AGCM) sui c.d. "costi di ricarica" per i telefoni mobili. Lei chiede anche di sapere se la Commissione intende intervenire sulla questione.
Come Lei sa dalla risposta inviataLe a nome del Presidente Barroso, la Commissione ha scritto ad AGCOM e AGCM il 3 Maggio 2006, a seguito della Sua email del 2 Aprile 2006 inviata al Competition Consumer Officer, nella quale Lei denunciava una presunta anomalia italiana sui costi di ricarica per i telefoni mobili. In particolare, la Commissione ha chiesto alle Autorità se avessero intenzione di investigare la questione.

AGCOM e AGCM hanno risposto con l'apertura di un'indagine conoscitiva congiunta in data 7 Giugno 2006 e conclusasi il 15 Novembre 2006. In base ai risultati dell'indagine è previsto un possibile intervento di AGCOM sui costi di ricarica finalizzato - tra gli altri - a tutelare gli interessi degli utenti. È inoltre specificato che gli operatori dovranno fornire agli utenti informazioni trasparenti sui prezzi e le tariffe delle carte prepagate.

In virtù del fatto che il centro di gravità della presunta anomalia è il territorio italiano, la Commissione ritiene appropriato che la questione sia affrontata dalle autorità nazionali, essendo queste posizionate meglio per investigare la questione. Infatti, AGCOM e AGCM hanno il compito di monitorare il mercato e di intervenire a livello regolamentare (o sulla base della normativa a tutela della concorrenza) qualora sia ritenuto necessario.

Pertanto, sulla base dell'azione intrapresa dalle Autorità italiane, la Commissione non intende analizzare la compatibilità dei costi di ricarica dei telefoni mobili italiani con la normativa comunitaria.

Cordiali saluti,

Michael ALBERS
Acting Director "Telecommunications and post, information society Coordination"
Competition Directorate-General
European Commission


La questione, unitamente all'aumento del canone delle linee telefoniche di base di Telecom Italia è tra le voci inserite nell'ordine del giorno che oggi sarà discusso presso il Consiglio dell'Autorithy delle Comunicazioni. Nella stessa occasione è previsto, da parte del Consiglio, un pronunciamento circa l'avvio di una consultazione pubblica relativa all'offerta Vodafone Numero Fisso e alla portabilità dei numeri telefonici di rete fissa su rete mobile, tuttora in attesa di specifica regolamentazione.

D.B.