Questo è l'IT nell'amministrazione centrale dello Stato

Il CNIPA pubblica il piano triennale 2007-2009 per l'update tecnologico del cuore della PA italiana. Servono 6,2 miliardi di euro. Interventi su tutto quello che va dalla Difesa ai Beni Culturali, dalla GdF alla Corte dei Conti

Questo è l'IT nell'amministrazione centrale dello StatoRoma - Le risorse le deve varare il Governo con la legge Finanziaria ma i progetti, le strategie e quel che serve alla pubblica amministrazione centrale italiana per fare dell'informatica un trampolino per la propria efficienza sono tutti nel Piano triennale per l'Informatica nella pubblica amministrazione centrale 2007/2009 pubblicato dal CNIPA, il braccio informatico del Governo. Un Piano che nel complesso delinea una richiesta di investimenti pari a 6,2 miliardi di euro.

Un documento poderoso già trasmesso al Governo nei mesi scorsi e che può ora essere consultato per scoprire e capire come le diverse amministrazioni intendano aggiornare i propri sistemi e dunque indirizzare la spesa IT, destinata a costituire una fetta importante della spesa pubblica italiana informatica e ad interessare, di conseguenza, numerosissime imprese e fornitori di servizi.

Il Piano è costruito ogni anno dal CNIPA a partire dalle proposte delle diverse amministrazioni, che vengono "coordinate" con le linee strategiche generali e integrate: si tratta dunque del documento che contiene quello che dovrebbe accadere per - dice il CNIPA - "migliorare i servizi, rendere più trasparente l'azione amministrativa, potenziare i supporti conoscitivi per i decisori pubblici e contenere i costi dell'amministrazione". Qualcosa, dunque, che interessa da vicino anche il contribuente che voglia capire come verranno spesi i suoi soldi.
Punto primo è il Codice dell'amministrazione digitale, destinato a rivoluzionare il modo in cui la PA opera e in cui si rapporta con il cittadino e l'impresa. Il secondo "nodo" delle strategie è lo sviluppo di servizi verso i contribuenti: nei prossimi tre anni aumenterà l'offerta in Internet, lo sviluppo di contact center telefonici e, dice il CNIPA, di servizi via televisione digitale terrestre. Al centro poi protocollo informatico e gestione documentale, sistemi di gestione del personale e sistemi contabili.

Nel futuribile, il cuore della PA pulsa per un sistema informativo federato, frutto di un modello di Stato federale, che preveda una cooperazione paritaria e non gerarchica tra i diversi soggetti istituzionali. Ci sono PA che già si muovono in questa direzione nei settori sanitario, occupazionale e di gestione del territorio e dei beni culturali. Si muovono anche l'Istruzione e l'Agricoltura.

Tra gli interventi in corso e previsti per il triennio di maggiore interesse c'è la razionalizzazione delle risorse tecnologiche. Da un modello di informatica distribuita, ovvero la messa a disposizione di risorse elaborative in prossimità degli utilizzatori, si va verso un modello di informatica condivisa, soprattutto grazie allo sviluppo della banda larga a basso prezzo e all'ottimizzazione degli apparati esistenti: l'idea è riorganizzare e ri-accentrare le risorse, per spendere meno e meglio.

Da segnalare, invece, che fino ad oggi il Sistema pubblico di connettività (SPC) che avrebbe dovuto rivoluzionare la comunicazione tra amministrazioni pubbliche viene sostanzialmente snobbato dalle amministrazioni. "In alcuni casi - spiega il CNIPA - esistono specifici progetti, ma non sempre sono individuate, nei piani delle amministrazioni, esplicite iniziative di migrazione, che rientrano spesso nei più ampi progetti di evoluzione dei sistemi e delle infrastrutture". Ad ogni modo entro il 2007 saranno pronti i "servizi di interoperabilità evoluta" e successivamente quelli di "cooperazione applicativa" che dovrebbero dare un forte impulso all'SPC.

Da parte sua, il CNIPA cita tra le proprie iniziative il centro di competenza sul riuso del software varato nei mesi scorsi per ridurre costi e tempi di sviluppo all'interno della PA nonché il porting in "modalità ASP" di sistemi della Ragioneria generale dello Stato. Il CNIPA vanta anche l'avvio di progetti di riorganizzazione delle infrastrutture informatiche della PA che, insieme alla ristrutturazione di apparati e servizi, inizieranno a impattare sulle attività della PA già nei prossimi mesi.

E c'è ancora il CNIPA dietro l'attivazione del Centro Unico di Backup degli enti previdenziali e assicurativi (CUB), operativo da giugno del 2005, al quale attualmente aderiscono INPS, INAIL, IPOST e INPDAP.

Il CNIPA continuerà poi a lavorare sui portali di Stato, come il Portale per i servizi alle imprese, visti come una modalità di accesso rapido ad informazioni e servizi. Tra le novità in arrivo, l'istituzione del Centro di Competenza sulla customer satisfaction, "che - spiega il CNIPA - eserciterà una funzione di promozione e indirizzo della pratica della misura della soddisfazione degli utenti riguardo l'utilizzo dei servizi on line della pubblica amministrazione".

Tra le tecnologie innovative che si intendono introdurre per migliorare efficienza e servizi si citano VoIP, connettività wireless, mobile government, biometria e RFID.
22 Commenti alla Notizia Questo è l'IT nell'amministrazione centrale dello Stato
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  • l'ente sborsa 400 euro al giorno per la figura di un consulente alla societa A

    La società A versa 200 euro al giorno per avere quel consulente alla società B

    La società B versa 50 euro al giorno al consulente

    ECCO QUESTA è la tragica realtà delle PA in italia...

    miliardi di euro nelle tasche delle grosse società che subappaltano a società più piccole

    facendo finire le briciole sotto forma di contratto a progetto a noi "poveri" operatori.

    se invece di arricchire i soliti gruppi (TELECOM ITALIA IN PRIMIS) si ritornasse ai vecchi cari concorsi pubblici, il denaro si spenderebbe meglio, dando tanta felicità a molte persone, che magari guadagnerebbero qualche briciolino in meno ma con un contratto di lavoro STABILE,

    costando nel contempo meno alla PA e di conseguenza per il contribuente ignaro.


    -Anonimo
    non+autenticato
  • Quanti soldi diamo ad un'azienda americana invece di occupare informatici italiani con soluzioni open ? Dovrò comprare office 2015 per interagire con la pubblica cosa ?
    Flavio F.
    non+autenticato
  • Sbaglio o non si parla da nessuna parte di utilizzare sistemi opensource?
    Non parlo solo di usare linux, apache, php, mysql, etc.. parlo anche di far rilasciare come opensource i software prodotti.
    Attualmente penso che ogni comune, ogni provincia, ogni regione e ogni ministero si facciano scrivere dei software da qualche software house e il lavoro viene duplicato migliaia di volte.
    Basterebbe commissionare un insieme di pacchetti software con l'obbligo di rilasciarlo con licenza opensource per la gestione dei vari uffici e obbligare tutti gli enti pubblici ad utilizzare quello. Lo stato spende un po' di piu' una volta sola (e magari ottenendo un livello qualitativo maggiore) ma poi si evita di spendere migliaia di volte una cifra solo leggermente minore.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Sbaglio o non si parla da nessuna parte di
    > utilizzare sistemi
    > opensource?
    > Non parlo solo di usare linux, apache, php,
    > mysql, etc.. parlo anche di far rilasciare come
    > opensource i software
    > prodotti.
    > Attualmente penso che ogni comune, ogni
    > provincia, ogni regione e ogni ministero si
    > facciano scrivere dei software da qualche
    > software house e il lavoro viene duplicato
    > migliaia di
    > volte.
    > Basterebbe commissionare un insieme di pacchetti
    > software con l'obbligo di rilasciarlo con licenza
    > opensource per la gestione dei vari uffici e
    > obbligare tutti gli enti pubblici ad utilizzare
    > quello. Lo stato spende un po' di piu' una volta
    > sola (e magari ottenendo un livello qualitativo
    > maggiore) ma poi si evita di spendere migliaia di
    > volte una cifra solo leggermente
    > minore.

    Le imprese di casa nostra ci tengono a tenersi i lockin dell'utenza ben stretti.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Sbaglio o non si parla da nessuna parte di
    > utilizzare sistemi
    > opensource?

    Ciao
    se leggi il codice di amministrazione digitale http://www.cnipa.gov.it/site/it-IT/Attivit%c3%a0/C.../ ,    l'articolo 68 cita espressamente l'open source come una delle possibili soluzioni da valutare nell'adozione di software
    Inoltre dice che il formato aperto di rappresentazione dei dati deve essere contemplato.

    > Non parlo solo di usare linux, apache, php,
    > mysql, etc.. parlo anche di far rilasciare come
    > opensource i software
    > prodotti.
    > Attualmente penso che ogni comune, ogni
    > provincia, ogni regione e ogni ministero si
    > facciano scrivere dei software da qualche
    > software house e il lavoro viene duplicato
    > migliaia di
    > volte.
    > Basterebbe commissionare un insieme di pacchetti
    > software con l'obbligo di rilasciarlo con licenza
    > opensource per la gestione dei vari uffici e
    > obbligare tutti gli enti pubblici ad utilizzare
    > quello. Lo stato spende un po' di piu' una volta
    > sola (e magari ottenendo un livello qualitativo
    > maggiore) ma poi si evita di spendere migliaia di
    > volte una cifra solo leggermente
    > minore.

    Piu' o meno e' quello che dice l'articolo 69Sorride


  • - Scritto da:
    > Sbaglio o non si parla da nessuna parte di
    > utilizzare sistemi
    > opensource?
    > Non parlo solo di usare linux, apache, php,
    > mysql, etc.. parlo anche di far rilasciare come
    > opensource i software
    > prodotti.
    > Attualmente penso che ogni comune, ogni
    > provincia, ogni regione e ogni ministero si
    > facciano scrivere dei software da qualche
    > software house e il lavoro viene duplicato
    > migliaia di
    > volte.
    > Basterebbe commissionare un insieme di pacchetti
    > software con l'obbligo di rilasciarlo con licenza
    > opensource per la gestione dei vari uffici e
    > obbligare tutti gli enti pubblici ad utilizzare
    > quello. Lo stato spende un po' di piu' una volta
    > sola (e magari ottenendo un livello qualitativo
    > maggiore) ma poi si evita di spendere migliaia di
    > volte una cifra solo leggermente
    > minore.

    http://solipa.altervista.org
    non+autenticato
  • li spendono in bischerate costosissime ed inutilizzate... ma non tanto per l'effettiva inutilità ma quanto per l'effettiva incapacità del personale ad utilizzare tali strumenti, e la mancanza di voglia di imparare e di lavorare...
    non+autenticato
  • Bisognerà vedere se si troveranno i soldi per 3 anni per finanziare questo progetto.
    Senza contare che quella è la sola fetta che l'amministrazione governativa si trova ad affrontare per la PA.
    non+autenticato
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