mercoledì 20 dicembre 2006

RAI verso la grande svolta

Qualcuno rema contro ma se il decreto passerà intatto RAI pubblicherà online tutti i propri contenuti, stimolerà l'auto-produzione degli utenti e consentirà la distribuzione dei materiali nel rispetto delle licenze Creative Commons

Il decreto con cui il Ministero delle Comunicazioni apre alla svolta viene salutata in queste ore con entusiasmo dalla rete, a giudicare dalle prime email giunte in redazione dopo la pubblicazione su Punto Informatico delle novità RAI.

"Non mi aspettavo nulla del genere - scrive Silvano F. - Negli ultimi anni ci hanno abituato al peggio, parlo dei nostri governanti, e una simile lungimiranza è come un fulmine a ciel sereno, solo che non fa i danni del fulmine, semmai illumina come un fulmine. Rimango speranzoso che non sia passeggero come un fulmine". Considerazioni utili, perché il timore che serpeggia nell'ambiente in queste ore è che qualcuno prema per modificare il decreto.

Perché? Le ragioni sono molte ma una sembra prevalere, e ne accenna anche il Weblog di Stefano Quintarelli che per primo ha riportato la notizia della svolta RAI, e riguarda gli equilibri del mercato TLC. La novità infatti è che la RAI crea in questo modo un rapporto diretto con l'utente e "questo - scrive Quintarelli, che è presidente dell'associazione dei provider AIIP - dovrebbe tagliare definitivamente la testa al toro della potenziale NON apertura della rete. Qualunque utente di qualunque operatore DEVE poter accedere ai contenuti della RAI erogati dal portale RAI.IT".Questo è un dato centrale in un momento in cui viene messa in discussione la neutralità della rete e soprattutto nelle settimane in cui operatori e Telecom confliggono sull'offerta IPTV dell'incumbent, che gli altri operatori ritengono "irreplicabile" a causa dei costi che comporta ("10volte10 più alti di quelli reali", segnala Quintarelli). Una questione che il 16 gennaio verrà affrontata dal Consiglio di Stato.

Inoltre, perché il decreto divenga operativo, dovrà arrivare il via libera della Commissione parlamentare di Vigilanza e Mauro Landolfi che la presiede già nei giorni scorsi ha fatto sapere di voler aprire una serie di audizioni piuttosto estese: in ballo ci sono questioni economiche che potrebbero finire per influire sull'effettiva potenzialità di investimento ed estensione dei servizi Internet della RAI. Audizioni che partiranno proprio nei giorni della vicenda IPTV al Consiglio di Stato.

Le difficoltà sul percorso della riforma RAI non le nasconde Altroconsumo secondo cui "le resistenze e le pressioni per cambiarne il testo, o comunque, per evitare di darne una concreta applicazione saranno certamente forti, se si pensa per esempio che oggi molti di questi stessi contenuti, lungi dall'essere fruibili gratuitamente online, vengono messi in vendita dalla stessa Tv di Stato su Dvd, su altri siti Internet, o entrano a fare parte dei pacchetti della Tv satellitare chiedendo di fatto al consumatore di pagare prezzi anche elevati per opere che ha già contribuito a finanziare attraverso il canone".

Ed è proprio la questione canone a tenere banco con il nuovo contratto di servizio. Dopo il putiferio scatenato dall'annuncio di un aumento del canone RAI, c'è chi si aspetta che la nuova "offerta multimediale" si traduca in una imposizione più facile e più diffusa non solo per i possessori di televisori ma più in generale di computer connessi ad Internet o telefonini di nuova generazione. "Scommettiamo - scrive Lorenzo D.G. a PI - che questa piccola grande rivoluzione costringerà chi vende computer con modem incorporato a verificare se l'acquirente ha pagato il canone?".
250 Commenti alla Notizia RAI verso la grande svolta
Ordina
  • Spero molto di rivedere i programmi degli anni 6o in bianco e nero
    non+autenticato
  • b) rendere disponibili sul portale RAI.IT tutti i contenuti radiotelevisivi prodotti dalla RAI a tutti gli utenti che si collegano ad Internet dal territorio nazionale, avendo cura di rendere disponibile i contenuti trasmessi dalla televisione e dalla radio non appena termina la trasmissione di tali contenuti;

    Ottima iniziativa. Da notare però che questa storia del territorio nazionale andrebbe superata. Intanto può capitare che uno stia sul territorio nazionale ma abbia degli IP che non risultano nazionali. Ma soprattutto RAI su Internet è una cosa molto desiderata da e utile per chi si trova all'estero. Sarebbe servizio molto pubblico anche questo.

    Altra faccenda è relativa alle tecnologie con cui mettere a disposizione i contenuti su Internet. E qui va ribadito ancora una volta che non è per niente giusto che istituzioni pubbliche usino software proprietari, formati chiusi e modalità di accesso che costringono gli utenti ad usare software proprietari. I beni digitali pubblici e le infrastrutture informatiche pubbliche sono di tutti noi ed è giusto che siano aperti il più possibile e svincolati il più possibile da interessi privati.

  • il lupo se la mangia...
    La RAI è un servizio non richiesto, perchè dobbiamo pagare? Il sistema degli abbonamenti fa leva su vecchie questioni irrisolte come lo è la minaccia di essere perquisiti dalla guadia di finanza se non si paga l'obolo alla tv di stato. Non dobbiamo pagare e basta.
    non+autenticato
  • Finalmente un motivo per pagarlo, il canone! Sarebbe una cosa grandiosa se il contratto venisse approvato così come lo si legge qui su PI...
  • Qualcuno sostiene che la legge sia stata fatta apposta per tassare tutti indiscriminatamente, anche quelli che come me non guardano la TV e si sentono in pieno diritto di non pagare il canone...

    Secondo me no, e francamente questa mi sembra paranoia: con questa storia dell'apparecchio "adattabile", tra poco nessuno di noi potrà evitare di avere un apparecchio "adattabile" in casa, se non altro perché i vecchi telefonini che telefonavano e basta stanno sparendo dal mercato, quindi tutti si troveranno per le mani un apparecchio "adattabile", a prescindere dal PC...

    ... e come accade oggi ci sarà chi paga, chi usufruisce del servizio e non paga, e chi, come me, non usufruisce e non paga (a meno di una legge che metta il canone sulla bolletta elettrica, ma quello è un altro discorso da non affrontare qui per problemi di spazioSorride).

    Quindi la cosa andrebbe giudicata in se: è positivo che la RAI metta sul sito sotto CC contenuti prodotti con i nostri soldi? Direi decisamente di si, se non altro perché passa il principio che se i cittadini pagano la RAI per produrre contenuti, quanto meno che siano a disposizione di tutti.
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | Successiva
(pagina 1/9 - 43 discussioni)
 

La soluzione ideale per Security and Video Managed: le innovazioni Cisco.

SQL Server aspetti avanzati

SQL Server aspetti avanzati

Microsoft SQL Server per molti versi non è solo un database. Lo si può considerare come un ambiente completo che espone al programmatore funzionalità complesse che abbracciano a 360 [...]