Passa il neo-diritto d'autore all'europea

Il Parlamento europeo approva una normativa che prende a sassate le recenti leggi italiane sull'argomento. La copia privata e la copia tecnica si possono fare a patto che non sia a fini commerciali. Chi ringrazia Enrico Boselli?

Passa il neo-diritto d'autore all'europeaStrasburgo - E venne il giorno in cui l'Europa ha detto no all'interpretazione all'italiana del diritto d'autore. Il Parlamento di Strasburgo ha infatti approvato una normativa comunitaria che non vieta la copia di materiali protetti da diritto d'autore a patto che sia a titolo personale, a titolo "tecnico" e comunque non legata ad interessi commerciali diretti o indiretti.

La normativa, che dopo un'ultima ratifica degli emendamenti approvati ieri dovrebbe trasformarsi in direttiva a tutti gli effetti, accoglie solo in parte le richieste dell'industria discografica e dei numerosissimi industriali del rock-pop, da Sting a Laura Pausini, che avevano chiesto leggi severissime anti-pirateria.

Con la trasformazione in direttiva, la nuova norma armonizzerà le diverse legislazioni nazionali del Vecchio Continente e impatterà senza dubbio sulla legge italiana, ben più restrittiva nel significato di "uso personale" rispetto a quanto deciso dall'Europarlamento.
La proposta, di cui era relatore il socialista Enrico Boselli al quale si deve il passaggio degli emendamenti più "morbidi", offre ad ogni modo ai produttori la possibilità di utilizzare a proprio piacimento tecnologie di cifratura e protezione sulle opere messe sul mercato. Sistemi che dovrebbero, a sentire i parlamentari europei, rendere dura la vita ai pirati dell'audio e del video.

Occorre anche sottolineare che il "cuore" della normativa è proprio nel divieto della riproduzione delle opere, sebbene con l'eccezione dell'uso non commerciale che tanto preoccupa i produttori.
37 Commenti alla Notizia Passa il neo-diritto d'autore all'europea
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  • Non ho ancora avuto modo di esaminare la nuova normativa, ma da quello che leggo nell'articolo, il segnale di riforma in ambito copyright sembra piuttosto debole, e la copia per uso personale il 'contentino' per i consumatori. Comunque fa sempre piacere vedere che lobby di multinazionali e di 'famiglie' di editori non trovino sempre la strada spianata. Comunque oltre all'intervento del sen. Boselli, meritano l'attenzione anche gli interventi dei Verdi al parlamento italiano, circa classifiche musicali truccate, presunte ingerenze sul concorso musicale Sanremo?..ecc.

    Purtroppo il problema del mercato legato al diritto d'autore, in particolare quello discografico, è il pesante trust esercitato da parte delle multinazionali che spesso, oltre a possedere la fabbrica Cd, i diritti editoriali e di sfruttamento fonografico dei brani e i realtivi canali distributivi, immettono nel mercato apparecchiature di riproduzione in quanto anche produttori di hardware (vedi sony e philips). Queste stesse aziende impongono prezzi di vendita CD che sono vicini all'introito netto di una giornata di lavoro di un operaio (le fatidiche 40.000), quindi da una parte incoraggiano la pirateria con i prezzi alti, dall'altra gli vanno incontro fornendogli i 'mezzi'.

    La paura maggiore da parte di queste 'entità' è proprio quella di perdere il controllo totale del mercato; produrre musica nel 2001 è estremamente + economico rispetto a soli 10/15 anni fa; con la diffusione di internet il rischio aumenta a dismisura, perché un'etichetta indipendente o un autore che si autoproduce, può decidere di distribuirsi direttamente offrendo prezzi estremamente competitivi. Non a caso il mercato indipendente discografico, nonostante le enormi difficoltà di distribuzione, è in crescita esponenziale in tutto il mondo.

    Spero quindi che la nuova normativa riesca a garantire trasparenza e antitrust nei 'nuovi' settori di distribuzione digitale, perché se le stesse multinazionali si accaparrassero tutti i nuovi standard di sicurezza e protezione ricominciamo da capo. In questo senso l'allarme arriva proprio dalla SIAE che nella nuova bozza di licenza internet, diffusa all'inizio di quest'anno, si riserva il diritto di stabilire quali siano gli standard di sicurezza da utilizzare, anziché fornire i parametri da rispettare (e fare una buona volta chiarezza sull'argomento!)???Ciò significa che se un musicista vuole pubblicare la sua musica su internet dovrà pagare sia la SIAE sia l'utilizzo del sistema di watermark? Non è che ci obbligheranno ad utilizzare Liquid Audio anziché il sistema Pinko pallino??Tutti in attesa della nuova licenza!
    non+autenticato
  • Non ho esaminato la legge in qualunque modo e un primo passo verso i cittadini, ma ci vorrà ancora molto tempo, non dimenticate che la SIAE è una associazione tipica Mafiosa, sono daccordo al diritto di autore, ai fini commerciali, ma sono totalmente contrario, quando i fini sono senza scopo di lucro. Mi fanno totalmente ridere le protezioni digitali, i santi della pirateria, possono tranquillamente superare qualsiasi ostacolo. Per me il pirata della duplicazione fanno bene, il prezzo dei CD è esorbitante, e un vero furto legalizzato, delle case discografiche, non esiste concorrenza del prodotto, ma un monopolio legalizzato dai governi, non esiste libera concorrenza, dello stesso prodotto, diciamo la verità e mafia allo stato puro.
    Si dice che i pirati della duplicazione quadagnano cifre astonomiche, allora le case discografiche hanno guadagni megagalattiche,e tutto sulle spalle del consumatore, che per la grande maggioranza sono giovani e spendono i soldi dei genitori, che sgobbano duro per guadagnarli. Personalmente dato, che non ho possibilità economiche, non ho intenzione di dare a quei ladroni mafiosi della SIAE una sola lira ne del mio, ne tantomeno dei mie genitori.
        come dicono gli inglesi
         Dio Salvi i Pirati!!!!
    non+autenticato
  • Un CD vergine utilizzabile nei masterizzatori "casalinghi" costa circa 1000 lire; un CD "stampato" dall'industria di produzione discografica od informatica, sopratutto se stampato in alte tirature, ormai costa molto meno di mille lire.
    Un autore percepisce dalla SIAE (purtroppo non sono aggiornato ai prezzia attuali) diciamo al massimo 2000 lire per ogni CD venduto. E siamo a 3000 lire. Poi ci sono i costi di distribuzione, i vari ricarichi che strada facendo si hanno. Ed arriviamo a 5.000 lire.
    Un CD dovrebbe costare 10.000 lire al pubblico, e sarebbero già anche troppi dal momento che si trovano ad esempio, Cd di musica classica che costano 3000 lire l'uno (si...... sono quelli registrati da orchestre slave, turche o russe ma vi garantisco che le esecuzioni non sono da meno di quelle di orchestre più afermate).
    Il problema è che ci sono un sacco di spese inutili: la copertina figa con tutte le foto fatte dal fotografo e dal graifico famoso, lo studio di registrazione con i turnisti di moda che da un brano cagone riescono a tirare fuori qualcosa di più che accettabile, gli editori che ci guadagnano un sacco, il produttore che ha rischiato e vuole il suo guadagno, le radio che per far passare il brano all'infinito (così che il brano più cagone del mondo dopo che lo hai ascoltato 4569 volte ti entra nella testa e ti piace) vogliono i soldoni, poi ci sono i passaggi televisivi ed allora altri soldoni........... e la lista non finisce qui. Così noi acquistiamo l'ultimo CD di XXX , lo paghiamo 40.000 lire e ci accorgiamo che a parte quei due brani che ci hanno propinato per mesi il resto é una stronzata. Ed allora le scatole "girano vorticosamente".
    Forse un prezzo più basso dei CD e dei brani di qualità eliminerebbero quasi totalmente il fenomeno della pirateria; poi a me della copertina super figa e del "sound" di moda non me ne frega niente: se un pezzo è bello suona bene anche con una chitarra od un pianoforte da solo.
    non+autenticato
  • Grazie di cuore a chi ha avuto il coraggio e la lungimiranza di far passare la nuova legge.
    Una volta tanto sono grato a un politico!
    non+autenticato
  • Attendi a cantar vittoria....
    L'esperienza insegna che è meglio aspettare e, purtroppo, l'esperienza insegna anche che nell'attesa è meglio preparare la vaselina perché poi "fa meno male".
    \Nulla di personaleOcchiolino

    - Scritto da: *.*
    > Grazie di cuore a chi ha avuto il coraggio e
    > la lungimiranza di far passare la nuova
    > legge.
    > Una volta tanto sono grato a un politico!
    non+autenticato
  • > Attendi a cantar vittoria....
    > L'esperienza insegna che è meglio aspettare
    > e, purtroppo, l'esperienza insegna anche che
    > nell'attesa è meglio preparare la vaselina
    > perché poi "fa meno male".
    OK, ci saranno le inevitabili resistenze da parte delle lobby che hanno tentato di tutto per non farla passare, ma la legge ora e' li'..
    a meno che un giorno la Comunita' Europea sia acquistata da qualche multinazionale possiamo star tranquilliOcchiolino
    non+autenticato
  • Se questo può giovare a napster devo dire che è proprio una ottima normativa. Se non giova a napster va bene lo stesso perchè, parlando seriamente, i cd costano troppo.
    non+autenticato


  • - Scritto da: Franco Massimo
    > Se questo può giovare a napster devo dire
    > che è proprio una ottima normativa. Se non
    > giova a napster va bene lo stesso perchè,
    > parlando seriamente, i cd costano troppo.
    Sul fatto che i cd costino troppo (1000 e + volte il costo industriale) siamo tutti d'accordo, sul fatto, invece, che questa normativa permette di duplicare un CD senza averlo comprato, avrei qualcosa da obiettare. Una norma del genere si basa sulla buona fede di chi duplica un cd di sua proprieta' per motivi tecnici (cosi' non si rovina l'originale) ed evidentemente questa fiducia e' mal riposta, almeno per tipi come te
    non+autenticato
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